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Le Porte della Città di Perugia

 

 

 

Porta Eburnea

Il nome della porta sarebbe "porta della Mandorla", ma il nome fu modificato in quello attuale a seguito delle vicinanze del tempio dedicato a Vertummo (in latino Ebur), il quale era rivestito in avorio. Questa porta era considerata come un'uscita fortunata, e di conseguenza ogni volta che i Baglioni partivano per una battaglia uscivano dalla città sempre per questa porta. Questa era anticamente una delle sezioni delle mura della Rocca Paolina.

Porta Marzia

La porta in origine era una delle vie di accesso alla città attraverso le mura Etrusche. Successivamente, quando Sangallo progettò la Rocca Paolina, decise di inserirvi anche tale monumento il quale conservava una tale suggestione da non potervi rinunciare. L'arco è sormontato da n fregio suddiviso in cinque sezioni da colonnine, da queste nicchie si sporgono cinque figure, quella in mezzo rappresenta Giove, mentre ai suoi lati si sporgono i Dioscuri con i rispettivi cavalli. Le incisioni sull'arco riportano le seguenti parole: "Augusta Perusia" e "Colonia Vibia", queste sono le stesse iscrizioni riportate nell'arco etrusco e ricordano le concessioni fatte alla città da Augusto.
 

Porta Cornea

 

Anche questa porta era uno degli ingressi etruschi ricavati nelle mura difensive della città,la quale si interpone con le abitazioni. In oltre essa si colloca su di un dislivello del manto stradale e si insinua nelle abitazioni in posizione obliqua.

 

Porta Cornea Porta Cornea

Porta S. Pietro

Questa porta delimita il borgo omonimo, essa fu realizzata attorno al trecento. Il suo volume è così massicio da ospitare all'interno la cappella di S. Giacomo, appartenente al collegio del cambio. Sulla sommità dell'arco è presente un affresco raffigurante la Madonna del rosario con S. Francesco e Domenico.

 

Porta San Pietro POrta San Pietro Porta San Pietro

Porta S. Angelo

La porta prese questa denominazione dalla chiesa intitolata all'angelo che si trova in questo quartiere. Questa porta è in realtà una torre del '300, incastonata nelle mura della città, fu dotata oltre che di ponte levatoio anche di merlature. durante i secoli fu più volte ricostruita, sino ad arrivare ai restauri dei giorni d'oggi, che la vedono come locazione del Museo delle Mura.