Fondato del 27 a. C. da Vespasiano Agrippa , il Pantheon sorse in un punto particolare del Campo Marzio, sul luogo ove Romolo ascese in cielo durante una cerimonia, è orientato verso nord- sud, in cui erano venerate le principali divinità olimpiche, fu durante i secoli danneggiato da avvenimenti naturali e poi restaurato. Nel 608 l’opera fu donata al pontefice Bonifacio IV, inseguito fu poi consacrato a chiesa con la denominazione di S. Maria Martjres. L'ingresso è sormontato dal pronao, composto da sedici colonne di granito grigio alte 13 metri, con basi e capitelli corinzi e marmo bianco, sul fregio compare l’iscrizione dedicatoria a Vespasiano. Il corpo centrale è costituito dalla cella composta da un muro alto ben 30 metri e spesso circa 6 (scavato all'interno per dare meno peso alle fondamenta), sormontata dalla cupola il cui diametro è pari a 43,44 m (tale misura è la stessa che risulta se si misura l'altezza dal pavimento sino alla cupola), questa opera è unica al mondo, in quanto fu realizzata con un unica colata di calcestruzzo. La cupola è inoltre composta da cinque anelli concentrici che si restringono verso l'alto, essi sono ornati con ventotto lacunari ciascuno, i quali furono realizzati seguendo la prospettiva e le dimensioni dei cerchi. Al centro della cupola fu realizzato un oculo di 8,92 m di diametro, questa apertura oltre a dare luce all’interno e a fungere da sbocco per i fumi degli incensi e fuochi sacrificali, ogni anno alle 12 del 21 giugno, con il solstizio d’estate, i raggi del sole, che attraversa l’ocus, investono il visitatore che accede al centro del portale. L'interno è composto da un ambiente emisferico, interrotto da sette nicchie, ornate da lesene e coppie di colonne. Nel 1520 qui vi fu sepolto Raffaello e dal 1870 fu utilizzato come luogo di sepoltura dei re d'Italia.