|
|
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 a.C., i barbari erano liberi di scorrazzare per tutta la penisola Italiana in cerca di razzie. I Goti sconfissero Odoacre, attraversando il passaggio delle Alpi Giulie, dominando le terre della laguna per 60 anni, successivamente il generale bizantino Narsete, nel 555 riuscì a strappare la città ai Goti, ma nel 568 arrivarono i Longobardi che se ne impadronirono, lasciando ai bizantini solo alcuni lembi di terra. Si spostarono verso la costa i centri religiosi e dell’autorità, dove già nel secolo scorso alcuni scali portuari si erano ampliati e potenziati: Chioggia, Jesolo, Torcello e Caorle.Le lotte interne stavano smembrando i vari feudi che si erano creati e i profughi che scappavano si rifugiarono presso le isole, portando con se anche le reliquie dei santi. La flotta lagunare andava aumentando, sopratutto per far fronte degli attacchi dei corsari della vicina Dalmazia. Una volta completa, la flotta fu inviata in aiuto a Ravenna occupata da Liutprando re dei Longobardi. I Longobardi posero resistenza e presero definitivamente il controllo sulla città. I lagunari cercano di allentare i lacci che la stringevano alla città di Bisanzio, e come primo segnale di indipendenza fu eletto un dux da una votazione popolare. Il primo Doge fu Paolo Lucio Anapesto nel 697, affiancato da un’assemblea popolare (nel 1172 sarà sostituita dal Maggior Consiglio), il quale governava sul territorio di Venezia, e aveva nelle sue mani grandi poteri decisioni. L prima sede amministrativa e del potere fu istituita sull'isola di Malamacco (742)
Il papa preoccupato per l'avanzata dei Longobardi nella conquista delle terre della penisola, chiamò a sua difesa Carlomagno re dei Franchi, che ne 774 pose fino al regno dei Longobardi. Il successore di Carlomagno, Pipino , cercò di occupare le isole della laguna e dopo aver distrutto Chioggia, fu sconfitto dalla flotta di Venezia ad Albinea nel 809. Fu stipulata la pace di Aquisgrana nel 812 dove fu riconosciuta la sovranità di Venezia. Durante il governo di Agnello Particiaco (811-827) la sede ducale fu spostata da Malamacco a Rialto. Furono costruiti il monastero di S. Zaccaria, il palazzo Ducale e la Basilica di S. Marco. Negli anni seguenti l'impero Carolingio di disfece e questo fece si che gli Ungari provenineti dalla Pannonia scendessero verso il nord Italia, provocando disordini e devastazione, cercarono anche di attaccare la laguna, riuscendo ad occupare Chioggia, ma furono bloccati e annientati ad Albinea nel 903. Le espansioni nell’Adriatico iniziarono nel X sec. grazie anche a tariffe convenienti per Venezia concesse dall'autorità di bisanzio, questo fece aumentare le rotte commerciali che dovettero essere difese dalla pirateria dei saraceni e Schiavoni. Nel 1003 la flotta guidata da Orseo salpò alla volta di Bari assediata dai Saraceni, riuscendo a liberarla.
Urbano II indisse la I crociata per liberare i territori santi dall'infedele, e questo segnò l'inizio dell'ascesa delle Repubbliche marinare, le quali organizzavano i trasporti via mare. In un primo momento Venezia non vi partecipò, ma quando le navi genovesi nel 1099 conquistarono Gerusalemme, Venezia allestì una grossa flotta che partì per aiutare i crociati, e fu con la conquista di Costantinopoli che i Veneziani portarono via, assieme al bottino, anche i quattro cavalli in bronzo. Le crociate aprirono i nuovi traffici verso l’oriente, la città dovette quindi scontrarsi con Genova per il dominio sul Mediterraneo. Dopo l’anno 1000 Venezia riuscì a eliminare la pirateria Croata dall’Adriatico, che soffocava i commerci con l’Oriente. Con la crociata del 1202-1204 Venezia costruì un grosso impero con il possedimento della penisola Balcanica, base strategica anche come resistenza ai Bizantini e alla loro utopia di rigenerare l’impero Romano. Ma la città ebbe oltre a conquiste territoriali ed economiche, anche degli stravolgimenti del potere interni, infatti con la serrata del Maggior Consiglio del 1297 si restringe la cerchia dei partecipanti a tale Consiglio, ossia solo i membri delle famiglie patrizie. Venezia si trasforma quindi in una oligarchia ereditaria. Successivamente a questa vicenda, ci furono atti di ribellione, sino ad arrivare alla congiura del 1310 ordinata da Baimonte Tiepido, Marco Querini e Badoero Badoer. A seguito di questa grave minaccia per la stabilità del potere della città, si decise di far sorgere il Consiglio dei Dieci, il quale aveva il compito di vigilare sulla sicurezza e reprimere qualsiasi ostilità verso stato.
Nel 1348 arriva anche a Venezia la peste a seguito dei contatti con appestati delle zone del Mar Nero, questo diviene un periodo buio per la città, tanto che nel 1355 fu deciso di decapitare il doge Marino Filier a causa di un suo tentativo di concentrare i poteri nelle sue mani, questa qua condotta fu tanto disprezzata che nella sala del Maggior Consiglio fu deciso di coprire l'affresco che lo raffigurava con un drappo nero.
La nota dolente fu la rivalità con Genova, che diede vita a continue battaglie per il controllo del Levante. Si arrivò allo scontro in campo avversario da parte della flotta genovese, che decise di portare un attacco diretto a Venezia. La flotta partì quindi con al comando Pietro Doria, e dopo 10 gironi di assedio occuparono e saccheggiarono Chioggia. Venezia si trovò quindi in grave pericolo, e per cercare di riparare ad una eventuale sconfitta, costruì a tempo di record 40 galee, furono rafforzate le difese della laguna con un muro di difesa del Lido, furono messe palizzate ai canali e si ostruì il canale di uscita con delle barche fatte affondare stracariche di pietrisco. La resistenza della città non fu vana, infatti il 1 gennaio del 1380 fece la sua comparsa all'orizzonte la flotta di Carlo Zeno. I genovesi furono stretti in una morsa e il 24 Giugno, ormai ridotti alla fame, si arresero al Doge Contarini. Genova non si riprese più dalla sconfitta, e questo la portò alla presa da parte del dominio francese e dei Visconti, questi ultimi diventeranno poi alleati della Serenissima. Nel XIV sec. ci fu il tentativo di ribaltare il governo oligarchico con la formazione di una signoria, ma fu sventata la presa di mano dei rivoltosi.
Venezia nel ‘400 strinse rapporti molto forti con gli Alemanni, a tal punto che ogni cosa loro acquistassero dal Levante fosse destinato ai loro mercati d’oltre Alpe come pellicce, gioielli e manufatti. Questo fece lievitare i profitti dei mercanti, tanto da porre la città sopra le alter città d’Europa come potenza economica. Successivamente i mercanti Alemanni decisero di avere una base commerciale in Venezia, la quale fu individuata nel Fondaco a Rialto, il quale fu aperto anche agli altri mercanti d’Europa. La città teneva comunque sotto controllo tutte le transazioni, dalle quali traeva benefici fiscali. Nel ‘500 porterà alla formazione della scuola tedesca nei pressi della chiesa di S. Bartolomeo.
Nel XV sec. inizia la sua espansione anche verso la terra ferma, impossessandosi di Brescia, Bergamo, Ravenna, il Veneto, Friuli, Istria e Dalmazia, oltre alcune frange di territorio in Romagna e Puglia. Nel 1453 gli Ottomani conquistarono Costantinopoli, causando, in seguito, la perdita di territori alla città di Venezia. Questo periodo oltre alle guerre, portò alla città grande innovazioni e opere come la costruzione di: Ca' Foscari, Ca' d'Oro, Palazzo Corner. La città raggiunse presto un certo prestigio, e questo la rendeva scomoda al papato, che voleva indietro le terre romagnole conquistate dalla serenissima, e allo stesso tempo molto ambita da diverse fazioni Europee che volevano inglobarla nei propri territori. Si costituì quindi il 10 dicembre 1508 la lega di Cambrai formata da Francia, Austria, Spagna, i Savoia e i duchi di Mantova e Ferrara, tutto questo governato dalle fila del papa Alesssandro IV che voleva tornare in possesso dei territori della Romagna sottrattigli da Venezia. La città tentò al via diplomatica ma senza successo. Si preparava una guerra durissima per la stella del Mediterraneo. I Francesi attaccarono sconfiggendo le truppe veneziane ad Agnadello, mentre dal nord scesero gli Austriaci. A questa visione molte città come Verona, Vicenza e Padova, temendo il peggio, si arresero al nemico. Nel 1525 si arrivò al trattato di Noyon col quale Francia e Spagna si spartirono la penisola, ma Venezia riuscì a mantenere i suoi territori ante guerra, e il 18 Febbraio 1517 fu stipulata la pace. Con la scoperta dell’America il baricentro dei traffici vengono spostati dal Mediterraneo all’Oceano, con questa fase storica inizia il declino della potenza di Venezia. la situazione finanziaria era disastrosa sia a causa dei costi sostenuti per le continue guerra, che per la quantità di debiti privati ora mai inesigibili, e l'amministrazione da sempre efficiente, incominciava i suoi cedimenti. Nel 1576 alla situazione negativa si aggiunse la peste, che durò per più di un anno mietendo più di 50.000 vittime. Superata anche questa emergenza la città fece erigere, per ringraziare il dio di averli aiutati, la chiesa del Redentore. Con la fine del '500 nuovi problemi sorgono per Venezia a causa del papa, questa volta in campo religioso. Da sempre Venezia era stata una città tollerante verso i differenti credo di fede, in oltre venivano pubblicati i libri che altrove erano proibiti dalla stessa chiesa. Questa fu solo un pretesto, in quanto nelle carceri veneziane erano stati rinchiusi due vescovi con accuse di frodi e omicidi, e per il papa questa era materia sua, in quanto i due personaggi erano sotto al sua giurisdizione. Venezia non cedette alla pressioni del papa e fu difesa a spada tratta da Paolo Sarpi teologo consultore della Repubblica, questa sua presa di posizione gli fece arrivare una scomunica dal papa, il quale cercò di ucciderlo, ma non vi riuscì. Dopo un anno, tramite la mediazione della Francia, Paolo V ritirò la scomunica.
Per la Serenissima questa era sia una vittoria politica ma anche morale. Nel 1571 i turchi conquistarono Cipro, questo innescò una serie di lunghe battaglie. La flotta cristiana il 7 ottobre del medesimo anno vincerà a Lepanto, questa vittoria diede un po' di respiro sul fronte della guerra, ma un altro nemico era in agguato per la città. Nel 1575-1576 la peste fece nuovamente capolino fra i veneziani, e come la prima mieté molte vite circa 46500. Anche questa volta i cittadini fecero voto di costruire una basilica alla Madonna della Salute all'inizio del Canal Grande, nel caso in cui la malattia fosse annientata. Le casse dello stato divennero sempre più vuote, tanto che per cercare di ottenerne misero all'asta i titoli nobiliari tanto ambiti. Nel XVII sec. i patrizi cercarono di investire nell’entroterra, commissionando opere di bonifica dei territori e creando successivamente sistemi idraulici per la coltivazione dei campi. Nel 1645 ricominciano le ostilità con i Turchi, in quanto questi ultimi attaccarono l'isola per uscirla a strappare al dominio di Venezia. Per sostenere le spese della guerra si decise di concede l'iscrizione sul libro d'oro del patriziato veneto anche a coloro che non avevano diritto di titolo, sotto pagamento. Successivamente la Serenissima strinse patti con l'Austria, riuscendo a sbaragliare i Turchi che assediavano Vienna, e successivamente si allea anche con la Russia, questo farà sì che i Veneziani, grazie anche all'astuzia del comandante Giovanni Sobieski, riuscirà a conquistare il Pelopponeso e Morea.
Nel 1714 i Turchi si ripresero il Pelopponeso, in quanto approfittarono della politica assente nella penisola, spingendosi fino all’isola di Corfù, ma per cercare di tamponare il disastro, Venezia chiese aiuto all’Austria e con un partner alleato riuscirono a contenere l’ondata turca. Ora mai il predominio sul Mediterraneo era compromesso, e la produzione di navi presso l’Arsenale era di una nave l’anno. Nonostante la situazione economica non sia più fiorente come un tempo, a Venezia si ha un’esplosione nel campo artistico, che investe le chiese, i palazzi e i luoghi pubblici. La città si arricchisce di opere d’arte, tanto che a un certo punto si decidono di catalogare, in tal modo si volle evitare che fossero trafugate o portate fuori dalla città. Uno degli autori più noti del tempo fu Giovanni Battista Tiepolo, mentre nel teatro prende maggiormente piede la figura di Carlo Goldoni. Il Papa vedendo i suoi territori minacciati aizza contro la città tutte le potenze Europee, le quali risponderanno alla sua chiamata, questo sarà l’inizio della perdita dei possedimenti di Venezia. Nel 1797 Bonaparte è ormai alle porte della città e il Maggior Consiglio accoglie la proposta do cambiare al costituzione, cercando quindi di mediare diplomaticamente all'avvicinarsi della fine per mano dei francesi, istituendo un governo provvisorio rappresentativo. Il 16 Maggio del medesimo anno Bonaparte entra in città e il 17 Ottobre con il trattato di Campoformio la cederà agli Austriaci, ma successivamente tornerà in mano francese con il trattato di Presburgo 1805-- 1814. Al successivo esilio di Napoleone l'Austria tornerà nuovamente in possesso di Venezia 1814-1848. Questo ultimo periodo di dominazione vede nella città anche un rinnovamento urbanistico e tra il 1841-1846 ci fu la costruzione di un ponte ferroviario che collegò la città alla terra ferma. Nel 1848-1849 la città si rivoltò contro il suo dominatore proclamando nuovamente la repubblica, che durerà solo per 5 mesi. Nel 1866 Venezia sarà poi annessa al Regno d'Italia. Durante il I conflitto mondiale le bombe non risparmiarono la città e i suoi monumenti, piovendo dal cielo senza sosta. Ciò nonostante alla fine di questa prima distruzione la città reagisce, e nel 1917 nasce il porco industriale di Marghera. Successivamente piazza S. Marco sarà testimone del patto fra i nazionalsocialisti di Hitler ei fascisti di Mussolini. Questo periodo sarà anche di riscatto per Venezia in quanto si aprirà la mostra d'arte cinematografica e nel 1934 il festival del teatro. I fatti che si susseguirono furono nuovamente catastrofici, dovuti appunto al II conflitto mondiale, che vide la città liberata dai tedeschi dai partigiani.
|