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STORIA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE SUDTIROL

 


La realizzazione dello statuto speciale fu un atto dovuto per la popolazione di questa regione, che fino al 1919 era sotto il controllo dell’impero Austro Ungarico, ma che alla fine della prima guerra mondiale passò al Regno d’Italia con il trattato di Saint Germain, identificando così i propri confini politici con la sezione dell’arco alpino.

Tuttavia questi non furono tempi facili per la regione annessa, in quanto il fascismo si era espanso a macchia d’olio sino a prendere il potere con la forza. Il regime si impose nel Trentino Alto Adige con il pugno di ferro per cercare di italianizzare l’intera regione, scisse alcuni comuni per annetterli alla provincia di Belluno (regione Veneta): Livinallongo del Con di Lana, Colle Santa Lucia e Cortina d’Ampezzo. Vennero abolite le scuole in lingua tedesca, i cognomi furono italianizzati con la forza, si voleva dunque arrivare alla cancellazione dell’intera cultura tirolese. Nel 1939 un accordo con Hitler portò Mussolini a formulare un’opzione, la quale prevedeva la possibilità per i cittadini di lingua tedesca di poter emigrare verso i territori oltre alpe del Terzo Reich, tale opportunità fu interrotta con lo scoppio della seconda grande guerra. Dal 1943 -45 i territori del Tirolo vennero nuovamente accorparti a quelli Austriaci, così che il governo della Repubblica Sociale Italiana non poté più averne il controllo, tale area fu identificata come Zona d’Operazione delle Prealpi, ove fu identificato come capoluogo Bolzano.

Con la fine del conflitto mondiale, si susseguirono in regione molte manifestazioni popolari, che protestavano con la riannessione della regione allo stato Italiano. Per tale ragione fu studiato n accordo che prevedeva per il Trentino Alto Adige la concessione di un’autonomia speciale firmata dall’allora presidente Alcide de Gasperi e sottoscritto dal presidente Austriaco Karl Gruber. Tuttavia tali accordi non furono sufficienti per il popolo di lingua tedesca, molti dei quali aderirono al gruppo terrorista dei BAS, il quale seminò scompiglio in tutta la regione con l’uso anche delle armi, ritorcendo la violenza soprattutto contro le forze armate dello stato italiano. Le violenze ebbero tregua solo dagli anni ’80.