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ECONOMIA REGIONE VALLE D'AOSTA

 


La regione per molto tempo ebbe un’economia basata sull’agricoltura e pastorizia, e chi non riusciva a trovare un impiego era costretto ad emigrare in Francia o in Svizzera per lavori stagionali o per risiedervi in modo definitivo. Soltanto con la ripresa economica del dopo guerra ci fu una controtendenza dei flussi migratori, infatti la regione godette dello sviluppo economico del turismo e dell’industria, arrivando a produrre un reddito pro capite che si colloca fra i più alti d’Italia.
Le montagne sono un ostacolo per lo sfruttamento del territorio per l’agricoltura, difatti il 35% del territorio risulta improduttivo, di conseguenza l'agricoltura è quasi inesistente, infatti concorre solo per il 2% del PIL regionale, ed è per questa ragione che sono stati stanziati dei fondi statali al fine di non perdere questa risorsa, che contribuisce al sostentamento dell’ecosistema regionale, già molto fragile. Tuttavia si coltivano patate, cereali, vite e alberi da frutta come i meli e peri. Le zone montane sono quindi utilizzate per i pascoli dove si allevano soprattutto bovini, le aree non sfruttate sono lasciate ai boschi (pini, larici e abeti).
Il settore estrattivo è molto limitato,  a seguito della chiusura delle principali miniere di antracite e magnetite. Sono solide invece le piccole imprese legate al compartimento chimico, alimentare e del legno, ma anche l’artigianato ha la sua importante nel territorio.

La Valle d'Aosta è un produttore primario di energia elettrica, grazie allo sfruttamento dei torrenti, presso i quali sono stati possibili insidiare centrali idroelettriche, le quali producono un surplus di energia che viene convogliata verso il Piemonte. Nel settore industriale è presente la siderurgia e l’edilizia , anche se quest’ultima ha sofferto della crisi degli anni precedenti.

Ben strutturato è invece il turismo, settore trainante della regione, che con i suoi centri di: Courmayeur, Gressoney, Cogne ecc.. richiama ogni anno un buon afflusso di turisti, che si recano presso gli impianti sciistici, per la stagione invernale, o per soggiorni estivi. Oltre al fascino della natura, un’altra attrazione rimane quella storica- architettonica dei castelli medioevali del XII-XV sec.