La città di Prato ha una economia basata prettamente sul settore tessile, che la pone sulle vette dell’olimpo internazionale fra le case di Alta Moda, con una concentrazione straordinaria fra laboratori e aziende di produzione.
Tuttavia questo settore è entrato in crisi sul finire degli anni '90 a causa dei paesi emergenti del sud est Asiatico ed est Europeo, in quanto molte case di moda decisero di spostare in queste aree la loro produzione, in quanto la manodopera era ed è ancora oggi a basso costo, questo naturalmente lascia alle case di moda un elevato margine di guadagno, in quanto i prezzi al pubblico rimangono gli stessi, se non addirittura lievitano in maniera esponenziale.
Il problema è divenuto anche interno alla provincia di Prato, in quanto la popolazione di quei paesi emergenti, soprattutto cinesi, hanno deciso di trasferirsi direttamente nel territorio Italiano, identificando Prato come la provincia dove aprire i loro laboratori di sfruttamento del lavoro nero, obbligando a orari schiavisti i loro lavoratori, che sono esclusivamente loro connazionali, ai quali magari era stata offerta un'opportunità di miglior vita rispetto alle condizioni in cui vivevano in patria, mentre in Italia si ritrovano a vivere in condizioni inumane, vivendo mangiando e dormendo nello stesso luogo in cui lavorano, trasformandosi loro stessi in utensili di produzione. Il fenomeno di sfruttamento del lavoro, vede il dispiegamento di tutte le forze di polizia e di investigazione al fine di debellare questa catastrofe, che allo stesso tempo è divenuto un mal costume, che dovrebbe interessare alla radice le stesse case di moda, le quali danno da lavorare a questi imprenditori senza scrupoli, e dovrebbero fare loro stesse dei controlli per verificare che i loro prodotti, che espongono il ben noto marchio “Made in Italy”, non sia macchiato da questo tipo di sfruttamento, in quanto il lavoro è un diritto non un dovere assoluto in funzione del profitto di “Pochi soggetti imprenditoriali”.
Accanto al settore tessile si affianca anche un altro tipo di produzione che vede coinvolto il riciclaggio dei panni per il loro riutilizzo, attraverso la loro trasformazione in nuovi tessuti.
Altri ambiti economici che ruotano attorno a questa provincia si riscontrano sempre nel settore secondario industriale con le aziende metalmeccaniche, chimiche, della fabbricazione del legno e della ceramica, oltre alle fabbriche operanti nella trasformazione alimentare. Per quanto riguarda il settore terziario avanzato, il turismo non è stato ancora del tutto sviluppato, questa importante risorsa costituirebbe un nuovo slancio per i posti di lavoro che si andrebbero a compensare con quelli perso nel settore dell'abbigliamento.