Chiesa di San Marco
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La chiesa fu costruita nel 1100, prese solo sul finire del '200 la denominazione di S. Marco, successivamente fu inserita nell'ordine mediceo all'inizi del '400. Cosimo il Vecchio ne fece il suo luogo di ritiro spirituale, il quale commissionò al Michelozzo i restauri della struttura e del Convento. Egli si prese a cuore questa causa, in quanto voleva espiare i suoi peccati di banchiere. In questa chiesa furono seppelliti Pico della Mirandola e Agnoto Poliziano. Nel 1427 furono cacciati i Silvestrini accusati di corruzione, e furono sostituiti dai Domenicani, tra i quali si ricorda un artista detto l'Angelico, al quale furono commissionati i dipinti del convento e la pala d'altare. La chiesa fu poi revisionata dal Gianbologna e gli interni presero quindi lo stile tardo cinquecentesco. L'interno ha una sola navata ed è sovrastata dal soffitto intagliato nel quale è incastonato la raffigurazione della Madonna in Gloria del Pucci. La cappella maggiore fu ornata dal Gherardini, mentre sulla sinistra è presente l'altare di S'Antonino, nel quale sono contenute le spoglie del santo. Nel 1445 Michelozzo costruì al piano superiore del convento la sala della biblioteca, la quale si apre con una serie di arcate, le quali poggiano su due file di colonne con capitelli ionici, predisponendo la sala in tre navate, ove quella centrale è sormontata da una volte a botte. Questa biblioteca fu la prima a essere resa pubblica in Europa. All'interno sono conservati 115 codici commissionati da Cosimo. A destra del complesso è collocato l'ingresso del Museo della chiesa di San Marco creato nel 1866 e dedicato alle opere di Giovanni da Fiesole, qui furono raccolte molte delle opere dell'artista, anche il chiostro fu affrescato dalla mano dell'Angelico. Nel refettorio Piccolo è presente un affresco dell'ultima cena del Ghirlandaio del 1480. Fra le opere che si possono ammirare troviamo:
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