Il territorio di Prato era già abitato in età Paleolitica, questo lo si è dedotto a seguito di ritrovamenti nella zona di Galceti. Successivamente si stanziarono in questi territori la popolazione degli Etruschi. Sul finire del XX sec. fu ritrovato un intero insediamento etrusco nei pressi del comune di Campi Bisenzio. La città Etrusca rinvenuta alla luce era composta da strade larghe, canali ed abitazioni. La città effettuava commerci con molte città del mediterraneo, in quanto si trovarono in loco diversi tipi di ceramiche. Al periodo Etrusco subentrò quello romano. Al tramonto dell'impero romano subentrarono anni bui, gran parte dei canali realizzati in epoca romana furono lasciati al degrado, alcuni dei quali divennero inutilizzabili. I territori furono da prima dei Bizantini e successivamente dei Longobardi. Nell'XI sec. i conti Alberti furono insigniti del potere di autorità su questa area, realizzando le primi opere di bonifica dei territori paludosi, e successivamente i canali che indirizzavano l'acqua verso i lavoratori tessili. Nel XII sec. la città di Prato divenne un libero Comune e la sua importanza economica crebbe su i mercati europei grazie alla concia della lana. In città arriva anche la reliquia della “Sacra Cintola” che conduce qui molti pellegrini in adorazione. La città nel XIV sec. aprì le porte al re di Napoli, sottomettendosi al suo potere per evitare di cadere nelle mani della nemica Firenze. Ma la sventura fu tale che Giovanna d'Angiò vendette Prato a Firenze nel 1351. Tuttavia la città non sentì molto l'influenza fiorentina, soprattutto in campo economico, dove la città continuò la sua espansione. Nel '700 scesero al potere la casata dei Gran Duchi di Lorena, che contribuirono positivamente alle sorti della città, rilanciandola anche dal punto di vista culturale ed urbanistico.
Con l'unificazione d'Italia in città esplose l'industrializzazione, che chiamò a Prato molti abitanti delle vicine campagne, che divennero operai presso le nuove fabbriche. L'andamento demografico nel corso dell'800 ebbe un notevole incremento. Dopo la seconda guerra mondiale le industrie cambiarono volto, e la manodopera richiesta era molta, questo permise a molte famiglie immigrate dalle regioni del sud Italia di poter trovare un impiego stabile per poter realizzare un nuovo futuro. Negli anni '90 invece si assiste a una nuova migrazione, quella proveniente dai paesi extraeuropei, per lo più cinesi. Questo è anche il momento storico dell'inizio del declino della posizione leader di Prato nei mercati internazionali del settore tessile. Questo a causa soprattutto di una dislocazione della produzione verso nuovi paesi emergenti, come Cina e India ed est Europeo, dove la manodopera e le materie prime si possono reperire a basso prezzo, a scapito molto spesso della qualità del prodotto.