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Circo Massimo

Secondo le fonti antiche, il primo circo adibito alle corse dei carri nella valle tra il Palatino e l'Aventino, fu costruito dal re etrusco Tarquinio Prisco, denominato Circo Massimo, costruito dopo la bonifica della Valle Murcia, luogo dove sarebbe avvenuto il ratto delle Sabine. Con il passare del tempo gli originali sedili in legno vennero sostituiti dalle gradinate in pietra. Il circo fu ampliato da Cesare il quale lo modificò inserendovi una struttura in muratura, mentre Augusto  aggiunse il pulvinar (palco imperiale o area sacra). L’edificio poteva contenere 150.000 spettatori. In seguito fu nuovamente ampliato raggiungendo una lunghezza di 600 metri e una larghezza di 200. attualmente si conserva parte del lato curvo meridionale.

Come decorazioni del circo massimo vi erano l’obelisco di Costante II, ora al Laterano. Successivamente al rogo del 36 d.C. non rimase quasi nulla della struttura e  non fu più utilizzato. Fu ricostruito, ma il fuoco lo rovinò nuovamente. Fu Traiano a ricostruirlo nel II sec. Nel 357 fu arricchito da un altro obelisco, quello di Thutmosis III. Le ultime gare si svolsero nel 549   e successivamente venne adibito a campo agricolo. Nel 1122 venne condotta a Roma l’Acqua Maria che percorreva lungo il Circo Massimo prima di sfociare nel Tevere. Un uso singolare fu riservato alle pendici dell’Aventino: infatti dal 500 in poi fu utilizzato per il cimitero degli ebrei.

La fase dell’industrializzazione portò nel 800 alla nascita, all’interno dell’area del Circo Massimo, di capannoni, magazzini, abitazioni, i quali vennero eliminati solo negli anni ’30.