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due anni dalla morte del santo nel 1226, si iniziò a costruire la basilica, per volere di Gregorio IX,
sul colle denominato “dell’inferno”, in quanto vi si svolgevano le
esecuzioni capitali, e successivamente ribattezzato colle “del Paradiso”. I
lavori furono diretti dal Francescano Elia. La costruzione è la
realizzazione di due complessi unificati sovrapposti e dalla cripta sottostante, fu ultimata e consacrata nel 1253, mentre i lavori delle decorazioni e la realizzazione degli affreschi continuarono nei secoli successivi. Nel 1367
fu annessa anche la cappella intitolata a S. Caterina.
Nella facciata semplice della chiesa inferiore spicca una rosa doppia,
mentre sul lato sinistro si erge il campanile del 1239 di forma
quadrangolare in stile umbro – romano, quest’ultimo fu privato della cuspide
nel 1530. Attraverso il portale duecentesco si giunge alla chiesa inferiore,
composta da un interno ad unica navata, divisa in cinque campate. Qui è
collocato il sarcofago del santo. Gli affreschi alle pareti sono ritratti
della vita di Cristo e le storie di S. Francesco. A metà navata due scale
scendono nella cripta dove è sepolto il santo. Continuando lungo la navata
si arriva alla terza cappella sulla destra intitolata a Maddalena, la quale fu affrescata da Giotto. Nel
presbiterio è collocato l’altare maggiore in stile gotico, gli affreschi
raffigurano le glorie di S. Francesco e le allegorie delle virtù dei
francescani: povertà, castità e obbedienza. Nell’abside si trova un coro
ligneo intagliato in stile gotico.
Salendo in fine alla chiesa superiore, la
quale prende spunto dai modelli nordici, con spazi ampiamente soleggiati,
ove nel transetto si ammira la crocifissione del Cimabue, mentre nell’abside è
presente un coro ligneo composto da 102 stalli, opera di Domenico Indivini.
Nella sessione di destra sono molto deteriorati gli affreschi ispirati alla
vita di S. Pietro. La navata centrale è percorsa lungo la sua altezza di 34
metri da affreschi relativi al nuovo e vecchio testamento, mentre sotto al
ballatoio sono raffigurati episodi di vita di S. Francesco, opera della mano
di Giotto. Dietro l’abside si trova il Museo del Tesoro,
dove sono custoditi i dipinti, oreficerie, manufatti ecc... legati alla
basilica. In una sala è presente la collezione Perkins, donata alla città
nel 1955 dallo storico d’arte Frederick Mason Perkins.
Il 26 settembre 1997
una scossa sismica lesionò gravemente la basilica facendo crollare in due
punti la volta, in questa tragica situazione andarono perdute due opere del
Cimabue e di Giotto Giovane.
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