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Cappella Scrovegni

 

 

Nel ‘300 il banchiere Enrico Scrovegni acquistò il territorio su cui sorgeva l’Arena Romana, per costruirvi il palazzo e l’adiacente cappella di famiglia, la quale si presente con una facciata a capanna, mentre l’interno è composta da un unico ambiente sormontato da un soffitto a botte decorato con un cielo stellato. Con la realizzazione di questo edificio sacro Enrico volle riscattare la figura del padre, noto alle cronache del tempo come un usuraio, che fu anche citato da Dante nella divina commedia, e collocato nell’inferno. Per gli affreschi fu chiamato il Giotto, che raffigurò il committente inginocchiato davanti alla Madonna della Carità. Qui Giotto esprime la conoscenza della prospettiva e del rilievo figurativo delle immagini attraverso l’utilizzo dei toni chiari e scuri.

Qui venne sepolto Enrico Scrovegni dopo la sua morte, avvenuta il 30 Agosto del 1336 a Venezia. La tua salma fu tumulata dietro l’altare maggiore.