Palazzo di Montecitorio |
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Il palazzo fu iniziato dal Bernini su ordine del papa Innocenzo X e terminato poi dal Fontana il quale modificò il progetto iniziale e inserì in oltre un campanile a vela. Il progetto nel 1655 fu interrotto per mancanza di fondi e ripreso 30 anni dopo. Nel 1696, una volta ultimati i lavori, al suo interno vi si voleva instaurare uno spizio per i poveri, ma poi l’idea fu accantonata, e si decise di instaurarvi la curia apostolica (tribunale), divenendo così il centro della vita amministrativa e giudiziaria pontificia. Con l’unità di Italia il palazzo fu adottato per insidiarvi la Camera dei Deputati. La campana Maggiore suona solo per l’occasione dell’elezione del Presidente, mentre in precedenza dal balcone, ogni sabato, venivano sorteggiati i numeri dell’otto. Quando si decise per la scelta ove collocare l'aula dei Deputati si era pensato prima a palazzo Venia o al Campidoglio, poi la scelta cadde su Montecitorio, il quale fu sventrato per poter apportare le modifiche occorrenti allo scopo. L’architetto Basile si occupò dei lavori, inserendovi uno stile liberty sia nella costruzione che nell’arredamento. La parte ancora originale del Bernini rimane la facciata che da sulla piazza. L’aula di Montecitorio è caratterizzata da un velario di vetri colorati, da un fregio pittorico che la circonda intitolato al Popolo Italiano. Il palazzo ha i pavimenti in marmo policromati, e un salone di gran effetto, grazie anche alla sua illuminazione particolare propria delle navi da crociera ( che ne da il nome di transatlantico), questo salone è adiacente l’aula parlamentare ove i prlamentari vi passano i momenti di intervallo fra una seduta e l’altra. Le principali sale di rappresentanza sono al secondo piano, ove sono anche gli uffici del presidente, ufficio della presidenza e del Segretario generale. Attraverso uno scalone si arriva al corridoio dei busti, ove sono collocati trenta busti in bronzo e marmo che raffigurano le personalità celebri come Cavour e Garibaldi. Il salone della Lupa, che prende il nome dalla lupa romana in bronzo posta a suo interno, è una delle sale dell’ala berniana più grande, l’ambiente è circondato da arazzi fiamminghi alle pareti. Qui il 2 giugno del 1946 fu proclamato il risultato del referendum che dava inizio alla Repubblica Italiana. A sinistra del salone troviamo la biblioteca del presidente. Sul lato destro invece è situata la sala gialla, chiamata così per il colore delle tappezzeria, la quale è arredata con mobili in stile rococò originali della reggia di Caserta. |
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