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NEOCLASSICISMO ROMANO |
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Caratteri fondamentali
La vicenda del neoclassicismo inizia alla metà del XVIII secolo (1750). Ciò che contraddistingue lo stile artistico di quegli anni fu l’adesione ai principi dell’arte classica. Quei principi di armonia, equilibrio, compostezza che erano presenti nell’arte degli antichi greci e degli antichi romani. I caratteri principali del neoclassicismo sono: - esprime il rifiuto dell'arte barocca e della sua eccessiva irregolarità; -fu un movimento teorico, grazie soprattutto al Winckelmann che teorizzò il ritorno al principio classico del “bello ideale”; - fu una riscoperta dei valori etici della romanità. Roma divenne nella seconda metà del settecento il baricentro dal quale questo nuovo gusto si irradiò per tutta Europa. Un originale artista italiano, Giovan Battista Piranesi diffuse il gusto per le rovine e le antichità romane. L’Italia nel settecento fu la destinazione obbligata per la nobiltà e gli intellettuali europei. Roma, ove si stabilirono scuole ed accademie di tutta Europa, divenne la città dove avveniva l’educazione artistica di intere generazioni di pittori e scultori. Con l’opera del David il neoclassicismo divenne lo stile della Rivoluzione Francese e dalla fine del Settecento la nuova capitale del neoclassicismo non fu più Roma ma Parigi. Il neoclassicismo tende a scomparire subito dopo il 1815 con la sconfitta di Napoleone. Nei decenni successivi fino al 1830 viene soppiantato definitivamente dal Romanticismo.
Le scoperte archeologiche
Uno dei motivi di questo rinato interesse per il mondo antico furono le scoperte archeologiche durante tutto il XVIII secolo. In questo secolo furono scoperte prima Ercolano, poi Pompei, quindi Villa Adriana; ed infine giunsero dalla Grecia numerosi reperti archeologici che finirono nei principali musei europei: a Londra, Parigi, Monaco. In particolare, con queste campagne di scavo, non solo si ampliò la conoscenza del passato, ma fu chiaro il rapporto tra arte greca e arte romana. La vera fonte della grandezza dell’arte classica venne riconosciuta nella produzione greca degli artisti del V – IV secolo a.c.
La razionalità illuministica e il rifiuto del barocco
Il neoclassicismo nacque come desiderio di un’arte più semplice e pura rispetto a quella barocca . Questo desiderio di semplicità si coniugò alla constatazione che già in età classica si era ottenuta un’arte semplice ma di nobile grandiosità. Il barocco apparve allora come il frutto malato di una degenerazione stilistica che era andata deformandosi per la ricerca dell’effetto spettacolare ed illusionistico. Il barocco è complesso, virtuosistico, sensuale; il neoclassicismo vuole essere semplice, genuino, razionale. Il barocco propone l’immagine delle cose che può anche nascondere, il neoclassicismo non si accontenta della sola bellezza esteriore, vuole che questa corrisponda ad una razionalità interiore. Il barocco perseguiva effetti fantasiosi e bizzarri, il neoclassicismo cerca l’equilibrio e la simmetria; il neoclassicismo si affida alle norme e alle regole. Il principio del razionalismo è una componente fondamentale del neoclassicismo. E’ da ricordare che il ‘700 è stato il secolo dell’Illuminismo. Il neoclassicismo ha diversi punti di similitudine con il Rinascimento: come questo fu un ritorno all’arte antica e alla razionalità. Ma le differenze sono sostanziali: la razionalità rinascimentale era di matrice umanistica e tendeva a liberare l’uomo dalla trascendeza medievale, la razionalità neoclassica è invece di matrice illuministica e tendeva a liberare l’uomo dalla retorica, dall’ignoranza e dalla falsità barocca. Il ritorno all’antico per l’artista rinascimentale era il ritorno ad un atteggiamento naturalistico che lo liberasse dal simbolismo astratto del medioevo.
Le teorie e lo stile
La scultura più di ogni altra, sembrò adatta a far rivivere la classicità. E in essa si avverte il legame più diretto con ed immediato con l’idea di bellezza classica. Una pittura classica di fatto, non esiste, anche perché le testimonianze di quel periodo sono quasi tutte scomparse. I caratteri della scultura neoclassica sono la perfezione di esecuzione. La pittura neoclassica si riaffidò agli strumenti del naturalismo rinascimentale: la costruzione prospettica, il volume risaltato con il chiaroscuro, la precisione del disegno, immagini nitide senza giochi di luce ad effetto, la mancanza di totalismi sensuali. I soggetti delle opere d’arte neoclassiche divennero personaggi e situazioni tratte dall’antichità classica e dalla mitologia. La storia di questo passato serviva alla riscoperta di valori etici e morali di alto contenuto civile.
Il neoclassicismo in Italia
A Roma giungevano gli altri artisti ed intellettuali di Europa. I primi grazie alle borse di studio i secondi per quella moda del Grand Tour. A Roma un altro personaggio svolse un ruolo fondamentale per il neoclassicismo: il cardinale Albani. Cultore di antichità classiche e mecenate, iniziò la costruzione di una villa-museo che divenne uno dei luoghi più simbolici del nuovo stile. Ma intanto, alla fine del secolo, Roma cedeva la sua centralità a Parigi e un’altra città italiana divenne importante nella vicenda del neoclassicismo: Milano. Il centro della vita artistica divenne l’Accademia Brera, fondata nel 1776. Da Milano inoltre proviene il principale pittore neoclassico italiano: Andrea Appiani che fu anche ritrattista ufficiale di Napoleone. Un altro pittore romano, Vincenzo Camuccini visse in gioventù la fase del neoclassicismo proponendo quadri di derivazione davidiana quali la “Morte di Giulio Cesare”.
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