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RINASCIMENTO ROMANO

 

Alla fine del XVII si ha una rivoluzione artistico- letteraria in Europa attraverso l’imitazione dei modelli greci e latini, al fine di riportare le lettere antiche al loro splendore. Questo percorso ebbe grande presa in Italia, che ebbe come suoi promotori: Tetrarca, Boccaccia ecc…si cercò quindi di identificare il pensiero di Platone, Aristotele e Plotino, in quanto erano loro che avevano la chiave relativa ai segreti della gloria, bellezza,  armonia interiore e consonanza con tutto ciò che circonda l’uomo; e per fare questo a  Firenze fu fondata un’accademia chiamata platonica. Altri grandi interpreti al di là delle Alpi furono l’olandese Erasmo da Rotterdam e Budè in Francia. Rinascimento non vuol dire solo rinascita dalle arti, ma anche della gioia per al vita e fiducia nell’energia creatrice dell’uomo.

Questo pensiero esalta l’individuo il quale sconfigge lo spirito di autorità con il razionalismo, provocando anche una caduta religiosa, grazie anche agli idealismi laici. Le arti ora si impossessano dei concetti matematici, fisionomici, ottici,e geometrici. Molto importante in questo periodo è la ricerca della prospettiva, tutto deve essere inserito in uno spazio delimitato da proporzioni ben definite, grazie ai calcoli geometrici, l’opera quindi rispecchia prettamente la realtà del momento. Di conseguenza la rappresentazione reale diviene fondamentale, così che tutte le arti ne sono influenzate.

Donatello è il primo a  riprodurre una forma a  grandezza naturale dopo l’epoca classica, l’esempio nasce dalla statua bronzea del  David. Donatello diventa quindi il punto di riferimento per la scultura del 400.

Firenze ha in oltre come maggior stimolo di  crescita artistica rinascimentale la presenza dei Medici, in quanto i signori di Firenze furono coloro che commissionarono agli artisti opere stupefacenti, come la Battaglia di San Romano, realizzati da Paolo Uccello per celebrare la vittoria dei fiorentini sui senesi.

Altre città seguirono l’esempio di Firenze come: Mantova, Ferrara, Venezia e Urbino.

Il rinascimento quindi si stacca dal Medioevo, basato su di una civiltà comunitaria, per improntarsi verso una civiltà individualista, in oltre le differenze sono anche nel fatto che la prima aveva una concezione pessimista e pervasa dal destino ultimo dell’uomo e del mondo, la seconda invece è ottimista.

Nel rinascimento lo stato accentra tutti i poteri e rinuncia alle vaghe pretese dell’impero medioevale. Esso predispone confini precisi e certi, geografici e linguistici, da qui prende forma lo stato nazionale, questo fece si che nel 400 si formarono grandi stati sotto le monarchie come Francia, Inghilterra, Spagna ecc…

L’architettura cerca di riprodurre i modelli dell’antichità. Anche l’urbanistica ne è influenzata, trasformando di conseguenza le città medioevali, costruendo al centro del paese una piazza e facendo sorgere poi tutto attorno palazzi, arrivando anche a costruire abitazioni su tre piani.

Un’opera straordinaria in campo architettonico è la cupola ottagonale del Duomo di Firenze realizzata dal Brunelleschi.

Gli artisti che seguirono questa corrente furono innumerevoli fra i quali il Bramante, Raffaello, Sangallo ecc… le chiese riprendono la pianta centrale con cupola, mentre nei palazzi grande importanza l’assumono i giardini.

Un’altra figura importante nel rinascimento è quella di Leon Battista Alberti architetto e umanista, che unì le tecniche costruttive e principi dell’architettura romana alla filologica dei testi antichi.

Verso la fine del 400 troviamo l’ascesa di un altro importante artista Sandro Botticelli, il quale raffigurava gran parte delle sue opere su ispirazione mitologica, come ad esempio “la nascita di Venere”. Un altro grande artista fu Leonardo da Vinci, che portò la tradizione toscana alla corte di Ludovico il Moro a Milano.

Nell’Italia settentrionale i maggiori esponenti furono il Mantenga, che esercitava soprattutto a Mantova e il veneziano Bellini.

 

I primi anni del cinquecento furono gli anni dominati da Michelangelo e Leonardo. Opera grandiosa fu quella del David scolpita dal Michelangelo, che la iniziò a partire dal 1501, divenendo poi il simbolo di tutta la scultura avvenire. Leonardo invece dipingendo l’ultima cena, fa cogliere esattamente le sensazioni e le emozioni di sgomento della scena, la quale rappresenta appunto il momento in cui Gesù parla ai suoi discepoli, dicendo che fra loro uno lo avrebbe tradito.

Nel 1503 con l’ascesa di papa Giulio II Roma divenne un centro nel quale si convogliavano grandi artisti come Michelangelo, Raffello, Bramante.

In Europa il Rinascimento fiorì in ritardo e vennero soprattutto riprodotti paesaggi ibridi, questo accadde sia in Francia che in Germania. Soltanto nel XVI sec con Francesco I si creò uno spazio dedicato agli artisti presso la sua corte nel castello di Fontainebleau, in grado di rivaleggiare con l’Italia.