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Il
palazzo Salimbeni si affaccia sull’omonima piazza collocata alla fine della via
dei Banchi di Sopra, ove un tempo sorgeva il castello della famiglia Salimbeni.
La famiglia venne cacciata da Siena nel ‘400 e il palazzo passò sotto il
controllo dell’autorità Comunale, il quale si insedia alcuni ufficio e la sede
del Monte Pio.
Nel 1866
il palazzo fu acquistato dalla Banca Monte Paschi, che ne fece la sede centrale
dell’istituto di credito, il quale è stato più volte restaurato fra ‘800 e ‘900.
L’ultima opera di ammodernamento della struttura avvenne a metà del XIX sec. in
quanto la proprietà volle creare nuovi spazi per gli uffici della banca e sale
congressuali. Per la realizzazione del progetto venne chiamato Pierluigi
Spadolini, che insieme a un gruppo composta da: commissione interna al Monte dei
Paschi, sovrintendete locale dei lavori e da lumi in strutture murarie e
fondazioni, individuarono le basi e le strade da percorrere per portare a
termine l’opera. Le ristrutturazioni si avviarono non solo alla sede principale
della banca, ma anche a una serie di altri edifici circostanti, come i palazzi
Tantucci e Spannocchi, oltre alla chiesa di San Donato che fu trasformata in
sala congressi e spazio museale, fu anche demolita la vecchia succursale,
portando nuovamente alla luce la facciata del Palazzetto Salimbeni, la quale
presenta una serie di trifore, culminante con una merlatura, sotto la quale
corrono una serie di archetti decorativi.
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