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FORO ROMANO |
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Era il centro della vita
politica, economica e religiosa nonché piazza per antonomasia, della città
fino alla fine dell’età repubblicana. Il foro nacque fra il Campidoglio e il
Palatino. Per la sua realizzazione fu innanzi tutto necessario un’opera di
bonifica e drenaggio. Il Foro all’inizio fu centro di scambio al dettaglio,
con la nascita di negozi al minuto, poi successivamente vennero scalzati dai
negozi per il cambio valuta. Con l’avvento di Cesare, si identificò il
nascere nell’attuale Forum Iulium nel 54 a.C. il quale ampliò le
caratteristiche che erano divenute ormai insufficienti, quindi distrusse la
parte del Comizio, ove vi erano le istituzioni politiche e
giudiziarie, e spostò gli edifici della Curia e dei Rostri. Successivamente
Augusto definì la struttura del Foro, facendo sorgere edifici a
glorificazione della Gens Iulias (tempio di Giove, archi onorari a se stesso
e il portico in onore dei nipoti Gaio e Lucio). Con l’età imperiale il Foro
perse la sua funzione politica, e si trasforma in un monumento di
rappresentanza. Successivamente comparvero altri mutamenti come la statue
equestre a Domiziano distrutta alla sua morte nel 96 a.C. , l’arco in onore
a Settimio Severo all’inizio del III sec. tra la fine del III e l’inizio del
IV sec., dopo l’incendio dell’anno 283, Diocleziano fece sorgere una
schermatura di file di colonne davanti alla Basilica Giulia e cinque per
parte sui Rostri vecchi e nuovi. La storia del Fori si conclude nel 608 con
la colonna dedicata all’imperatore di Bisanzio, Foca, meritevole per aver
donato il Pantheon al Papa Bonifacio IV.
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