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CA' PESARO |
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Il palazzo sorse nella seconda metà del XVII sec. sotto commissione della famiglia Pesaro, progettato dall’architetto Baldassarre Longhera, il quale espresse al meglio lo stile barocco veneziano. Nella facciata sul Canal Grande si può notare il complesso dell’opera che si apre su due portali, sopra uno zoccolo con protomi leonine e mostruose, si eleva un bugnato a punte di diamante, percorso da un fila di finestre, aperto da un portale sormontato da mascheroni e statue. Successivamente le opere che formavano il patrimonio artistico del palazzo fra cui tele del calibro di Giorgine, Tiziano, Tintoretto, Bellini, furono vendute all’asta a Londra nel 1830. La struttura è un inneggiamento all'arte del barocco veneziano. La bellezza della struttura continua anche al suo interno ove si può ammirare l'atrio e il cortile riccamente decorati, mentre gli interni presentano ancora i soffitti lignei originali ove compare anche una "Gloria della famiglia Pesare", ad opera di Niccolò Bambini del 1682. La dimora in fine passò ai Gradenigo e poi ai padri armeni Mechitaristi, che lo usarono come collegio. Il palazzo fu acquistato successivamente dai Bevilacqua, e sarà la duchessa Felicita Bevilacqua La Masa che destinerà l’edificio alla città commutandolo da dimora a galleria d’arte moderna. |
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