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Il duomo
di Siena è intitolato a S. Maria Assunta, fu costruito in stile romanico
gotico sopra il castrum romano, nel luogo ipotetico dove era allocato il tempio
di Minerva.
In
precedenza si al posto del duomo sorgeva la residenza vescovile e relativa
chiesa rivolta verso il battistero. Quando nel XII sec. iniziarono i lavori per
la realizzazione dell’attuale edificio, entrambe le strutture ne furono
inglobate. I lavori si protrassero sino al XIV sec., la realizzazione della
cupola fu iniziata sul finire del ‘200, ma che sarà completata effettivamente
solo nel ‘600, essa presenta un rivestimento in lastre di piombo. Sempre nel
XIII sec. furono chiamati Nicola Pisano e il figlio Giovanni per ultimare la
facciata, i quali la adornarono con un rivestimento marmoreo a fasce bianche e
nere in riferimento al simbolo araldico del potere civile: “balzana”; in oltre
si occuparono anche della realizzazione del pulpito. Nel 1313 venne terminato
il campanile che si innalza per 77 metri. Qualche anno più tardi i Senesi
decisero che il Duomo era troppo piccolo e che non rispecchiasse l’effettiva
potenza della città del tempo, quindi si decise di effettuare nuovi lavori di
ampliamento, spostando in oltre la facciata a sud, su decisione del consiglio
della Campana (il governo composto dall’aristocrazia del tempo), i lavori
furono affidati a Lando di Pietro. Purtroppo il cantiere fu interrotto a causa
dell’enorme spesa che la città dovette sostenere in un momento critico della sua
esistenza, infatti oltre a una sequenza di mal governi, la città fu investita
dalla terribile peste nera nel 1348, tale fallimento ha portato sino a noi i
basamenti per le colonne presenti nel Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo,
oltre all’abbattimento delle strutture pericolanti. Si dovette comunque arrivare
sino al 1382 per vedere ultimato il Duomo, con la realizzazione delle volte
sulla navata centrale.
La
facciata si presenta su due ordini, rivestita in marmo bianco, con alcuni pezzi
rossi di marmo di Siena e verdi di Prato. La sezione inferiore, presenta uno
stile romanico – gotico, ove sono allocati i tre portali d’ingresso, sormontati
da timpani gotici, quello centrale ha in oltre sull’architrave un bassorilievo
dove è raffigurata la storia di S. Gioacchino e S. Anna. La porta bronzea è di
epoca recente, infatti fu realizzata nel 1958 e su di essa fu raffigurata la
Glorificazione di Maria.
La parte
sovrastante, terminata da Giovanni di Cecco, è arricchita con decorazioni, in
modo da nascondere il difetto di costruzione dei pilastri ai lati del rosone,
quest’ultimo è adornato di busti di patriarchi e profeti, dove troneggia la
Madonna con i quattro evangelisti. A chiudere il quadro scenografico sono le tre
cuspidi, con quella centrale reggente un angelo, tutte sono rivestite da mosaici
realizzati nell’800 dalla scuola Puritana.
Per
accedere al portale d’ingresso bisogna salire una scalinata, ove agli angoli
sono poste due colonne, reggenti copie della lupa senese e dei gemelli, gli
originali sono custoditi nel Museo dell’Opera.
Accanto
alla struttura del tempio si erge in stile romanico il campanile, decorato da
fasce alterne di colore bianco e nero, la struttura culmina in una cuspide a
piramide ottagonale.
L’interno è a croce latina, suddiviso in tre navate sorrette da pilastri sui
quali poggiano le arcate a tutto sesto.
Nella
sezione centrale sono collocati i busti dei papi, realizzati nel XV sec., e fra
questi risalta quello della Papessa Giovanna, sotto il cornicione si trovano
invece, a intervalli, i busti di 36 imperatori. Le volte sono dipinte di azzurro
e costellato da un tappeto di stelle dorate.
Il
pavimento è composto da 56 riquadri, realizzati secondo la tecnica della tarsia
e del graffito, i quali compongono una narrazione, ove il filo conduttore è la
salvezza attraverso la Rivelazione delle scritture. Una delle più importanti
storie narrate, è la strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni. La
realizzazione dell’opera iniziò nel ‘300, e si concluse solo due secoli più
tardi.
La
cupola esagonale è sorretta da sei pilastri, essa è riccamente affrescata da 13
storie tratte dalla bibbia, contenute all'interno di riquadri e rombi.
Il
marmoreo altare Maggiore è opera di Baldassare Peruzzi, che lo realizzò nel
‘500, sul quale è posto il ciborio, opera del Vecchietta, al quale in un primo
momento era stato commissionato per la chiesa dell’ospedale di Santa Maria della
Scala e poi trasportato in Duomo. L’altare è adornato da angeli reggenti bronzei
candelabri
Nel
transetto destro si trova la cappella della Madonna del Voto o denominata anche
semplicemente “Chigi”, essa fu realizzata su progetto di Gian Lorenzo Bernini,
per poter riporvi l’effige duecentesca della Madonna del Voto.
La
struttura è una rotonda sormontata da una cupola, l'ambiente è ornato in stile
barocco, per tale risultato furono utilizzati diversi materiali: marmi e bronzi;
questi ultimi si riscontrano nella creazione delle statue dorate poste
sull'altare, ove è collocata l’effige della Madonna incorniciata da una cornice
riccamente decorata, accanto si trovano due nicchie, nelle quali sono collocate
le statue di S. Girolamo e della Maddalena.
Lungo la
navata sinistra si trova la Libreria Piccolomini, costruita nel 1492 per volere
dell’arcivescovo di Siena, il cardinale Francesco Piccolomini, il quale voleva
un luogo ove poter riporre la raccolta di libri dallo zio Papa Pio II. La sala
rettangolare fu affrescata dal Pinturicchio il quale raffigurò momenti della
vita di Papa Pio II.
Tuttavia
questo ambiente non accolse mai la collezione libraria di Pio II, ma una serie
di antifonari miniati, oltre al blocco marmoreo delle “Tre Grazie” di epoca
romana.
Proseguendo oltre la libreria, sempre dalla navata sinistra, si accede alla
cappella Piccolomini, voluta da Francesco Piccolomini (che fu papa nel 1503) in
onore dello zio Pio II, rappresentando contemporaneamente l’influenza della
famiglia Piccolmini a Siena sia nella sfera politica che culturale. L’altare
marmoreo della cappella è ornato da bassorilievi e da statue, collocate nelle
apposite nicchie, opera di Michelangelo, il quale ne porterà a termine solo
quattro delle quindi commissionate.
Il
pulpito del duomo fu realizzato da Nicola Pisano, dal figlio Giovanni e
dall’allievo Arnolfo di Cambio nella seconda metà del XII sec., la struttura
poggia su una base ottagonale, dalle quale dipartono otto colonne, quattro delle
quali poggiano su leoni in tenti nello sbranare animali, e le restanti quattro
su talomoni. In oltre compaiono sulla strutture le scene della Natività,
adorazione dei Magi, presentazione al Tempio, la crocifissione, strage degli
innocenti e il Giudizio Universale; ogni sezione è intervallata da figure di
angeli e santi.
Nel
transetto sinistro si trova la Cappella di S. Giovanni Battista, che fu
realizzata nel 1492 per accogliere le reliquie del santo (un braccio), alla
quale si accede mediante un portale marmoreo. L’interno è adornato con statue e
dipinti, oltre al pozzetto opera di Antonio Federighi. Tutta la cappella ruota
attorno alla statua delle’effige del santo, che fu opera di Donatello.
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