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ARTE E CRISTIANESIMO

Con l’editto di Milano del 313 d. C. nel quale Costantino riconosce il Cristianesimo come unica religione dello stato e della corte, iniziarono la costruzione di molti luoghi sacri, anche sulle rovine dei templi pagani. L’idea che soltanto l’anima è bella , e il corpo come ogni cosa materiale, non è degna ma ben sì contaminata, viene diffusa dopo il riconoscimento del cristianesimo. La rappresentazione di Cristo e dei discepoli avviene rispettando il criterio di un aspetto solenne e dignitoso. Per l’antichità classica l’opera d’arte aveva un valore prevalentemente estetico, ma nel Medioevo tutto si capovolge e anche la scienza  è influenzata dalla fede. L’arte rimane comunque il primo strumento attraverso il quale è inviato il messaggio al volgo che non sa leggere ne scrivere, quindi il messaggio della chiesa cercano di arrivare a tutti gli strati della società, anche a coloro che non riescono a percepire i ragionamenti astratti. L’arte bizantina rappresenta il cristo come un re, e Maria come una regina, l’uno e l’altro indossano vesti preziose, e siedono freddi, inespressivi e distanti sul loro trono. Gli angeli assistono e formano processioni ordinate, tutto è grande e possente ogni elemento umano è soppresso. L’uso dei colori è semplice, chiaro: tutto è contenuto in forti contorni senza gradazioni. Alla fine del 200 inizi 300, avviene un mutamento, che vuole liberarsi dalla concezione della cultura bizantina. Questo cambiamento avviene in Toscana, ecco quindi che cambiano le visioni nella pittura, come ad esempio il rappresentare Gesù come uomo e trasmette la sua sofferenza e dal volto traspirano le sue sensazioni. È anche la grande rivoluzione filosofica che condurrà alla diversificazione iconografica. I personaggi religiosi sono sempre più intensi  e più vicini allo spettatore. Il culmine arriverà con Leonardo, e poi Raffaello, mentre il Caravaggio esprimerà il concetto del quotidiano, il tutto si interromperò con l’avvento del Barocco nella seconda metà del 1600, quando tutto diventa astratto, si identifica il tutto come una nuova iconografica e le forme sono avvolte da una luce soprannaturale, ai confini fra terreno e cielo. Nel 1700 l’Europa ha in se un nuovo seme, quello dell’Illuminismo, il quale fermenta la scienza la quale nega l’esistenza di idee innate, affermando che le cognizioni sorgono dall’esperienza e conoscenza.