Il portale dedicato al Viaggiatore
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Il nome veritiero di Andrea Palladio era: Andrea della Gondola, egli nacque nel 1508 a Vicenza. Il padre era un mugnaio, e mandò il figlio a lavorare presso una bottega di tagliapietre. Nel XVI sec. in città si verificò lo scontro fra le famiglie filo spagnole e quelle francesi, per cercare di prevalere l’una sull’altra in termini economici, di fatti era stata intrapresa dalle due fazioni una campagna di supremazia da combattere a suon di eleganza e magnificenza, la quale era rappresentata visivamente agli occhi di tutta la popolazione mediante la costruzione di sontuosi palazzi. Fu in questo periodo che A. Palladio, frequentando l’accademia vicentina, conobbe l’umanista Gian Giorgio Trissimo, che prese sotto la sua ala il ragazzo, suggerendogli anche di mutare il suo cognome da Gondola a Palladio, prendendo spunto dal nome dell’Angelo che scacciò dall’Italia i Barbari, in oltre con questo nuovo nome si sarebbe meglio presentato al cospetto dei suoi futuri mecenati. Visitò la città di Roma apprendendone l’architettura classica , che in quel periodo si stava velocemente espandendo. Tornato a Vicenza inizia la sua carriera vincendo il bando per l’ampliamento della basilica della città. Nel 1558 gli fu commissionata la costruzione di “Villa Emo” nel Trevigiano, per conto del veneziano Leonardo Emo, ricco proprietario terriero , il quale voleva edificare un’azienda agricola, la quale fu in seguito affrescata da un allievo di Paolo Veronese: Zolotti. La villa si compone da un corpo centrale, dove a piano terra sono collocate le stanze padronali, mentre al primo piano si trovano i granai. Nelle due Barchesse ai lati erano collocati i dormitori degli stagionali e degli attrezzi. Nel 1559 il Palladio inizia a lavorare per la edificazione della Villa sul Brenta per la famiglia Foscari, elaborando un ingresso sormontato da un timpano sporgente sorretto da dieci colonne. La nuova concezione di “Villa” fu raggiunta con la edificazione della “Rotonda” voluta dalla famiglia Valmarana. La villa, avente una pianta quadra perfettamente inscritta in un cerchio e a sua volta circoscritta in una croce greca, si presenta sui quattro lati perfettamente simmetrica. L’interno ruota tutto attorno al salone circolare realizzato al centro della struttura, attorno al quale sono collocati otto ambienti , anche questi simmetrici fra loro. Per la realizzazione di questo progetto, il Palladio si era ispirato al Pantheon, è da rilevare in oltre che le facciate sono rivolte verso i quattro punti cardinali spostate di circa 45°, per poter meglio far filtrare la luce all’interno dell’edificio in ogni momento della giornata. Lo scalone principale conduce al piano nobile e agli alloggi degli ospiti, mentre al piano terra si trovano le cucine e il magazzino. Ad oggi sono 24 le Ville del Palladio ad essere state decretate Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, le quali si trovano fra le città di Vicenza – Treviso – Padova – Rovigo –Venezia e Verona.
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