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CA'  D'ORO

La struttura è in piena architettura gotica, costruita fra il 1421 e il 1440 dal ricco mercante Marino Contarini, la quale si affaccia su Canal Grande. Tutta la facciata è rivestita di marmi della caratteristica velata con la presenza del marmo di Verona. La costruzione ha le sue fondamenta su di una vecchia dimora bizantina, alla quale furono aggiunte le tre logge e il coronamento a guglie, che costituisce un ultimo aereo diaframma. Un alto muro merlato separa la corte dalla calle, a cui si accede da un'importante portone sormontato da un angelo, che sorregge lo stemma dei Contarini. La facciata che da sul Canal Grande presenta trafori marmorei, e colori policromatici. Il nome di questa abitazione deriva dalle dorature della facciata applicate nel 1431.  Alla morte del proprietario il palazzo passa in mani diverse, questo ne segnò il forte degrado. Nel 1846 fu acquistato, dopo un periodo di semi abbandono, dal principe russo Allessandro Troubezkoi per la ballerina Maria Taglioni, il quale in oltre lo fece restaurare, affidando l'opera all'ingegner Giambattista Meduna, che compì uno scempio al palazzo eliminando gran parte dell'architettura e delle decorazioni che ne caratterizzavano l'armoniosità interna ed esterna della struttura, in quanto eliminò la scala scoperta di Matteo Raverti e distrusse balaustre e cornicioni. Nel 1894 il barone Giorgio Franchetti lo acquistò e l'abitazione fu recuperata ricreando negli interni lo stile perduto del '400. Nel portico terreno si aggiunse successivamente un mosaico. Il palazzo fu adibito a museo dallo stesso barone, dove poté esporre le opere che aveva collezionato durante gli anni. Dopo la I guerra Mondiale si ritrova in difficoltà economiche e dona tutta la struttura e le opere di Ca' d'Oro allo Stato, che continuerà la sua opera di formazione del museo, e a capo dei lavori fu lasciato lo stesso barone. Gli interni si arricchirono di: tappeti, oggetti, arazzi, mobili, dipinti ed affreschi, mentre non visibili al pubblico restano ancora le collezioni numismatiche e quelle delle medaglie. Tra le tante opere si ricordano in particolare le decorazioni di affreschi ad opera di Giorgione, Tiziano e il San Sebastiano di Andrea Mantegna.