Piazza Venezia |
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La piazza ebbe il suo aspetto attuale con la costruzione, tra il 1885 e il 1911, del monumento a Vittorio Emanuele II che portò al rifacimento di tutta la zona adiacente, alla perdita di case e palazzi: la piazza da stretta e bella divenne larga e monumentale. Ad angolo con via del Plebiscito c’è la chiesa di S. Maria in S. Marco così chiamata perché, originariamente, prima del rifacimento della piazza, si trovava dall’altro lato di palazzo Venezia, vicino alla basilica di S. Marco. Il toponimo della piazza deriva dal palazzo che il cardinale di Venezia, Pietro Barbo, poi papa Paolo II, si fece costruire su quello che ospitava i cardinali del titolo si S. Marco, ma il nome le venne attribuito quando Pio IV concesse una parte del palazzo alla Serenissima, che ne fece sede della propria ambasciata. Il palazzo fu costruito nel 1455 per residenza del cardinale Pietro Barbo che lo volle ancora fortezza ma già sede prestigiosa ed elegante. L’edificio, progettato da vari architetti, con le sue finestre e porte sormontate da archi, è uno dei migliori edifici pubblici della Roma rinascimentale. Fu residenza papale, sede dell’ambasciata di Venezia e, dopo la caduta di Napoleone, che causò il passaggio di Venezia all’Austria, proprietà asburgica. Tornerà all’Italia durante la prima guerra mondiale, nel 1916, e diverrà residenza del capo del governo fascista, Benito Mussolini: quel balcone diverrà celebre per le arringhe che il duce teneva agli italiani. Gli interni del palazzo raccolgono stupende collezioni di dipinti del primo Rinascimento, sculture lignee dipinte e cassapanche rinascimentali provenienti da ogni parte d’Italia, arazzi da tutta Europa, maioliche, argenteria, statuette napoletane in ceramica, armi e armature, sculture barocche in terracotta del Bernini. Gli interni del palazzo raccolgono stupende collezioni di dipinti del primo Rinascimento, sculture lignee dipinte e cassapanche rinascimentali provenienti da ogni parte d’Italia, arazzi da tutta Europa, maioliche, argenteria, statuette napoletane in ceramica, armi e armature, sculture barocche in terracotta del Bernini. Il monumento a Vittorio Emanuele II, conosciuto anche come il Vittoriano fa da altare alle cerimonie dello Stato. Ideato da G.Sacconi, la sua caratteristica peculiare è il bianco del calcare botticino con il quale è costruito. Al centro, in un edicola, è collocata la statua di Roma, verso la quale convergono due bassorilievi. Sotto la statua si colloca la tomba del milite ignoto. Più in alto si leva un portico di 16 colonne, sormontato lateralmente da due quadrighe bronzee. La piazza davanti a palazzo Venezia, da Porta Flaminia, conduce al centro della città. Sulla piazza, al posto dell’odierno palazzo delle Assicurazioni, si trovava la bottega d’arte di Michelangelo. La nuova sistemazione riflette la nuova ideologia di grandiosità e la volontà di creare il mito della terza Roma sui resti della Roma imperiale e di quella papale. Nel periodo natalizio al centro della Piazza viene posto il coloratissimo albero di Natale.
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