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La città anticamente nacque sulla riva destra del fiume, gli storici ancora
sono incerti se attribuire la sua comparizione agli Etruschi o ai Romani,
tuttavia all'epoca del dittatore Silla fu colonia romana. I romani
scelsero questo luogo per edificare un castrum. La città crebbe grazie ai
commerci che si espansero grazie ai mercanti greci e siriani. Caduto l'impero
romano, la città fu poi invasa dai barbari, e trattenuta sotto il potere dei
Longobardi. A questi barbari successe il potere di Carlo Magno il quale
insidiò nella città un ducato. Questo segna l'inizio dell'autonomia della
città. Nel 1069 il potere sulla città fu esercitato dalla duchessa Matilde,
vedova del marito il duca Goffredo, sostenitrice del papato, nonché anche la
promotrice dell'ispirazione dell'indipendenza della città dalla forza
imperiale. Con il passare
del tempo il potere di Firenze accrebbe, così come la sua indipendenza e la
sua egemonia economica - commerciale. Durante il regno di Barbarossa,
Firenze si alleò con quest'ultimo mandando un contingente di truppe nella
campagna contro Milano. I primi
bagliori della nascita del comune fiorentino, si hanno nel 1134, e nel 1154
a Firenze fu riconosciuto, dall’imperatore, il diritto di legiferare
autonomamente. La città nel XII sec. era la più fiorente di tutto l’occidente, avendo
accresciuto i rapporti commerciali con la Francia, la Germani e l’oriente.
Addirittura il fiorino (coniato nel 1252) era forte su ogni banco d’Europa, grazie anche ai
forti prestiti che i banchieri fiorentini avevano sottoscritto con i sovrani
cattolici. Successivamente la città soffrirà di disturbi
politici interni, tanto da arrivare a vere e proprie guerre civili, si
ricorda ad esempio il rivolgimento degli Uberti nel 1177, ma fu nel XIII
sec. quando iniziarono gli screzi fra le fazioni dei Guelfi e dei
Ghibellini, tali furono le inimicizie da sfociare in spargimenti di sangue
per tutta la città. Nel 1250 morì Federico II e ghibellini dovettero
abbandonare la città. La città fu comunque scosse nuovamente dai vari
dissidi interni, questo fece nascere nuovi partiti con la denominazione di
Guelfi Bianchi e Guelfi Neri, a nulla valsero i tentativi di Giano la Bella
di cercare di sedare le diatribe, che sfociarono nuovamente in lotte interne
alla città. A seguito di questa scissione politica iniziarono anche gli
esili, fra i concittadini che dovettero lasciare Firenze vi fu anche Dante,
che non vi fece mai più ritorno. Fu riveduta la costituzione, la quale si
basava sull'organizzazione delle Arti, riconoscendone giuridicamente il
contenuto sociale e l'importanza politica. Fra il 1331 e
il 1338 Firenze sottomise Pistoia ed Arezzo, e indebolì le città di Lucca,
Pisa e Siena. Tuttavia questa epoca di benessere si dovette scontrare con
una serie di sciagure non calcolate: nel 1333 l'Arno straripò, nel 1346 ci fu
il crollo di banche importante fiorentine come quella dei Peruzzi e dei
Bardi, nel 1348 una vasta epidemia falciò metà della popolazione,
questo pesò molto sull’economia, già in crisi anche a seguito del fallimento
di molti banchieri. Solo dal XIV sec. la città ricominciò a riprendersi
dalla crisi, e a cercare nuove vie espansionistiche, fu anche importante il
suo ruolo nello scontro contro Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano,
che cercava nuovi territori sui quali espandere il proprio potere. I Ciompi furono poi cacciati e i Guelfi ripresero il potere con
Silvestro de Medici, dopo la sua morte la famiglia Medici si mantennero
lontano dal potere, ma Giovanni, un commerciante ben visto da tutti i
cittadini, divenendo il vero fondatore del potere della famiglia dei Medici,
fu in oltre anche un grande mecenate delle Arti. La città divenne la più
ricca e potente grazie ai traffici e alle industrie. Nel 1406
Firenze entrò a Pisa, ottenendo così uno sbocco sul mare. Nel 1434 Cosimo
de’ Medici rientrato a Firenze dopo un anno di esilio, prese la guida della
città, la casa dei Medici restò al potere sino al 1494 Nel 1378 ci fu
una sommossa detta dei Compi, in cui il popolo cercò di far parte del
governo esercitandolo con il terrore. Con l’avvento
dei Medici Firenze fu un dei maggiori centri umanistici d’Italia, essi
chiamarono a corte artisti, poeti, architetti e letterati. Nel 1464 a
Cosimo successe il figlio che governò solo per 5 anni, al quale successe
Lorenzo il Magnifico (soprannome dato per il suo mecenatismo) che operò come
un tiranno, ma nessuno riuscì a spodestarlo, nemmeno la congiura dei pazzi o
le prediche del domenica Savonarola ebbero esito positivo. Nel 1492 morì
Lorenzo al quale succedette il figlio; purtroppo
i tempi della pace erano terminati in quanto il figlio di Lorenzo, Piero,
decise di non allearsi più con la Francia, questo errore fu fatale, dato che
quando Carlo VIII varcò le Alpi, lo stato fiorentino fu in pericolo e i
Medici furono cacciati da Firenze. Nel 1527 i Medici furono cacciati a
seguito di una congiura capeggiata da Nicolò Capponi e Filippo Strozzi, ma
dopo il sacco di Roma da parte degli spagnoli, Clemente VII pattuì con
l'imperatore il ritorno dei Medici a Firenze, ma la città non volle il
ritorno di questi ultimi e cercò di resistere ponendo in assedio la città.
Purtroppo a seguito del tradimento del Malatesta, tutti gli sforzi furono
vani. Così i Medici poterono riprendere il potere insidiando un governo
ducale, facendo cadere la Repubblica, questo governo durò sino al 1737 anno
in cui morì Giangostone, che morto senza eredi lasciò vacante il potere di
Firenze, il quale fu poi preso dai duchi di Lorena e di Bar, portando quindi
la città sotto il dominio Austro-lorenense sino al 1859 quando scoppiò la
guerra fra il Piemonte e l'Austria, e l'Assemblea toscana il 16 Agosto
decise che il governo lorenese era decaduto e che la città volle far
parte del regno d'Italia. Nella seconda guerra mondiale la città fu profondamente
colpita dai bombardamenti, a causa della forte resistenza che qui si era
andata concentrando. Nel dopo guerra si cercò di riportare agli
antichi splendori Firenze, tanto amata e venerata come l'Atene dei tempi
Moderni. Con il passare del tempo la città continuò a svilupparsi, non solo
come centro degli uffici amministrativi della regione, ma anche come centro
di sedi universitarie, centro congressi, della moda e del commercio. Ma la
città deve comunque il suo splendore alle innumerevoli opere d'arte che sono
sparse per le sale dei suoi palazzi, che attirano ogni anno un numero
impressionante di turisti.
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