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Arte Romana

 

L’arte romana ha la sua manifestazione artistica nel II sec. a.C., la quale si collega alla situazione politica, religiosa, culturale e sociale.

Non furono da subito viste di buona luce l’espressioni dell’arte attraverso la pittura e la scultura, considerate arti minori, mentre in risalto si poneva l’architettura, in quanto aveva funzioni di pubblica utilità e rappresentanza. Anche in questo campo ricevettero degli aiuti dalla cultura greca, ma manipolarono in modo originale ogni insegnamento, come ad esempio l’utilizzo della malta e pietrame che permisero di utilizzo di linee e superfici salde  e curve come l’arco e la volta.

Anche l’assetto urbanistico giovò delle tecniche derivanti dall’architettura, come ad esempio lo si nota nelle colonie in quanto si prendeva come modello l’assetto del campo militare, quindi due strade principali che portano al centro e successivamente (impianto ortogonale), mentre le città preesistenti vennero ristrutturate secondo i vari nodi commerciali e politici-religiosi. Un esempio di evoluzione edilizia lo troviamo ad Ostia, dove ci sono i resti di abitazioni romane a cinque piani.

Con gli imperatori successivi ad Augusto si ha un maggior ampliamento di Roma : Claudio fece costruire un importante acquedotto e un nuovo porto alla foce del Tevere, Nerone invece con la Domus Aurea offrì un modello di raffinatezza, mentre in epoca flavia sorse il Colosseo.

Le terme sono una tipologia architettonica dove si svolgevano molteplici attività ricreative sociali.

Adriano fece sorgere il Mausoleo  e la Villa Adriana di Tivoli, nonché la ricostruzione del Pantheon il quale venne anche ricoperto da una volta, divenendo il simbolo perfetto di tempio a pianta circolare.

 

Scultura Romana

 

Il III sec. con l’avvento delle ideologie teocratiche dall’oriente, fu un secolo di costruzioni grandiose, come le terme di  Caracalla. Con Diocleziano e poi Costantino, Roma affronta il suo ultimo periodo di fioritura in campo architettonico.

Al tempo di Cesare, artisti greci trapiantati a Roma, influenzarono la ritrattistica con la loro cultura ellenica, cercando comunque di migliorarla arrivando a ritrarre le espressioni  che si individuano nella vivacità e varietà del patetico o del pittoresco della scultura ellenistica. La scia classica continua nel periodo giulio-claudio, mentre gli aspetti popolari continuano a ritrovarsi nelle usanze funerarie.

Il rilievo invece diviene una sorta di narratore per la popolazione, in quanto in esso rivivono i momenti storici. Al col tempo abbiamo il ritratto invece riguarda prettamente un ceto sociale diverso, ossia quello dei patrizi. Quest’ultimo non compare in tutte le civiltà, ma solo in quelle urbanamente organizzate, estremamente politicizzate ove troviamo una classe dirigente con forti mezzi a sua disposizione. Quindi vediamo che c’è anche una diversità di motivazione fra il rilievo e il ritratto in quanto nel primo caso ci si accontenta di una immagine del defunto, ad esempio la rappresentazione di una testa  (nel caso popolare), mentre nel caso dei patrizi abbiamo un’usanza che viene riportata dal greco storico Polibio, il quale afferma che una volta sepolto il morto nei rostri o fori, si custodisce in casa un’immagine del morto, spesso era una maschera di cera, la quale viene esposta durante sacrifici pubblici, oppure sono portate alle funzioni funebri dei parenti importanti. Queste immagini venivano custodite nelle abitazioni in un armadietto, il quale veniva aperto solo dalla persona più autorevole della casa.

Un’altra tipologia di ritratto è quella che si applica sullo scudo, l’origine di tale usanza è greca,

Sul finire del I sec. d.C. i rilievi dell’arco di Tito inaugurano un linguaggio figurativo che rivelano un illusionismo spaziale. Il classicismo ricevette nuovi impulsi grazie ad alcuni imperatori come Adriano che diedero una rottura con fra gli elementi greci e quelli romani, questo lo si può notare ad esempio nella Colonna di Aureliana compiuta nel 193, nei rilievi dell’Arco di Settimio Severo  del 203. troviamo in oltre l’utilizzo dei sarcofagi, che danno un maggiore impulso militaresco.

Coloro comunque che non potevano permettersi i fondi per esternare se stessi con monumenti architettonici, una volta defunti, si riunivano in associazioni versando una quota annua, questo garantiva loro di trovare un luogo decoroso per le proprie ceneri al momento della morte.

Con Costantino si cercò un recupero della classicità dove ritrovare un maggiore ordine e un modello più morbido e non disorganizzato ed esasperato come accadde a seguito delle influenze barbariche.

 

Pittura Romana

Dal III sec. a.C. si attesta la pittura trionfale, attraverso la quale si mostra al popolo le guerre  vittoriose. Nel I sec. la pittura si stacca dal ramo etrusco per seguire quello ellenico. Gran parte delle testimonianze ci pervengono attraverso i resti di Pompei ed Ercolano. La pittura assume anche un contesto bizzarro, e illusionistico così come lo ritroviamo nella Domus Aurea di Nerone. In questa sontuosa abitazione troviamo un fenomeno che caratterizza l’arte romana, che riguarda soprattutto la pittura cristiana, ossia la pittura a “macchie”, ove troviamo a diretto contatto le luci, ritrovando nell’immagine colori chiari e ombre. Questo metodo si sostituisce al naturalismo, lasciando quindi spazio a una creazione intellettuale.

La pittura quindi assume , come nella scultura, due rami uno dedito all’esplicare i fatti storici, quindi è uno stile commemorativo e onorario, l’altro invece ha una funzione ornamentale. Successivamente si espande la cultura della pittura dei pavimenti, nasce quindi il mosaico, anche esso di origine ellenica. Con l’affermarsi della religione cristiana, si andò ad affermare la pittura catacombale, caratterizzata da pennellate rapide, sommarie con forte impronta popolare.

 

Architettura Romana

 

Essa rappresenta più direttamente le esigenze della società attraverso la costruzione di edifici pubblici.

Il primo impiega dell’arco su per la costruzione dei magazzini posti lungo il Tevere nel II sec. a.C. , da questa tecnica, con l’uso di malte collanti, si arrivò poi alla volta a botte. In epoca tardo repubblicana si utilizza la volta a crociera, e in età neroniana la cupola emisferica.

Una evoluzione la si ha nell’età silliana, con l’utilizzo di una pietra calcare, il travertino, di colore bianco che assomiglia molto al marmo dei greci, e accanto a questo materiale furono accostati il tufo e il peperino.

Alla fine dell’epoca repubblicana pervade l’uso del mattone e dal i sec. d.C. nascono le fabbriche per la produzione di mattoni e di tegole.

L’architettura è importante anche per le costruzioni sepolcrali, il modello più grandioso è quello a pianta circolare contenente più camere sepolcrali, con copertura  a volta, e sopra a questa costruzione si elevava un tumulo di terra, sopra al quale cresceva la vegetazione. Un esempio può essere identificato con il sepolcro di Cecilia Metella, figlia di un console e moglie di uno della famiglia dei crasso.