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Basilica di Sant'Antonio

 

La basilica, dedicata a Sant’Antonio  di origine Portoghese (1195-1231), fu eretta fra il XIII e XIV sec.  inglobando nella costruzione anche una precedente risalente al XII sec. intitolata a Maria Mater Domini, dove il Santo aveva predicato. Oggi l’antica chiesa corrisponde alla cappella della Madonna Mora, ove riposa la salma di Sant’Antonio, opera di Donatello  realizzata in stile rinascimentale nella prima metà del ‘400. Il maestro realizzò anche quattro bassorilievi bronzei raffiguranti il miracolo di sant’Antonio.

La prima edificazione nel ‘200 riguardò la navata centrale e l’abside, successivamente furono realizzate le navate laterali. La Basilica richiamò a se molti pellegrini, e per tale regione fu necessario un ulteriore ampliamento intrapreso sul finire del XIII sec e inizi del XIV, costruendo il deambulatorio, i campanili e le cupole, su ispirazione stilistica alla Basilica di San Marco.

L’edificio durante la costruzione fu rimaneggiata a causa di un incendio nel XV sec. , che interessò soprattutto la ricostruzione del campanile crollato, oltre al riassetto del coro e di una nuova cortina.

Delle otto cupole in stile bizantino che sormontano la basilica, posizionate  a formare una croce, quella collocata posteriormente risale al settecento.  L’edificio presenta un insieme di stile fra loro differenti a seconda dell’influenza che la città subì nei secoli, si ritrovano forme bizantine e veneziane. La facciata a capanna si apre con un portale adornato da quattro arcate a sesto acuto, sopra le quali è collocata una loggia ad archi acuti, in fine ad ultimare la struttura scenografica un rosone affiancato da bifore.

L’interno è diviso in tre navate , qui è collocato il monumento al cardinale Pietro Bembo  opera di Michele Sanmicheli e il monumento al generale Alessandro Contarini realizzato dalla mano di Michele Sanmicheli. Nella trecentesca cappella di San Giacomo, commissionata da Bonifacio dei Lupi di Soragna all’artista De’ Santis, sono rappresentate scene della Crocefissione, scene della vita di San Giacomo, oltre alla presenza delle figure di Petrarca e Vecchio da Carrara. Posizionato sopra questa cappella si trova l’organo del’400 composto da più di quattromila canne. Sorpassando la Sacrestia si giunge alla sala del Capitolo dove si trova un affresco della Crocefissione, tale opera la si riconduce alla mano di Giotto. Da questa sala si prosegue verso i quattro chiostri realizzati in epoche diverse: del Capitolo 1240 (collegato con il Consiglio della Presidenza dell’Arca) qui sono collocate tombe di docenti universitari, del Novizio del XV sec., del Paradiso ed in fine quello del Capitano risalente alla metà del ‘400, che tramite uno scalone si collega alla Biblioteca Antoniana.

L’altare Maggiore composto da sette bronzi quattrocenteschi opera del Donatello, accanto è collocato il candelabro di Andrea Briosco. Nella cappella maggiore del deambulatorio si trova il tesoro, composto da due reliquie di Sant’Antonio.

La cappella delle Reliquie fu progettata da Filippo Parodi nel  corso del ‘600, qui sono collocate le reliquie del santo Portoghese: la lingua e la salma, quest’ultima collocata in un urna di vetro per mostrarla ai fedeli. Oltre ad essa a comporre il tesoro della basilica ci sono diversi paramenti liturgici.

Nella piazza antistante si trova il monumento equestre intitolato al Gattamelata, opera del Donatello, il quale si ispirò ai modelli di epoca romana, uno fra tutti Marco Aurelio collocato a Roma. La statua tuttavia dovette avere il consenso del Senato Veneto, in quanto tale  raffigurazione era solo un onore spettante ai regnanti, tuttavia il progetto fu approvato e le spoglie del condottiero fedele alla Serenissima furono collocate all’interno della chiesa del Santo.  La statua bronzea fu realizzata grazie alla tecnica della cera persa e collocata sul suo basamento nel 1453.