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STORIA CITTA' DI PADOVA

 


Secondo la leggenda narrata da Virgilio nell’Eneide, la città di Padova fu fondata da Antenore nel 1183 a.C. , eroe Troiano, scampato alla distruzione della sua città per mano dei Greci. Una scoperta archeologica ha rilevato la presenza di un insediamento umano nel XII sec. a.C., in un punto in cui a quel tempo il fiume Brenta abbracciava gran parte del territorio di Pavia. Tuttavia come omaggio della fondazione della città, in piazza Antenore furono riposte le spoglie ritrovate del condottiero Troiano.
Padova sorse su di un’ansa del fiume Brenta e fu una delle prime città del paleo veneto. Nel 226 a.C. la città si alleò con Roma contro i Galli Cosalpini, e rimase al suo fianco durante la guerra di Canne nel 216 e nella Guerra Sociale del 91 a.C. Nel 49 a.C. la città divenne municipium romano , per poi entrare a far parte della X Regio. La città con il passare del tempo divenne importante dal punto di vista commerciale, ad essa erano collegate alcune delle più importanti strade del tempo : via Annia che congiungeva con Aquileia, via Medoaci che raggiungeva l’altopiano di Asiago, la via Aurelia che confluiva ad Asolo e la via Astacus che comunicava con Vicenza. Al tempo dei Romani la città aveva il suo centro sull’isola fluviale, che un tempo si trovava protetta dalle anse del fiume Bacchiglione e che oggi a seguito di interramenti si ritrova costeggiata dalle acque del fiume solo su due lati. Nel luogo dove oggi sorge “Prato della Valle”, i romani costruirono il teatro.

Il cristianesimo si diffuse presto nella città di Padova, in quanto punto di passaggio molto trafficato, tanto che nel II sec. d.C. la città ebbe il primo Vescovo e nel 304 il martirio di Santa Giustina che sarà la santa protettrice della città.

Alla caduta dell’impero Romano, la città fu distrutta dai barbari che si susseguirono: Svevi, Visigoti, Unni, Longobardi e Ungari. Con i Bizantini la città si spostò dall’insediamento dell’isola verso oriente, quella che sarà il perimetro della struttura medioevale della futura Padova, sempre in questo periodo iniziarono le opere di edificazione dei luoghi di culto, come la Basilica intitolata a Santa Giustina. Alle scorrerie si aggiunse anche l’inondazione del 589 del fiume Brenta che causò vittime e devastazione. Queste sciagure insieme portarono all’abbandono della città da parte della popolazione. Sarà grazie all’avvento dei monaci, che la città poco a poco riuscì a risorgere dal degrado, infatti furono intrapresi i lavori di bonifica delle zone paludose e malsane e successivamente fu costruito il monastero benedettino, da qui iniziarono la costruzione degli edifici e dei mulini lungo i corsi d’acqua.

Nel medioevo Padova acquista autonomia e si proclama libero Comune, stringendo alleanza con la Lega Lombarda e con quella Veronese per fermare l’imperatore Federico Barbarossa. Nel 1222 fu fondata l’Università di Padova una delle più antiche d’Italia, richiamando anche l’attenzione del celebre Galileo Galilei che qui insegnò per una decina di anni. Il centro del potere e quello religioso ruotarono attorno a piazza delle Erbe, quella dei Signori e quella del Duomo, attorno alle quali sorsero prestigiosi palazzi. Oltre all’innovazione cultura portata dall’Università, ci sarà anche quella artistica portata da Giotto, che a Padova realizzerà diverse opere, come la decorazione della Cappella degli Scrovegli.

Padova nel 1318 fu presa dai Carraresi, i quali fecero edificare una doppia cinta di mura attorno alla città in sua difesa, grazie a questa signoria la città iniziò a crescere economicamente e culturalmente, grazie sia al mecenatismo della corte che all’Università che chiamava a se grandi personaggi illustri come Petrarca, che qui morì nel 1374. Questo fu l’inizio del fervore culturale della città.

Nel 1405 la signoria dei Carrara fu fatta cadere per volere della popolazione, a causa delle guerre mosse contro i Visconti, ponendosi sotto il dominio della Serenissima. La città sotto la Repubblica Veneziana crebbe maggiormente, grazie al periodo di pace prolungato per quattro secoli, che diede modo di sviluppare i commerci. La città beneficiò in oltre anche dell’influenza artistica di due grandi maestri del tempo: Donatello e Mantegna, i quali influenzarono tutto il campo artistico dei loro successori artisti. Nel 1509 a seguito dello sventato assedio dalla Lega di Cambrai la città fu dotata di una potente cerchia di mura in sua difesa, realizzando un perimetro fortificato di circa 11 chilometri. Durante il ‘700 il procuratore di Venezia Andrea Memmo si occupò della bonifica del Prato della Valle, in quanto volle realizzare una immensa piazza ove collocare le botteghe e le fiere della città, tale spazio fu dotato al centro dell’isola “Memmica” la quale è circondata dalle acque e collegata alla piazza attraverso quattro ponti, mentre tutt’attorno furono disposte 78 statue, raffiguranti personaggi che furono importanti per la crescita e l’importanza della città di Padova.

Con la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1796 il potere passò nelle mani di Napoleone Bonaparte, a seguito del trattato di Campoformio nel 1797 la città di Padova fu annessa all’impero Asburgico, si susseguirono una serie di anni bui e si dovette attendere il 1866, quando la città con un plebiscito si annetterà al Regno d’Italia. Nell’800 il tessuto urbano inizia a popolarsi dei contadini che dalla campagna si spostano verso la città, tuttavia la struttura edilizia rimane confinata all’interno della cerchia delle mura, che verrà in seguito abbattuta. Sono di questo secolo la realizzazione del Macello comunale e quella dell’acquedotto, ancora oggi funzionante. Nel 1914 fu realizzato il Foro Boario ove avveniva la compravendita di bestiame, furono in oltre intrapresi i lavori di interramento dei canali, a favore di una nuova viabilità stradale della città, oltre a una nuova realizzazione di inurbamento a seguito dell’aumento della crescita della popolazione cittadina.

Durante la seconda grande Guerra, Padova era in prima linea sul fronte della resistenza, i gruppi partigiani erano composti anche da studenti universitari e professori, fianco a fianco contro l’invasore tedesco. A quel tempo a sorreggere l'Università di Padova c'era il rettore Concetto Marchesi, il centro attorno al quale ruotano tutte le idee anti nazi-fasciste. Per questa tenacia e forte presenza sul campo di battaglia, l’Università di Padova sarà l’unico istituto a ricevere la medaglia d’Oro al Valor militare.

Gli anni della ricostruzione furono molto floridi per la città, ma con l’inizio degli anni ’70 ci fu un brusco arresto dell’economia, questo periodo favorì il sorgere di alcuni movimento estremisti come “lotta operaia” che vide nei fondatori studenti universitari e professori. Questo clima estremistico portò alla nascita della Brigate Rosse, che qui ebbe inizio con l’attacco alla sede di partito del MSI. A tale movimento di estrema sinistra rispose un nuovo pensiero di estrema destra, che sposava le idee fasciste, la città fu il palcoscenico degradante di uno scenario estremista e ottuso.