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Il palazzo di forma cubica fu progettato dal Michelozzo su commissione di
Cosimo il Vecchio, utilizzando uno stile sobrio e austero. Il luogo ove
edificare la costruzione non fu scelta a caso, in fatti l'edificio sorge
su Via Larga, una via di comunicazione molto ampia per il tempo, ed in
oltre si trovava vicino alle chiese protette dalla famiglia e al
Duomo. Il
palazzo presenta al suo interno un cortile sormontato da colonne corinzie
ornate in fine dagli stemmi di famiglia affiancati da scene mitologiche.
Lo spazio era ornato da numerose statue, che a oggi sono scomparse,
rimanendo collocata sul suo piedistallo solo quella dell'Orfeo con
Cerbero. Questo spazio era utilizzato come luogo di rappresentanza per le
banche. A pian terreno si trova un piccolo museo sulla storia dei Medici.
La facciata esterna è a tre ordini con ritorni allo stile classico,
l'altezza dei piani diminuisce man mano che si sale verso l'alto, le
facciate sono ornate con la tecnica del bugnato a scalare, mentre le bifore
con archi a tutto sesto chiudono l'immagine decorativa. La costruzione
doveva terminare con una loggia e una sezione di merli per accentuare
l'aspetto difensivo e militare, ma ad oggi tutto questo non esiste più.
Nel 1492 alla morte di Lorenzo il magnifico, si affacciò sulla scena
politica il domenicano Savonarola, che istigò la popolazione a rivoltarsi
contro l'impurezza e il peccato, questo fece incitare a tal punto la
popolazione da lasciarsi andare in saccheggi, così come avvenne per
Palazzo Medici. Nella seconda metà del '600 il palazzo fu acquistato dalla
famiglia Riccardi, una ricca famiglia di banchieri, i quali procedettero
con delle modifiche che ampliarono la struttura, mantenendo inalterato lo
stile di costruzione. Fu allungata la facciata principale di sette
finestre, fu realizzata una galleria in stile barocco
fiorentino, decorata da stucchi dorati e specchiere, con una ampia volta
affrescata dal Giordano, che rappresenta l'apologia della famiglia Medici
(protettori dei Riccardi). Nell'ala nuova fu in oltre creata una
biblioteca, anch'essa affrescata dal Giordano. Tutta la struttura ebbe
delle migliorie, con i soffitti rialzati, fu rivista la dislocazione delle
stanze, creato uno scalone che dal cortile porta alla cappella dei Magi
posta al primo piano, tutte le pareti sono affrescate da Benozzo Gozzini (allievo dell'Angelico)
il quale scelse come sfondo paesaggi fantastici ove si svolge il corteo
senza fine dei Magi all'interno del quale si scorgono le figure della
famiglia Medici, mentre fra la folla l'artista ha inserito un suo
autoritratto in quanto sul suo berretto rosso ha in oltre inserito al
scritta "Opus Benotti". Il soffitto è decorato a cassettoni. Il coro coro
in legno è opera del Michelozzo.
Curiosa è in oltre la stanza segreta collocata nel mezzanino, scoperta
solo durante i rilievi metrici nel 1988, affrescata in trombe d'oeil, e fu
dimenticata da tutti dopo la vendita del palazzo avvenuta 170 anni prima.
Nel 1814 passò in mano alla famiglia reale dei Lorena, ceduto dai Riccardi
in quanto caduti in rovina e il palazzo divenne troppo costoso da
mantenere, che ne fecero un centro amministrativo. Nel 1839 fu aggiunta la
biblioteca Moreninana, composta da volumi di inestimabile valore,
acquistati da un impiegato dall'Accademia della Crusca, per evitare che si
disperdessero. Durante il Regno d'Italia fu la sede del ministero degli
interni, per poi passare al comune nel 1871 che lo destinò a uso
amministrativo. Attualmente il palazzo ospita gli uffici della prefettura
e della Provincia di Firenze, in oltre in esso vengono rappresentate
diverse mostre d'arte temporanee.
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