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Palazzo Vecchio: modifiche del Vasari

Fu nella seconda metà del duecento che ripresero i lavori a Palazzo vecchio, per ampliarlo in grandezza e magnificenza. Di questi ritocchi ne beneficiò il cortile privato, il quale fu arricchito con una fontana, sormontata da un putto con delfino del Verrocchio, e l'intera residenza fu abbellita da stucchi dorati e affreschi inneggiando i domini asburgici, questo a seguito dello sposalizio tra Francesco de medici e la sorella dell'imperatore Giovanna d'Austria. Le caratteristiche quindi austere del palazzo mutano, cercando maggiore eleganza e sontuosità. Fra il 1540 e 1565 quando i Medici si trasferirono a Palazzo Pitti, i lavori ripresero ingrandendo il palazzo sul lato posteriore, e costruendo al secondo piano il Quartiere degli Elementi, al quale si accede all'alloggiato di Saturno. In oltre fu ristrutturato e affrescato il Quartiere di Eleonora di Toledo. Nella camera verde si apre infine  il collegamento con gli Uffizi. Al primo piano sarà revisionato il quartiere di Leone X, dedicato agli illustri personaggi della famiglia Medici. Il Vasari progettò anche i due scaloni d'onore e lo studiolo di Francesco I, oltre alla realizzazione degli affreschi nella Sala "dei 500" intitolati alle vittorie e al regno di Cosimo I, è in questa sala che fu collocata la statua del genio della Vittoria di Michelangelo. Una fra le ultime opere realizzate a palazzo furono gli affreschi di 53 carte geografiche nella sala del Mappamondo, che un tempo era stata progettata come loggia, poi chiusa in epoca delle prime modifiche.