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GHETTO EBRAICO A VENEZIA |
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Nel 1516 nacque a Venezia il ghetto ebraico, che fu il primo in Europa. La parola "ghetto" nasce dalla quella che denominava la colata di bronzo "getto", dato che sull'isola dove fu collocato l'insediamento ebraico erano presenti le fonderie. La popolazione poteva uscire di giorno, tuttavia doveva indossare distintivi e berretti per farsi riconoscere. Il perimetro del ghetto era recintato da un muro e l'ingresso sorvegliato da guardie, le quali al tramonto provvedevano a chiudere l'ingresso. Gli Ebrei a Venezia potevano solo esercitare alcune professioni: mercanti, venditori di stracci e prestatori di denaro; quest'ultima attività era consentita in quanto ai cattolici era vietato. Tuttavia con il passare del tempo la popolazione crebbe di numero tanto che si vennero a creare altre zone adibite a ghetti: Ghetto Vecchio e Ghetto Novissimo. Nel 1797 Napoleone fece demolire i cancelli, ma con l'avvento della dominazione Austriaca gli Ebrei furono nuovamente confinati. Nel 1955 all'interno del ghetto fu fondato il Museo Ebraico di Venezia il quale si ampliò con le donazioni che pervennero con il passare del tempo.
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