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Nel 1895 le strade e le piazze di Arezzo furono illuminate dall’elettricità, questo fu un grande passo in avanti verso l’ammodernamento e l’industrializzazione, che da lì a pochi anni vide crescere una delle più grandi industrie del tempo come la Sacfem (industria metalmeccanica per la produzione di pezzi di rotaie), dato che in precedenza l’economia era basata principalmente sull’agricoltura e l’allevamento di bestiame. La crescita demografica richiese una maggiore espansione urbana e quindi maggiori abitazioni, sempre nei primi anni del ‘900 fu edificato il nuovo ospedale Santa Mama Sopra i Ponti, il foro Boario e l’ospedale neuropsichiatrico.
Con la ricostruzione inizia anche la ripresa, e il boom economico degli anni ’50 – ’60 spinge l’economia della città di Arezzo, la quale divenne un polo attrattivo per la popolazione della provincia e delle campagne, che arrivano in città in cerca di occupazione. La città di espanse fino a lambire le colline circostanti. L’assetto economico della città subì in questo periodo, un mutamento, in quanto la produzione industriale si specializzò soprattutto nella realizzazione di preziosi, vedendo quindi nascere su tutto il territorio piccole e medie imprese dedite a questo settore, oggi divenuto un emblema per la città, divenendo uno dei più importanti settore trainanti dell’economia di Arezzo, con risvolti positivi anche sui mercati esteri, grazie al marchio “Made in Italy”, da sempre simbolo di qualità ed eleganza. Un settore che invece si è notevolmente ridimensionato ed è quasi scomparso, è quello legato all’abbigliamento, una delle aziende di maggior rilievo di questo settore era la Lebole, che dovette ridimensionarsi negli anni ‘80, a causa anche della crisi che ha colpito il settore.
Oggi le potenzialità della città e della provincia sono impuntante verso il turismo, che vede un ampliamento degli investimento verso la costruzione di impianti alberghieri ed interventi dedicati all’intrattenimento, come la Fiera dell’Antiquariato la prima domenica del mese, il Festival Internazionale “I Grandi Appuntamenti della Musica”, organizzato dall’Ente Filarmonico Italiano. Da non dimenticare è anche la via dell'enogastronomia, in quanto questi sono i territori del Chianti.
Il settore terziario ha al suo interno anche altri rami molto fertili, come la grande distribuzione, la quale si sta espandendo su tutto il territorio, e i servizi che si legano a tutto il settore sia secondario, diretto alle aziende produttrici, che direttamente al settore dei servizi. Un esempio lampante è il settore del credito e quello bancario, oltre al settore delle telecomunicazioni (Eutelia) e quello informatico.
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