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Il palio delle Contrade si svolge in piazza del Campo due volte l’anno, il 2 Luglio e il 16 Agosto. In questa gara si sfidano le 16 contrade storiche della città in una corsa a cavallo, percorrendo tre giri della piazza. Per tale evento il lastricato in pietra viene cosparso di povere di tufo, per consentire al cavallo di correre, anche se nelle curve si assistono spesso a delle rocambolesche scivolate, la più critica è quella nominata “San Martino”. Il Palio si correva già a partire dal XII sec., in onore del patrono della città S. Bonifazio, e tale tradizione non si spende nemmeno quando la città cadde sotto il dominio Imperiale e successivamente ceduta a Firenze. Le contrade che partecipano al palio sono ben distinte fra loro, grazie anche ad uno stemma araldico, il quale era legato alla struttura economica e sociale della stessa contrada: Oca, Aquila, Chiocciola, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Civetta, Leocorno, Nichio, Torre, Valdimontone, bruco, Drago, Giraffa, Istrice, Lupa. Quattro giorni prima del tanto atteso evento, vengono sorteggiati i cavalli (la razza maggiormente prediletta è quella araba), che verranno affidati alle dieci contrade partecipanti (tre estratte a sorte e le altre sono quelle che non hanno partecipato l’anno precedente), tale sorteggio è inscindibile, quindi per nessuna ragione il cavallo può essere cambiato, a differenza dei fantini, i quali possono essere ingaggiati liberamente. Una volta formulata l’accoppiata cavallo – fantino, essi saranno guardati a vista dalla security della contrada, per evitare ogni eventuale incidente, e soprattutto di corruzione. Un tempo alla contrada vincitrice, si donava in modo simbolico, un drappo di tessuto pregiato, oggi invece si dona in premio un drappo dipinto da artisti di nota fama. La sera prima della corsa, ogni contrada realizza una tavolata, dove si preparano i ritocchi finali. Nella prima mattinata del giorno fatidico, si inscena una sfilata con i costumi tipici del tempo, custoditi fino ad allora nelle teche del museo. Al momento della corsa la postazione dei cavalli è sorteggiata; l’importante è vincere il Palio e non arrivare secondi, questo è tutto fuorché uno dei soliti sport, è un mix di adrenalina e voglia di vittoria, che spinge il fantino a correre a pelo sul cavallo, lanciandosi disperatamente nella disperata corsa, rischiando il tutto per tutto, in quanto lungo l’anello della pista scivolosa, si nascondo le insidie della curva di S. Martino e del Casato. La contrada vincente si preparerà a festeggiare tutta la notte, tali festeggiamenti si prolungheranno sino in autunno, quando ci sarà la cena della vittoria, dove a capo tavola siederà il cavallo.
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