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Giardino dei Boboli

 

I GIARDINI:

Anfiteatro

Kaffeehaus

Vasca del forcone

Giardino del Cavaliere

Prato Uccellare

Viottolo

Vasca dell'isolotto

Palazzo della Meridiana

Limonaia

 

 

 


 

Nel  Rinascimento nasce una nuova concezione di giardino, in quanto concepito in base ad espressioni artistiche architettoniche del '500. Fra i giardini d'Italia si ricordano Il Giardino del Bel Vedere in Vaticano, opera del Bramante e quello a Villa Madama in Roma nato dalla mente di Raffaello.

Il giardino dei Boboli, fu realizzato dal Buontalenti seguendo il progetto del Triboli,  si apre alle spalle di Palazzo Pitti estendendosi per circa 5 ettari, suddiviso in sezioni regolari, come fosse un museo all'aperto, composto da statue e fontane, immerse nei percorsi verdeggianti e rigogliosi creati a opera d'arte, come fossero su carta. Nel corso del tempo il giardino ha subito delle variazioni, pur restando fedele al tipico giardino all'italiana, copiato da molte corti europee. Il giardino era stato concepito al fine di assimilare diverse piante al fine di poter avere, in tutto il corso dell'anno, una vasta gamma di colori ove l'occhio potesse spaziare, in quanto anche d'inverno il giardino offriva ai suoi visitatori il proprio fascino vegetativo. Il giardino sale sul colle Belvedere con un anfiteatro (creato per coprire al cava di pietre), in questo spazio semiellittico venivano rappresentati gli spettacoli di corti, al centro del quale spicca il grande obelisco egizio proveniente da Luxor e una grande vasca di granito detta fontana del carciofo. Salendo verso la cima del colle si giunge a uno spiazzale ove troneggia la fontana del Forcone, realizzata al posto di una vasca di raccolta delle acque collegata con l'acquedotto di Arcetri. Il giardino venne concepito come una maglia ortogonale ove impiantare boschi, nei quali si praticava la caccia, ma anche ulivi, vigne e alte siepi. Nel seicento il giardino si amplia sino ad arrivare a Porta Romana (opera dei fratelli Parigi) e venne creato il viottolo, che attraversa centralmente il giardino, ove sul perimetro furono installate due file di cipressi ed ornato con statue classiche, questo viale termina sulle rive del bacino dell'isola. Quest'isola artificiale fu concepita come una serra all'aperto dove coltivare gli agrumi e fiori. La vasca simmetrica era precedentemente ornata con una statua di Venere posta al centro, ma inseguito fu rimossa e sostituita con la Fontana dell'Oceano, realizzata dal Giambologna. Da questo slargo si può procedere verso il Belvedere, una vista panoramica su Firenze, oppure ci si può dirigere verso il Casino del Cavaliere, che ospita il museo delle porcellane ed è adornato dal giardino dei semplici, che in precedenza era utilizzato per la coltivazioni di erbe medicinali e successivamente sostituite da fiori rari. Tornando verso Palazzo Pitti e scendendo dall'altro lato, si giunge alla Grotta Grande realizzata dal Buontalenti (la quale si trova esattamente al finire del corridoio Vasariano) con materiale naturale, al fine di realizzare uno scenario che fosse più vero possibile, la scena quindi è arricchita da stalattiti, stalagmiti, spugne e da un ricco complesso di statue che un tempo erano animate da molteplici giochi d'acqua.  Nel '700 a causa della perdita del potere dei Medici e della salita dei Lorena, il giardino fu abbandonato, fino a quando Leopoldo di Lorena nella seconda metà del '700 decise di restaurarlo, per riportarlo alla sua originale bellezza. Fu proprio durante questo restauro che fu costruita la palazzina della Meridiana, dalla quale si si gode della vista sul giardino delle Camelie, e la Kaffehous un edificio in stile rococò con la funzione di ristoro durante le passeggiate della corte durante le passeggiate, dove ancora oggi i visitatori possono ristorarsi. Scendendo invece in senso contrario, alla destra pel palazzo della Meridiana, si giunge alla Limonaia eretta nella seconda metà del '700 da Del Rosso su commissione del granduca Leopoldo. L'ambiente presenta stucchi in stile rococò, questo edificio era adibito alla coltivazione degli agrumi, in quanto già al tempo dei Medici godevano di notorietà per via dei loro effetti terapeutici. Durante l'800 il giardino fu nuovamente abbandonato, e con un nuovo restauro apportato dei Lorena il giardino torna alla sua forma originaria, arrivando sino al 1992 quando venne riconosciuto come Museo.