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ROMA MEDIOEVALE

Roma aveva perso importanza politica e militare ed era divenuta una città di provincia soggetta a Ravenna, Bisanzio e Milano. Tuttavia si andava affermando nel mondo l’autorità del vescovo di Roma, che ereditò il prestigio politico degli imperatori. Roma si trasforma quindi in capitale spirituale e morale, questo portò al sorgere di numerosi luoghi di culto. Lentamente la città riuscì a distaccarsi dall’influenza dell’impero d’Occidente e prese una sua autonomia, soprattutto dopo la formazione dello stato della Chiesa. Nel 727 Roma divenne del pontefice grazie all’alleanza con i Franchi. Un momento particolare fu dovuto a Cola di Rienzo nel 1347 che instaurò un governo democratico, mentre i papi si trovavano in esilio ad Avignone. Sotto la guida del cardinale Egidio d’Albornoz condusse una campagna contro il prefetto di Roma Giovanni di Vico, che cercava di farsi una propria signoria all’interno della città imperiale. In seguito batté i Malatesta di Rimini che insidiavano la città con la loro cupidigia, in assenza dei papi. Fu con Gregorio XI che il 17 gennaio 1377 entrò in Roma proclamandola capitale del mondo cristiano. Se l’Italia e Roma perdettero con il tempo il potere a causa di infiltrazioni degli stranieri, ne beneficiò dal punto di vista culturale,e  nel Rinascimento Roma era una delle città più belle al mondo grazie al mecenatismo dei papi. Ma nel 1527 fu nuovamente saccheggiata per volere di Carlo V per punire il papa Clemente VII per la sua attività antiimperiale. Nel periodo successivo alla riforma nacquero diverse chiese nella città, sempre più ricche, e nell’età Barocca nacquero ville e palazzi sfarzosi. Ma nessun papa aveva il coraggio e la capacità di inserire la città nello sviluppo dell’Europa.

 

EVO MODERNO

Dopo la pace di Aquisgrana nel 1748 e il nuovo equilibrio ottenuto dopo le guerre di successione, Roma non partecipò al fervore intellettuale e politico dell’età delle riforme, la cultura viva si trovava a Milano, Napoli, Venezia e Firenze. Il potere temporale dei papi iniziava a essere corroso, e nel 1797 il Vaticano subì il maggior colpo quando dovette arrendersi alla supremazia francese e di Napoleone, che con la pace di Tolentino nel 1797, cominciò a cedere le Legazioni. Il potere temporale decadde per tutto il predominio francese. Nel 1799 venne mandato in esilio il papa Pio VI e fu restaurata la repubblica Romana  dai francesi, ma alla morte del pontefice, al suo successore fu concesso di riprendere il trono papale siglando un nuovo accordo nel 1809 con Napoleone e da questo momento il potere temporale papale ebbe fine. 

Roma non partecipò ne ai moti del 1821 e 1822 ne a quelli del 1830-31, ma dopo la divulgazione delle idee mazziniane anche a Roma dilagarono le idee unitarie e liberali, concludendosi poi trasformando Roma come capitale del nuovo regno. Fu proclamata la repubblica romana con la costituente di un triumvirato, formato da Mazzini, Saffi e Armellini.

Ma la sorte della repubblica era già segnata, infatti i francesi penetrarono il 4 giugno 1849 e il 30 giungo Roma capitolò e Mazzini fu costretto all’esilio. Roma dovrà attendere fino al 20 settembre del 1870 la liberazione e l’annessione al regno d’Italia. Una volta portato il potere politico e burocratico e della corona a Roma essa iniziò a crescere anche come densità di popolazione, e le varie zone del Regno si convergevano a Roma per quel che concerneva l’amministrazione e questo favoriva la mescolanza fra le popolazioni. Anche Pio IX dovette cedere al Regno e partecipò  attivamente alla vita politica di quest’ultimo. L’avvento del fascismo impostò il problema urbano ed edilizio sulla ideologia pratica, igienica, logistica,  dinamiche proprio di una metropoli moderna. Dopo l’armistizio  dell’8 settembre 1943 tra l’Italia e gli Anglo- Americani, i tedeschi cercano di conquistare Roma. Malgrado le forze dei Granatieri e Arieti (divisione corazza), ai quali si erano uniti diversi cittadini le difese crollarono e malgrado l’armistizio a Frascati , cadde ugualmente nelle mani dei Tedeschi e fu adibita a città di retrovia del fronte germanico. Ma l’anima della città non si piega sotto il tallone tedesco, malgrado la fame, le fucilate senza processo, le deportazioni, gli arresti e le torture. Viva è la voce clandestina dei patrioti, alla quale si mescola l’opera di sussistenza di Pio XII.

L’11 Maggio del 1944 gli alleati sferrano l’attacco, e dopo una pressante resistenza dovettero ritirarsi, il  4 giugno il corpo armato americano, alle ore 18 entrava in Roma. Fu subito ripristinato il comune e sciolto il governatorato, e dopo un breve periodo di amministrazione militare, Roma tornò in mano al legittimo governo italiano.