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La città di Vicenza fu fondata dagli Euganei attorno al VII sec. a.C. , successivamente nel
157 a.C. i Romani la conquistarono, dandole il nome di "Vicentia". Durante
la dominazione romana la città di Vicenza conobbe un periodo molto
florido, legato soprattutto ai traffici commerciali, in quanto essa si era
sviluppata lungo l'asse della via Postumia, importante crocevia fra la
città di Mediolanum e Aquileia. La città divenne da prima Municipium
romano e nel 49 a.C. ottenne la cittadinanza romana. Durante questo
periodo furono costruiti il Teatro Berga e l'acquedotto, importanti opere
per la civiltà romana.
Con la caduta dell'Impero Romano, la
città fu devastata e saccheggiata dalle popolazioni barbariche, fra i
quali a regnare sulla città furono gli Ostrogoti governati da
Teodorico il Grande, ma questi erano tempi bui anche per via delle
malattie che imperversavano, fra cui la peste che si aggiungeva alla
carestia nei campi, procurando morte non solo per la malattia in se ma
anche per mancanza di cibo.
Nel VI sec. la città fu conquistata dai Bizantini e nel 568 furono
scalzati dai Longobardi, che fecero di Vicenza un Ducato. Successivamente
nei territori del vicentino si stanziarono gli ordini Benedettini, che
cercarono di bonificare l'area circostante le mura cittadine.
Nell'899 scesero in Italia gli Ungari, che portarono devastazione anche nella città di Vicenza.
successivamente la città fu influenzata dal potere politico dei
Vescovi, che portò successivamente alla creazione di un Libero Comune nel
XI sec. , questa trasformazione era pienamente matura, tanto da mettersi
in gioco per la supremazia del territorio con i Comuni circostanti, fra
questi, gli scontri più agguerriti scoppiarono con il comune di Padova, e
gli screzi non mancarono nemmeno con la città di Verona e Brescia.
Vicenza fu anche annessa alla Lega Lombarda nel 1164 -1167 contro le
truppe di Federico Barbarossa. Il Comune era governato sotto l'influenza
di famiglie nobili, agli inizi del XIII sec. il potere era esercitato da
Ezzelino III Romano, il quale non mancò di tiranneggiare sulla città, alla
sua morte nel 1259 gli succedettero i signori di Padova: i Carrara, i quali
edificarono il castello di San Pietro sul lato orientale della città, ma
furono
scalzati da Cane Francesco della Scala, che in contrapposizione fece
costruire il Castelvecchio sul lato occidentale, ma anche la sua signoria
finì per mano dei Visconti signori
di Milano.
La struttura della città nel '200 fu rafforzata e maggiormente difesa
grazie alle mura che la cingevano, mentre al suo interno furono realizzati
canali e diverse sconnessioni del terreno, mentre i quartieri furono divisi
in 4 settori. Con il passare degli anni i quartieri si ampliano e la città
è costretta ad ampliare le mura.
Nel 1404 gli abitanti della città decisero di consegnare Vicenza nelle mani della Serenissima, che oltre ad avere conquistato
l'egemonia nel Mediterraneo e in Oriente, ora si stava espandendo in modo
molto furtivo anche in terra ferma, allungando il suo braccio di potere sino
alle terre lombarde di Milano. Sotto il dominio di Venezia, la città
ebbe quattro secoli di pace, nei quali Vicenza riuscì a potenziare la sua
struttura e soprattutto a richiamare a se molti maestri delle arti sia
pittoriche che architettoniche. Il massimo livello lo si raggiungerà nel
'500 con il Palladio, che costituirà il nuovo modo di pensare la Villa una
fra le sue massime creazioni fu Villa Capra o "Rotonda", oltre agli edifici
nobili, si dedicò anche alla realizzazione della Basilica Palladiana, del
teatro Olimpico e del Palazzo Chiericati.
Con l'avvento dell'800 il tempo
d'oro della Serenissima era venuto meno, e crollato il suo dominio per mano
di Napoleone, la città si vide sottomessa ai francesi, per poi essere ceduta
all'Impero Austro Ungarico. Nel 1866 sorsero i moti patriottici a seguito
per processo di unificazione d'Italia, sotto questa spinta si mosse anche la popolazione
Vicentina, che si ribellò all'impero Asburgico, con l'aiuto del generale
Cialdini la città fu liberata dall'invasore e poté annettersi al Regno d'Italia.
Agli inizi del '900 scoppiò la prima Guerra Mondiale (1915-'18), la quale si
combatté lontano dal centro cittadino della città di Vicenza risparmiandola,
ma ciò non accadde durante il secondo conflitto mondiale, in quanto sulla
città caddero tonnellate di artiglieria alleata che rase al suolo molte
abitazioni, palazzi storici e anche la cupola palladiana del Duomo fu
distrutta, il fatto fu ancora più grave in quanto morirono più di duemila
civili. La liberazione fu anche merito dei partigiani che ingaggiarono
cruenti combattimenti nella provincia e lungo la catena montuosa di confine.
Durante
il periodo della ricostruzione, la città di Vicenza riuscì a risollevarsi e
a conoscere il così detto "miracolo italiano" che si fece largo fra gli anni
'50 e '60. Questo momento storico fu anche caratterizzato da un forte flusso
migratorio, che dal sud si spostava verso il nord in cerca di fortuna. Oggi
che siamo nel XXI sec. i flussi migratori provengono dal nord Africa,
dall'est Europa e dai paesi dell'estremo Oriente.
In epoca recente, per la precisione il 4 Novembre del 1966, la città subì
una violenta l'alluvione che fece straripare il fiume Bacchiglione,
sommergendo di fango e detriti tutto il territorio circostante.
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