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Basilica di San Pietro in Vaticano

 

La costruzione di piazza S. Pietro ebbe inizio nel 1656, e ai lavori prese parte anche il Bernini, il quale realizzò una magnifica  scenografia, come i due semicircolari colonnati (240 colonne), che disegnano un’ellisse di 240m di larghezza.  Le due ali del colonnato sono le braccia della chiesa che avanzano ad abbracciare i fedeli, le quali sono sormontate da 140 statue e formano un trapezio rovesciato. Queste soluzioni furono adottate in quanto la piazza doveva accogliere una quantità immane di fedeli, in oltre si doveva realizzare un porticato che potesse essere al coperto durante le processioni. Al centro della piazza è situato l’obelisco vaticano, portato a Roma da Caligola e collocato in questo punto nel '500 dal Fontana. Ai lati del monumento egizio furono costruite due fontane, quella di destra fu opera del Maderno, quella di sinistra del Fontana.

Il palazzo apostolico, residenza del pontefice, sovrasta il braccio destro del colonnato. Le prime tre finestre dell’ultimo piano corrispondono all’appartamento papale. Dalla finestra centrale, quella dello studio, il papa vi si affaccia per la benedizione domenicale.

Sul fianco destro della basilica è visibile il tetto della cappella Sistina, ove vi si svolge il conclave, e solo in quest’occasione viene collocata la ciminiera per la fumata ( la fumata bianca simboleggia l’avvenuta elezione del papa, la fumata nera simboleggia ancora l’attesa per un nuovo scrutino).

Il primo nucleo della Basilica di S. Pietro fu edificato nel 300 d.C. quando Costantino la fece erigere sul sepolcro di Pietro.  I primi restauri iniziarono nella metà del '400 sotto Nicolò V, mentre Giulio II nel '500 affidò il progetto al Bramante, il quale rifece l'intero progetto della basilica che doveva accogliere il suo sepolcro, realizzato da Michelangelo. Il successore Paolo V decise a sua volta di modificare il progetto,  che nel frattempo aveva visto edificare, realizzando le cinque cupole, 4 minori e una principale che sormontava tutte le altre (opera del Michelangelo), affidandolo al Maderno il quale aggiunse tre campate allungando la basilica arrivando a una lunghezza di 186 metri e realizzò la facciata monumentale.

 

CAPPELLA SISTINA

La cappella Sistina fu il capolavoro di Michelangelo, il quale affrescò da solo questo ampio spazio, seguendo uno schema predefinito, con il quale si volle raffigurare: l'Umanità, la Rivelazione, Profeti e Sibille, gli Ignudi, Lacoonte e naturalmente le storie bibliche. Per affrescare tutta la cappella ci volle molto tempo, questo fece sì che l'opera subisse delle  modifiche stilistiche, come ad esempio le figure dei personaggi, le quali diventano sempre più ampie, uscendo persino dai perimetri prestabiliti all'inizio dell'opera, ma mutano anche le espressioni e le pose, le quali diventano sempre più complesse. Anche le immagini  subiscono questa influenza, i colori sono scelti per il loro impatto violento e umano.
Fu nel 1534 che Clemente VII incaricò Michelangelo di sostituire l'affresco della Resurrezione con quello del Giudizio Universale. In quest'opera la prospettiva non venne rispettata, infatti le figure si susseguono e si aggrovigliano fra di loro, dove al fulcro di tutto fu messa la figura del Cristo. La scena prende piede con il risveglio delle anime grazie alle trombe degli angeli, le quali salgono verso il cielo o precipitano verso l'inferno. Tutta la scena è dominata da forze che l'uomo non può controllare ne capire, e che quindi ne diventa succube.

 
 

Pianta di San Pietro