HOME / Regione Toscana /
ECONOMIA REGIONE TOSCANA

 


La regione ha sviluppato maggiormente il settore del terziario nella sua sezione nord-occidentale, mentre si è dato un maggiore impulso all’industria e meno all’agricoltura. La toscana basa la sua struttura industriale sulle piccole e medie imprese, la regione nel suo complesso produce il 6,5% del PIL nazionale. Tuttavia la regione soffre di un aumento della disoccupazione, dovuta a un forte decremento della forza impiegata nell’industria, che ha seguito una serie di contrazioni per rimodellare il proprio organico per seguire il nuovo modello industriale degli altri paesi industrializzati. I prodotti della regione sono prodotti in determinati luoghi, ad esempio il cuoio è trattato a Santa Croce dell’Arno, il tessile nella zona di Prato, i mobili nella zona di Cascina, nella zona di Valdarno invece sono attive le produzioni tessili e calzaturiere. Altri settori come il metallurgico a Piombino, sono in mano alle grandi multinazionali, ma anche quello meccanico (Firenze) e il vetro (Pisa). L’industria estrattiva attualmente è impegnata soltanto nell’estrazione di pirite, lignite, alabastro e marmo (Alpi Apuane). Al contrario si è visto un aumento dell’occupazione del settore terziario, che però non è in grado di assorbire le perdite del secondario, in quanto sono soprattutto operai e non personale altamente qualificato. In questo settore ha grande interesse soprattutto il turismo accresciuto grazie alle opere d’arte dislocate nel territorio, questo colloca la regione al secondo posto a livello nazionale per arrivi di stranieri, attratti oltre che dalle bellezze del posto anche dalle zone di balneazione e dai luoghi di benessere come i centri termali. L’agricoltura invece ha puntato verso una maggiore meccanizzazione della produzione, lasciandosi alle spalle da tempo il sistema a mezzadria, anche se la maggior parte delle coltivazioni rimangono a  carattere famigliare, nella regione si coltiva: grano, granturco, ortaggi, girasoli, barbabietole da zucchero e fiori,  mentre in declino sono gli alberi da frutta, tuttavia in aumento sono gli allevamenti di ovini, e caprini.