La città di Livorno agli albori del X sec. era solo un insediamento di pescatori, per poi passare nei secoli a diversi poteri centrali, fra cui i Pisani, ai Visconti di Milano Genovesi, questi ultimi la cedettero sotto pagamento a Firenze nel XV sec.
Cosimo I de Medici trasformò la città e nel 1577 iniziò la costruzione del Baluardo di San Francesco, su progetto del Buontalenti, per proteggere gli abitanti della città. Questa nuova politica di rinnovamento cittadino fecero aumentare l'indice demografico cittadino, accanto ai programmi di edilizia, si affiancarono quelli economici come la determinazione del “Porto Franco”, e quello religioso decretando il “Libero Culto”. Questo favorì l'insediamento di molti Ebrei, molti dei quali erano commercianti o uomini d'affari.
Fra il XVI e XVII secolo furono realizzati: il Duomo, il quartiere di Venezia Nuova e la Fortezza Nuova. Anche il porto di Livorno accrebbe di dimensioni ed importanza nel Mediterraneo, sino all'avvento della seconda Guerra mondiale, durante questo drammatico passaggio storico la città fu distrutta, a causa dei suoi numerosi cantieri.
Con l'avvento della dinastia dei Lorena la città continuò a beneficiare delle leggi Medicee, continuando così a crescere sia in termini economici che in quelli demografici.
Anche Livorno dovette subire e soccombere all'invasione Napoleonica a cavallo fra il '700 e l'800, si dovette attendere l'esilio dell'imperatore francese, affinché i Lorena potessero tornare al potere sul soglio del Gran Ducato di Toscana.
Durante l'ultimo periodo di governo dei Lorena la città di Livorno continuò a incrementare la sua importanza, il porto fu sempre il punto di riferimento per le attività commerciali del tempo, ma si affacciava un nuovo sbocco economico sulla città di Livorno: l'Editoria, qui fu pubblicato il celebre lavoro di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle Pene”. Fu inaugurata nel 1844 la linea ferroviaria Livorno – Pisa – Firenze, e tre anni più tardi fu installata una linea telegrafica che metteva in comunicazione la città di Livorno con quella di Pisa. Non meno importante è il compimento dei lavori per la realizzazione dell'acquedotto di Colognole.
Il XIX sec. fu anche il periodo in cui le fortificazioni medicee fecero spazio ai nuovi palazzi signorili che furono edificati al loro posto, lo stile neoclassico entrava in città, sostituendo il tardo barocco.
Con l'annessione della città al Regno d'Italia si assiste da una parte a una drastica diminuzione del traffico commerciale, ma allo stesso tempo si diede vita alla nuova economia campeggiata dalla grande industria navale che farà capo al: Cantiere Navale Orlando.
Con l'avvento del XX sec. si affacciò sulla città l'ombra del fascismo che causò gravi danni alla città nell'assetto urbano, a causa dei nuovi piani di realizzazione edilizio e di spazio pubblico. L'unica nota positiva per la città fu la realizzazione del nuovo ospedale, ed un allargamento dei confini verso i comuni limitrofi. Durante la seconda guerra mondiale la città fu devastata dai raid aerei dell'aviazione, causando anche la morte di migliaia di civili. La città dovette attendere molto tempo prima di poter tornare a riemergere dalle sue ceneri, in quanto i lavori di sgombero delle aree cosparse di detriti e materiali si prolungò anche durante la seconda metà degli anni '50. Tuttavia la fase della ricostruzione non fu vista nel suo insieme come un buon risultato, in quanto molte ricostruzioni e realizzazioni uscirono dai canoni dell'architettura della città, come ad esempio fa il Palazzo Grande di Luigi Vagnetti