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Loggia della Signoria

Loggia dei Lanzi

Perseo

Il monumento si trova in piazza della Signoria collocato a destra del Palazzo Vecchio, e innestato negli Uffizi tramite una terrazza costruita nel 1583 a termine dei lavori della Galleria degli Uffizi, dalla quale si può ammirare il panorama. La Loggia prende anche il nome "Loggia dei Lanzi", in quanto qui si accamparono i Lanzichenecchi nel 1527. L'opera fu costruita nel 1376 per ospitare le assemblee pubbliche, la costruzione è in stile gotico con archi a tutto sesto (questa ultima caratteristica anticipa lo stile rinascimentale), mentre le logge ospitano sculture di età classica . Successivamente nel '500, a causa della caduta del regime repubblicano,  la loggia perse la sua funzione primaria, per divenire una galleria di esposizioni di opere scultoree. Salendo la scalinata si è affiancati da due leoni marmorei che sembrano vigilare all'ingresso della loggia. Sulla sinistra è collocata una delle opere più importanti il Perseo di Cellini, una statua in bronzo alta 3,20 m, che mette in risalto tutte le caratteristiche fisiche del guerriero e si appoggia su di una gamba slanciando il corpo stesso, mentre solleva con il braccio solleva la testa recisa di Medusa ( fu collocato nel 1554). Sulla destra è collocato il ratto delle Sabine, un'opera che somiglia ad una sfida, in quanto l'opera è stata realizzata attraverso un blocco di marmo deforme dal Giambologna, infatti i personaggi girano attorno al blocco senza quindi avere un solo punto visivo, in quanto la statua la si può guardare da più angolazioni. Sempre del Giambologna è anche l'Ercole contro il centauro Nesso, che esprime il senso motorio dell'azione. Sono di origine romana invece le sculture rappresentanti Patrocolo e Menelao, mentre sono una copia di epoca Flavia le sei figure di donne collocate in fondo alla parete, di cui due sono identificate come figure, una è la rappresentazione di Thusnelda, una prigioniera barbara, mentre le ultime tre statue rappresentano matrone romane di classe imperiale. Una curiosità nasce dalle analisi chimiche effettuate su queste statue femminili, in quanto esplicitano che cinque di tali opere sono state scolpite tutte nel puro marmo dolomitico, questo fa pensare che si volesse utilizzare un marmo pregiato in quanto i soggetti da rappresentare fossero di rango sociale elevato.  L'unica opera del '800 esposta è il ratto di Polissena realizzata dallo scultore Fedi (1865).                                              

Ercole e Nesso         Il ratto delle Sabine