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Duomo di Verona

Duomo di Verona
Duomo di Verona

 

All’interno del complesso si trova la biblioteca capitolina, il chiostro, il battistero, la chiesa di S. Elena e il Palazzo Vescovile. Una squadra di ricercatori nel secolo scorso, scoprì che in questa area, al di sotto del Duomo, si celavano altri tre edifici di tempi, uno dei quali risalente al periodo paleocristiano, mentre i successivi risalgono all’epoca carolingia e alla ricostruzione successiva al terremoto del 1117.

La costruzione del Duomo all’inizio era in stile romanico, ma successivamente fu rimodellato. La parte inferiore conserva ancora oggi le origini edili, con l’elegante abside ornata da lesene e capitelli corinzi abbelliti da motivi vegetali. La facciata è in stile tardo gotico, ove spicca il rosone centrale e le due absidi laterali, le quali furono realizzate solo dopo aver rialzato maggiormente le navate. Ancora oggi il protiro è in stile romanico del 1139, arricchito da marmi policromi. Il campanile non fu mai terminato, ed è rimasto senza cuspide.

Di grande eleganza è l’arco a tutto sesto sostenuto da due colonnine tortili, poggianti su due grifoni. Sotto la volta sono collocati i simboli dei quattro evangelisti, la cornice degli archetti è decorata con una rappresentazione della caccia al cervo. Al di sopra di questa struttura si erge ne erge un’altra con copertura a spioventi e archi rampanti.

Nella lunetta sopra il portale è raffigurata la Vergine con il Bambino con ai lati l’Annunciazione ai pastori e l’Adorazione dei Magi.

L’interno è prevalentemente in stile gotico, le colonne romaniche furono sostituite da pilastri, i quali devono sostenere le arcate acute, oltre che le volte a crociera . lo spazio interno si divide in tre navate a loro volta suddivise in cinque campate. L’abside dell’altare maggiore è riccamente affrescato con richiami all’architettura classica, mentre il soffitto è a cassettoni, ai lati della navata si ergono due organi del ‘500. Le cappelle laterali alle navate sono dei frati, che partecipavano alla comunità, ma che con il loro prestigio poterono permettersi una degna sepoltura.