Posta sulle rive del Tevere,
Roma è in una posizione strategica per raggiungere il mare, quindi vide
nascere in se un intenso commercio fluviale. Roma fu anche il primo centro del
Lazio ad assumere la conformità di città. Tuttavia non fu una città mercantile
come Corinto o Cartagine, perché nei primi tempi mantenne la sua
caratteristica originaria di area rurale e contadina. Solo successivamente
alle conquiste di altre regioni del bacino mediterraneo, si attuerà la
mutazione per lo spirito mercantile. Roma impose un
regolamento per i traffici, in quanto a seguito delle vittorie in terra
d’oriente, i soldati tornati in patria raccontavano di splendidi paesaggi e
ricchezze che fecero gola ad avventurieri e commercianti, i quali cercarono di
sfruttare il territorio e l’economia locale. Roma tenne nella sua economia
come fulcro l’agricoltura, e cercò di ammodernare le sue conoscenze grazie al
sapere acquisito nel tempo dalle popolazioni conquistate. Il principale porto
era quello di Ostia, il quale possedeva banchine e magazzini per i depositi.
Ma il passaggio dall’antichità al medioevo, a seguito delle incursioni
barbariche, segnò un regresso nella vita civile ed economica. Sotto i colpi
del cristianesimo e dei barbari iniziò il decadimento dell’impero sino al suo
crollo. Il lusso eclesiastico era solo d’impulso alle importazioni, e Roma,
come città centro della cristianità, richiamò molti pellegrini che
rinforzarono il commercio, visto che era anche l’unico spiraglio di entrate.
Negli anni dell’età moderna i commerci erano concentrati nelle mani di pochi:
i Chigi, gli Altoviti e i Fugger. Nel XVIII furono rese più libere le
relazioni commerciali. Pio VI (1755-99) iniziò la bonifica delle paludi
pontine, ma ogni lavoro fu sospeso perché le spese sforarono in budget
previsto. I traffici rimasero fermi dal 1815 al XIX sec. Non esistevano grandi
industrie, ma fiorirono filande, cartiere, concerie, fabbriche di pelli, di
tessuti e cordami, sufficienti al fabbisogno regionale. Questo a causa delle
barriere doganali dei minuscoli stati italiani, e della inesistenza di
direttive in materia di politica commerciale, segnarono un regresso della vita
economica di Roma. Esistevano banche Italiane e
straniere, tra esse la banca di stato pontificia che dopo il 1870 divenne la
Banca Romana. All’avvento dell’unità di Italia (1870), le condizioni non erano
favorevoli all’industrializzazione e al commercio, per insufficienza di
capitali, di tecnici e maestranze, nonché della materia prima per poter far
partire le macchine a vapore: il carbon fossile. Tuttavia una volta eletta
Roma come capitale d’Italia, i traffici aumentarono, questo anche perché la
sede del potere si era insidiata nella città, così come le altre
ramificazione dell’amministrazione politica, giudiziarie e militari, e da qui
partì l’industrializzazione di Roma (macinazione del grano, caseifici,
birreria, rayon, chimica, cartaria, saponificio, tessile, enologia,editoriale,
turistica ecc…). poco numerose furono le piccole industrie. Il volto economico di Roma ha
poi mutato, in quanto il settore primario ha perso forza lavoro, la quale è
andata ad incrementare quello secondario e terziario.
Le produzioni agricole di
maggior rilievo sono: frumento, vino, olio, patate, tabacco, fiori e
barbabietole da zucchero. L’agricoltura è cresciuta grazie alle aziende
cerealicole e zootecniche, questo grazie alla possibilità di avere grandi
spazi per gli erbari e prati artificiali, che consentono una produzione di
foraggio per i bovini. Sui colli Laziali i vigneti
trovano il loro ambiente naturale, grazie alla conformità del terreno friabile
ricco di carbonato di calcio, ma anche sulle campagne romane, sabbiose
litoranee a fianco delle pinete.
La pesca ha il suo centro a
Civitavecchia, mentre l’industria estrattiva sfrutta i giacimenti di
travertino a Tivoli (oltre che fonti d’acqua minerale) e di argilla a Monte
Mario.
L’industria ha allargato la
sua rosa di settori: industria principale è quella alimentare (pasta, casearia
e birrifici) , l’edilizia, la vetraria, la meccanica, la chimica (fibre
tessili artificiali, gomma), il tessile (lana) e dell’abbigliamento, la
farmaceutica, la cartaria, il legno e mobili.
Il complesso cinematografico
di Cine- città è fra i principali produttori del mondo di pellicole.
Il traffico ha come nodo
principale Roma, sia quello ferroviario che su gomma (strade e autostrade),
questo anche a causa della sua ricchezza d’arte la quale richiama il turismo
di tutto il mondo.