COMUNE DI BAZZANO

Il territorio di Bazzano era abitato già in epoca preistorica, come attestato dai ritrovamenti di una necropoli nei pressi delle ex fornaci Minelli. I reperti sono oggi esposti presso il Museo Civico A. Crespellani presso la Rocca dei Bentivoglio. Questi ritrovamenti ricoprono un periodo storico a partire dalla Preistoria sino ad arrivare all’epoca Romana, a questa esposizione si aggiungono altri elementi relativi al periodo storico Medioevale e al Rinascimentale.

Queste terre di dominio Romano, divennero nel VII sec. d.C. del regno dei Longobardi, divenendo nel primo Medioevo possedimenti dei Conti di Canossa, per divenire successivamente una terra di mezzo fra Modena e Bologna, proprio durante le varie battaglie fu distrutto il castello, per essere riedificato solamente nel ‘400 sotto il dominio dei signori Bentivoglio. Nella storia a noi recente vogliamo dare risalto al referendum consultivo, che si tenne il 25 Novembre 2012, con il qual si sanciva la volontà dei cittadini di dare vita a un unico organo Comunale attraverso la fusione dei territori di : Crespellano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Savignano; e il comune si chiamerà Valsamoggia.

Importante per il comune di Bazzano fu la nascita della ferrovia nel 1883, con la tratta Vignola – Bazzano – Casalecchio – Bologna, la quale fu sospesa per motivi di ripristino e manutenzione e solo durante i primi anni del XXI sec. è stata riattivata. Attualmente il servizio è gestito attraverso la società T-per.

Sulle colline Bazzanesi si coltivavano un tempo i vitigni per la produzione dello Chasselas, queste uve erano originarie del Libano, le quali giunsero in queste terre grazie ai Fenici. La produzione fu molto attiva durante i primi anni del ‘900, ma durante il secondo dopo guerra il mercato non recepì la domanda di queste uve, tanto da preferire quelle provenienti dal centro-sud Italia. Anche l’esportazione, che un tempo era il maggior motore di questo commercio per il territorio, si fermò. Le autorità locali non trovando alcuna alternativa, non cercarono di valorizzare in altri modi il prodotto, mentre in altri stati furono molto importanti le politiche di marketing e di commercializzazione al dettaglio, nonchè una forte propensione al richiamo del prodotto locale da difendere a livello nazionale.

Tra le ricette che più rappresentano questa terra vogliamo citare alcuni piatti che dovrete provare quando visiterete questa terra:
TAGLIATELLE DELLA DUCHESSA
MACCHERONCINI ALLA SAFFI

TORRI DI BOLOGNA Gariselda e Asinelli , il simbolo della città di Bologna
 
Luoghi Religiosi
Palazzi e Monumenti
 

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La Galleria Parmeggiani è un insieme di stili e opere, le quali racchiudono l'essenza del suo collezionista, così come lo stesso edificio rappresenta la personalità del personaggio che conoscerete lungo il percorso delle sale espositive.

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La rocca sorge su di un promontorio a guardia delle terre del circondario. Il castello si pensava fosse stato costruito di Matilde di Canossa, in quanto questi possedimenti facevano parte del suo contado. Tuttavia l’edificio sorse a partire dal XIII sec. e fu subito preso d’assalto dalle milizie bolognesi, che lo distrussero. Successivamente Azzo VIII d’Este ricostruì l’edificio sul finire del XIII sec. e nel secolo successivo furono ampliate le mura difensive e realizza la torre che oggi ospita al suo interno l’orologio. Successivamente il castello divenne proprietà della famiglia Bentivoglio, che lo riadattò allo stile dell’epoca, facendolo divenire una residenza estiva, mutando la sua estetica difensiva. Fra le stanze di maggiore interesse ricordiamo la stanza dei Giganti, dove le pareti sono dipinte con una sequenza di colonne, le quali sono utilizzate come fossero delle cornici per circoscrivere le vedute di diversi paesaggi.
Nel XII sec. il vescovo di Modena concesse il castello al Marchese Bonifacio di Canossa, padre della celebre sovrana Matilde di Canossa, alla cui morte, il castello tornò fra le proprietà del ducato di Modena. La rocca fu più volte assediata dai Bolognesi, i quali nel corso del ‘200 riuscirono ad espugnarla e a raderla al suolo. La rocca fu ricostruita solo nel secolo successivo per volere di Azzo VIII d’Este, successivamente fu completata l’opera con l’edificazione di un cassero e delle mura estere. Solo durante il governo dei Bentivoglio il castello fu trasformato in residenza signorile estiva, ottenendo l’aspetto estetico così come lo vediamo oggi, perdendo per tanto il suo aspetto difensivo.
All’interno della Rocca si trova la Sala dei Giganti, decorata da affreschi raffiguranti una serie di colonne fra le quali furono realizzati diverse immagini di paesaggi, a seguire si trovano la Sala del Camino, la Sala dei Ghepardi dove si trova raffigurato un ghepardo incorniciato da melograni; e la sala delle Ghirlande.
Questa fortezza nei secoli cambiò la sua destinazione d’uso, fu usata dai capitani della Montagna come carcere, fra le cui celle fu rinchiuso il celebre poeta Ugo Foscolo; divenne in seguito una caserma, ed in ultimo, sino alla prima metà del ‘900, i suoi locali furono adibiti ad abitazioni private. Oggi la Rocca di Bazzano ospita il centro Musica, il Museo Civico Arsenio Crespellani e la Fondazione Rocca Bentivoglio.