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STORIA PALERMO

 


Il territorio della città di Palermo era già abitato nella preistoria, tale affermazione trova riscontro nei ritrovamenti avvenuti all'interno delle grotte dell'Addaura sul Monte Pellegrino, dove furono rinvenuti resti umani e utensili, oltre a una serie di graffiti. A questi ritrovamenti si susseguono quelli nella grotta Niscemi ove furono rinvenuti altre opere di arte rupestre risalenti al Paleolitico.

A Palermo approdarono i Fenici nel VIII sec. a.C. i quali costruirono una base commerciale dalla quale dipartivano non solo per le transazioni con le popolazioni locali, ma anche con il resto del Mediterraneo. L'espansione della città continuò sino a quando nel IV sec. a.C. si dotò di mura difensive. La città in espansione si prolungò fino all'odierna zona portuale. La città fu più volte attaccata dalle colonie Greche presenti sull'isola, ma senza che esse riuscirono a strapparla ai Fenici. Nel 254 a.C. la città di Palermo fu conquistata dai Romani, da questo momento il suo prestigio commerciale nel Mediterraneo fu offuscato dalla rivale Siracusa.

Con la caduta dell’impero Romano, anche la Sicilia fu invasa dai barbari, che raggiunsero Palermo. La città fu dominata da prima da Odoacre, successivamente da Teodorico, per divenire nel ‘500 dominio Bizantino. Nell’800 l’isola fu occupata dagli Arabi, che trasformarono Palermo nella prima città dell’isola per scambi e rotte commerciali, tale fu il suo potere da dover espandere il suo territorio fuori dalle mura cittadine. Palermo divenne un emirato arabo mussulmano dove si stanziò l’emiro e l’amministrazione e la classe dirigente. Furono realizzati diversi centri amministrativi, moschee, e fu introdotta la coltivazione di agrumi (limoni, arance) che diedero vita alla famosa Conca d'Oro. Nel 1072 i Normanni riuscirono a conquistare Palermo e a cacciare gli Arabi, e con la salita al potere di Ruggero II la città risplendette in tutto il suo sfarzo. Alla sua morte nel 1250 la capitale del regno fu spostata a Napoli per volere di Carlo d'Angiò, decretando la sua deposizione a grande porto commerciale del Mediterraneo.
Tra il '600 e '700 i nobili Palermitani iniziarono a costruire le loro sontuose Ville e Palazzi nel centro storico di Palermo, nei quali volevano far rispecchiare tutta la loro importanza e ricchezza. In queste dimore era uso indire feste e banchetti per ogni evento che potesse essere attrarre la curiosità altrui.
Sul finire dell’800 Palermo divenne importante per la nascita dell’industrializzazione. Nello stesso secolo nel 1860 sbarcò a Marsala colui che unì l'Italia: Garibaldi al seguito dei suoi uomini, che dalla Sicilia iniziò la sua marcia verso il nord.

Sotto il Regno d'Italia Palermo scoprì una nuova espansione edilizia, con la costruzione dei due teatri: Massimo e Biondo, ma anche vuovi insediamenti urbani, ed edifici per le nobili famiglie in stile Liberty. Molti di questi edifici furono progettati e realizzati Ernesto Basile. Molti di questi edifici e ville furono rase al suolo per lasciare il posto ai palazzi, rimane di quell'epoca solo la borgata di Mondello, un dolce ricordo di quel tempo ormai trascorso, dove Palermo era in pieno fermento.

Successivamente alla seconda guerra mondiale la popolazione del centro storico della città di Palermo decisero di trasferirsi verso i nuovi quartieri residenziali, in quanto il centro era impraticabile e pericolante a causa dei bombardamenti degli alleati, che avevano colpito indistintamente bersagli civili e militari.

Negli anni '50 e '60 Palermo cambia maschera, e i nuovi quartieri residenziali la rendono meno affascinante e più triste, con i suoi palazzoni di cemento alti più di 12 piani, offuscando la vista e il panorama.

Nel 1968 la città fu colpita da un terribile terremoto.