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ECONOMIA REGIONE SARDEGNA

 


Un tempo a trainare l’economia erano soprattutto l’agricoltura, l’allevamento e le ricche miniere di rame, argento e zinco. Attualmente queste ultime sono andate esaurendosi, e man mano che cessano la loro produttività, si rilanciano verso il turismo, che è insieme al terziario il settore trainante di tutta la regione. La capacità della Sardegna di produrre PIL è molto elevata, questo le consente di  collocarsi ai primi posti fra le regioni del mezzogiorno. Molte zone della Sardegna sono rinomate in tutto il mondo come: Porco Cervo, Porto Torres, Porto Rotondo, Alghero, Castelsardo, Costa Smeralda ecc.. tutti luoghi incantati che richiamano ogni anno migliaia di turisti da ogni parte del globo. Il comparto del turismo fu fatto decollare fra gli anni ’50 e ’60, dopo che fu finalmente sconfitta la malaria che ancora imperversava lungo le coste, il primo centro potenziato fu quello della Costa Smeralda, che divenne da subito il ritrovo della mondanità e del lusso, che chiamava sulle sue rive molte imbarcazioni di lusso, fra le quali quelle dei potenti sceicchi. Attualmente il turismo si sta ampliando soprattutto ad aree economiche che un tempo erano messe in secondo piano, turismo congressuale, sport e cultura. Di questo nuovo settore ne hanno beneficiato subito gli agriturismo, attirando turismo durante tutto l’anno, permettendo quindi di avere un vivo interesse dei turisti anche durante il periodo invernale.  

L’agricoltura attualmente si è andata sempre più specializzandosi soprattutto verso la coltivazione vinicola  e di carciofi, affiancando quelle classiche degli ortaggi, cereali, riso, alberi da frutta e olivi.

Accanto all’agricoltura si colloca in forte dominanza l’allevamento di caprini e ovini, dai quali si ricavano cane e latte, oltre alla produzione di svariate tipologie di formaggi. Anche l’allevamento di cavalli, soprattutto la razza anglo- araba, ha preso piede molto velocemente.

La pesca un tempo era sempre ostacolata dalle scorrerie saracene, oggi invece è ben radicata, soprattutto nei pori di Oristano e Gallura, oltre alla pesca del pesce azzurro e del tonno (principalmente esportato in Giappone), è molto redditizia quella dei crostacei: le Aragoste, lungo le coste di Alghero, Santa Teresa e Bosa.

 Il settore industriale nacque espressamente con i fondi statali, che negli anni ’60 – ’70 furono investiti per la nascita di un polo industriale a Cagliari, Porto Torres ed Ottana, dando origine ai complessi petrolchimici e alle raffinerie, sempre in questi luoghi si realizzano le piattaforme petrolifere per la Saipem. Naturalmente sono presenti aziende legate alla lavorazione del prodotto fresco (formaggi e carni) e delle primizie (ortaggi, primizie e pesce). A queste seguono i settori secondari come la lavorazione del sughero, tessile, edile e metallurgico.

 Importante è anche l’artigianato locale, che fonda le radici nella storia della Sardegna, in questo ambito importante è la realizzazione di ceramiche, la tessitura in lana che in molte zone è ancora tutto lavorata a mano su vecchi telai. Anche la gioielleria ha la sua nicchia, soprattutto per le opere in filigrana, con aggiunte di corallo, pietre dure e perle. Da non dimenticare è anche la lavorazione del legno, con la creazione di articoli intagliati con maestria: sedie, cassapanche, maschere ecc..

In fine c’è da ricordare la lavorazione delle fibre vegetali per la creazione di ceste, ma non per ultimo di certo, la produzione di coltelli che posso essere sia a lama fissa che mobile (arresoya) dal latino rasoria (coltello a lama pieghevole), al quale si aggiunge il manico in osso di montone o muflone lavorato a mano.

Le terre della Sardegna sono state un giacimento minerario dal quale attingere ogni ricchezza utile all’uomo sin dall’antichità: rame, argento, zinco e piombo. Nell’800 furono aperte numerose miniere nella terre di Iglesias, Sulcis e nella zona dell’Argentiera, alla ricerca di nuovi minerali: carbone, bauxite e antimonio. Attualmente le miniere sono quasi tutte in disuso, e sono state riassorbite dal sistema economico, improntandole verso il turismo, in quanto sono state catalogate come patrimonio storico e architettonico, anche grazie alle bellezze naturalistiche del contesto in cui erano state realizzate. Tuttavia l’unica fonte mineraria ancora attiva, è quella aurifera, queste ricerche furono iniziate circa quindi anni addietro da un’azienda australiana, ed oggi questi giacimenti sono stati modernizzati industrialmente. La locazione ove si registra ma maggior presenza della vena aurifera è nella zona del Furtei, ma che è destinata a chiudere presto per l’esaurimento del giacimento stesso. Altre zone nelle quali si punta allo scavo è quella del Sassarese, ma attualmente tutte le procedure sono bloccate, in quanto si tenta di salvaguardare l’ambiente circostante.

COLLEGAMENTI MARITTIMI

La Sardegna è collegata via terra grazie a molte rotte marittime, le quali dipartono da differenti porti marittimi verso la costa della penisola italiana da Genova sino a Palermo. I porti principalmente attivi in Sardegna, anche per il trasporto di persone, sono: Cagliari, Olbia, Palau, Porto Torres, Santa Teresa di Gallura.

COLLEGAMENTI AEREI

Molto importanti sono anche i trasporti aerei, in quanto velocizzano lo spostamento delle persone e delle merci, da e per la Sardegna. Questo trasporto è stato molto potenziato negli ultimi anni, soprattutto per la grande quantità di turisti che qui decidono di passare le loro vacanze estive. I principali aeroporti sono: Alghero, Olbia, Cagliari, Oristano e Tortolì.

TRASPORTO FERROVIARIO  

Il trasporto su rotaia è fortemente limitato, esso fu realizzato nel XIX sec. durante il Regno Sabaudo. La ferrovia non è molto diramata del territorio, e collega, con i suoi 600 km di binari, solamente le città più importanti e i porti marittimi. Tuttavia bisognerebbe incentivare le risorse per potenziare questo trasporto, che dal 2000 ad oggi non ha ricevuto molti fondi. È da segnalare ai turisti, che è presente il Treno Verde, che accede nelle zone impervie dell’isola, dove non sono nemmeno presenti strade o sentieri, luoghi immersi nella natura, dove la rotaia è l’unica a potervi accedere. Le linee che fungono questo servizio sono quattro: Sassari- Nulvi – Tempio Pausania – Palau, Macomer –Bosa, Isili – Sorgono e Mandas – Arbatax. In alcune di queste tratte sono anche utilizzate vecchie locomotrici a vapore di inizio secolo.

 

TRASPORTO SI GOMMA

La struttura morfologica della Sardegna, presenta un territorio molto aspro, che non rende facile lo spostamento dei veicoli, infatti molte strade sono veri e propri sentieri non asfaltati, veri e propri richiami per gli off road delle due ruote. Ad ogni modo la regione ha potenziato molto questo settore, infatti sono in via di ultimazione le arterie principali delle super strade che collegano le più importanti città, e le varie direttrici secondarie. Fra queste la più importante ò la strada statale Carlo felice, che collega il nord dell’isola con il sud: Cagliari – Sassari.