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I territori del Trentino
furono abitati dalle popolazioni dei Veneti, dei Reti sino ad arrivare ai Galli.
Nel II sec. a.C. scesero dalle terre della Danimarca i Cimbri i quali
ingaggiarono in seguito uno scontro con i Romani nel I sec. a.C., questi
ultimi ebbero la meglio, e continuarono la loro marcia per la conquista dei
territori del nord Europa. Qui i romani edificarono il foro, le terme e
l'anfiteatro, oltre a un porto fluviale per le rotte commerciali verso le
altre città come Verona.
Trento era anche uno snodo importante per le rotte terrestri, infatti qui
iniziava la via Claudia Augusta.
Il Trentino fu anche l’area interessata per
ultima dalla cristianizzazione, infatti la confessione della religione
arrivò solo con Ermagora, vescovo di Aquilea, nel IV sec. d.C. e portata
avanti dai sui successori, come Vigilio che in queste terre morì da martire,
divenendo in seguito patrono della città.
Con la caduta dell’impero
romano, il Trentino fu invaso da un susseguirsi di popolazioni barbariche,
per arrivare sino ai Longobardi e ai Franchi nel 774. Nel XI sec.
l'imperatore Corrado II concesse la formazione del Principato Vescovile di
Trento, che ebbe vita sino alle invasioni Napoleoniche.
La posizione strategica
della regione non fu solo un incentivo per i commerci, ma anche per un
incontro fra le due confessioni religiose dei protestanti e ortodossi, che
qui si riunirono nel 1545, dando atto alla Controriforma.
Nel 1818 i
territori Trentini furono annessi ai possedimenti asburgici.
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