COMUNE DI FERRARA

Castello di Ferrara

La città di Ferrara è capoluogo di provincia, all'interno della regione Emilia Romagna. La provincia Ferrarese è una distesa pianeggiante, assente dalla presenza di rilievi montuosi. Il territorio è stato da sempre influenzato dalla presenza del fiume Po, oltre che dai molteplici canali e vie di comunicazione fluviale, che a partire dall’antichità si rilevarono essenziali per il commercio, ma anche per il drenaggio delle acque ristagnanti. Il patrimonio naturalistico della provincia di Ferrara è da sempre una fonte di benessere, già riscontrato sotto il dominio degli Estensi, per salvaguardarlo dal tempo e dall’incuria, è nato il Parco Nazionale del Delta del Po.
Ferrara si trova a qualche chilometro di distanza dal grande fiume Po, oltre che dalla via commerciale più importante di tutti i tempi, la via Emilia, ma non è l’unica cosa che non attanaglia la cittadina, ma anche l’autostrada fu costruita lontano, mentre la ferrovia la interessa relativamente per la sua stazione, senza creare caotici interscambi ferroviari.
Ferrara nel 1995 fu denominata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, e successivamente nel 1999 entrarono in questa cerchia anche il Delta del Po e le Delizie estensi.
Ferrara è uno dei quattro capoluoghi di provincia che ha conservato sino ai giorni d'oggi il centro storico protetto dalle mura.
La città è sede di diverse istituzioni culturali, oltre all'Università, Musei e Pinacoteche, qui si trova anche la sede della Fondazione Ermitage Italia, istituita nel 2006.
Ferrara è anche la città dove si svolge una delle più grandi manifestazioni di mongolfiere: Balloons Festival. Questa manifestazione si svolge a Settembre a Parco Urbano, l'evento richiama migliaia di visitatori, rendendo il Festival uno tra i più importanti del vecchio continente.
Il festival della Musica fu indetto nel 2006, questa manifestazione prende il nome di Ferrara sotto le Stelle, e si svolge da Giugno a Luglio. Il palco, organizzato per questo evento, è realizzato in piazza Castello; questa manifestazione richiama tutti gli anni interpreti della musica di ogni genere, anche star internazionali partecipano a questo evento.
Ferrara è anche la città attraverso la quale passa la Via dei Romei, che metteva in comunicazione l'Europa Orientale con Roma, scendendo fino alla Puglia da dove salpavano le navi dirette verso la Terra Santa.
Un altro luogo da visitare nella provincia di Ferrara è sicuramente Stellata, che nel XV sec. fu l'ultima roccaforte dei duchi di Ferrara a reggere contro l'armata nemica della Serenissima. Fu qui che si combattè la battaglia decisiva, dove a sostegno dei duchi d'Este arrivarono Ludovico Sforza e il Conte Federico da Montefeltro, quest'ultimo condusse le operazioni militari e morì sul campo di battaglia a seguito della malaria. Ogni anno il castello di Stellata è il rpotagonista di questa rievocazione, dove si inscena l'attacco al castello, oltre a scene di vita quotidiana, questa rassegna si svolge in due giornate con musiche, danze e spettacoli.

La città è anche ricordata per i suoi prodotti gastronomici come il Pane di Ferrara che ha ottunuto il marchio IGP, a seguire altri alimenti e prodotti tipici fanno di questa città un centro culinario di prima scelta: anguille marinate di Comacchio, Vongole di Goro, aglio di Voghiera, cappellacci di zucca e parmigiano, l'insaccato Salama da Sugo, Pera dell'Emilia Romagna ed in fine il dolce tipico Pampepato e i biscotti di mandole. Per quanto riguarda la sezione dei vini di ricorda il Boscolo Eliceo DOC.

 
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STORIA  

La città di Ferrara nacque attorno al VI sec. da un insediamento Bizantino su quella che una volta era la riva sinistra del fiume Po in quella che oggi è Voghenza, permettendo alla città di avere uno sbocco fluviale molto importante per gli spostamenti e le rotte commerciali. In questo luogo si stanziò anche la diocesi che fece costruire la prima cattedrale intitolata a San Giorgio fuori le Mura.
Nel X sec. la città venne trasferita e fortificata nell'attuale Ferrara a seguito delle continue scorrerie barbariche, per divenire successivamente un Comune. Durante il 1100 il fiume Po' esondò, delineando il nuovo assetto del suo letto come lo vediamo oggi, questo ebbe la conseguenza dell'interramento delle acque che circondavano la città di Ferrara, con lo spostamento della cattedrale all'interno del borgo cittadino, difronte al palazzo del Municipio. Nel XIII sec. la famiglia Este prese le redini della città a scapito della famiglia Salinguerra di parte ghibellina, grazie anche al matrimonio combinato di parte guelfa fra Azzo VI e la erede della casata degli Adelardi. Le contese per il governo dei territori ferraresi non erano terminate, in quanto altri pretendenti si fecero avanti: Mantova, Bologna e Verona, e fu solo grazie all'aiuto di Venezia che gli Este riuscirono a rimanere saldi al potere. I problemi della successione al governo della città si fecero accesi, quando proprio all'interno della stesa casata Estense , nacquero diatribe fra i pretendenti: Folco d'Este e Francesco, a quest'ultimo fu rinnegata la possibilità della successione. Francesco non si arrese e chiese aiuto al papa, donandogli la città ottenendo in cambio il riconoscimento del potere. Papa Clemente V non si fece perdere l'occasione e inviò le sue truppe, che presero la città e instaurarono il marchesato con a capo Francesco d'Este. Fu in questo momento che iniziò la costruzione del castello per volere di Nicolò II, sempre nel XIV si assiste alla nascita dell’università per volere del fratello di Nicolò: Alberto, il quale regnò dopo la morte dello stesso. Con il secolo successivo la cittadina inizia ad espandersi sempre più, grazie anche alle opere di bonifica della pianura. Iniziarono ad essere chiamati a corte diverse personalità artistiche molto celebri: Piero della Francesca, Mantegna; vennero in oltre chiamati artisti locali come Ercole de’ Roberti.
Nel XV sec. grazie alle doti di condottiero di Borso, la casata Estense guadagnò il titolo Ducale. A Borso succedette Ercole I dopo aver sgominato il complotto del nipote, che aveva architettato una sommossa contro di lui, che egli represse nel sangue. Durante il governo di Ercole I fu ampliato il castello, e venne ampliata la cinta muraria della città verso nord (Addizione Erculea), affidando tale opera all'architetto Biagio Rossetti, questo nuovo assetto urbanistico ampliò maggiormente il territorio cittadino, sviluppandosi lungo un perimetro pentagonale, che segnava un determinato segno propiziatorio e benevolo, elaborato dall'astrologo di corte Pellegrino Prisciani. La nuova città si apriva sotto il segno stilistico Rinascimentale, il progetto non riguardava solo l'ampliamento delle mura, ma anche la costruzione di strade principali, palazzi ed aree verdi. Questa opera fece guadagnare alla città l'appellativo di prima città moderna Europea. Si delineò un nuovo prospetto di città, con viali molto ampi, sui quali si affacciavano chiese e palazzi ben delineati nella nuova prospettive, mentre a chiudere il quadro architettonico c'erano le piazze e gli orti, Ferrara diventò un ottimo esempio di città Rinascimentale.
Alla morte di Ercole I salì al potere il figlio Alfonso, il quale sposò in prime nozze Anna Sforza e successivamente Lucrezia Borgia, la figlia del papa Alessandro VI. Alfonso riuscì a sviluppare una ingente potenza militare potenziando gli armamentari, tanto da far divenire il nome di Ferrara temuto per i suoi cannoni, che lo portarono a scontri contro Venezia e lo stato pontificio contro papa Giulio II, al contempo Alfonso era dedito alla cultura, tanto da divenire un magnate per molti artisti.
La corte Ferrarese fu animata da molti intellettuali e artisti del calibro di Ludovico Ariosto, Tiziano e Torquato Tasso, ma la corte non fu solo celebre in Italia, ma anche in tutta Europa, tanto che fra le mura del castello fu ospitato anche George Gordon Bayron. Fra i tanti personaggi che frequentarono l'Università di Ferrara e che si laurearono, si vuole ricordare la figura di Nicolò Copernico che nel 1509 ricevette la laurea.
Nel 1534 Ercole II prese il governo della città di Ferrara a seguito della morte del padre Alfonso, il quale prese in moglie Renata di Francia, la figlia del re di Francia Luigi XII. La duchessa non ebbe problemi ad instaurarsi nella città di Ferrara, e nemmeno il suo credo verso la religione Calvinista fu un problema, tanto che a Ferrara fu invitato lo stesso Giovanni Calvino nel 1536. L'economia del ducato ferrarese stava vivendo un momento lussureggiante, tanto che furono affrontate diverse opere pubbliche per la città, ma anche di abbellimento dello stesso castello, trasformandolo in una reggia signorili. Nel 1559 Ercole II morì, Alfonso II fu l'erede del ducato. Il periodo fiorente della città era orma arrivato all’apice, il declino era giunto alle porte, il papato aveva iniziato a tessere le sue fila per cercare di accaparrarsi il ducato, tanto che il duca Alfonso II aveva provato ogni mezzo per allontanare il potere papale dal suo regno, partecipando anche alle crociate, queste mosse furono fallimentari, e a pagarne le conseguenze furono le tasche dei cittadini, a questa cristi economica si dovette sommare anche a un violento terremoto che si abbatté sulla città nel 1570. Anche il castello subì ingenti danni, ma il duca stanziò subito i fondi per la sua ristrutturazione. Alla morte di Alfonso II nel 1597 lo stato passò nelle mani papali, in quanto non c'erano eredi legittimi che potessero succedere al soglio ducale, questo costrinse gli Estensi ad abbandonare la città e a trasferirsi presso il loro ducato di Modena.
Il castello divenne la sede dei cardinali, e gran parte delle opere d'arte custodite al suo interno, insieme ai tesori vennero dispersi, mentre una cospicua parte fu trasferita presso il palazzo ducale di Modena.
La città di Ferrara da centro del potere e di elevata importanza economica e culturale, famosa in tutta le corti europee, si trova designata a un buio periodo, governato dal soglio papale, che la fece diventare una città di periferica del suo regno.
Nel 1796 le truppe francesi invasero il ducato di Ferrara, a seguire nel 1813 furono gli Austriaci a prendere il potere. Gli Austriaci operarono in modo repressivo, soprattutto contro coloro che minavano il governo centrale dell'impero, furono per tanto create all'interno del castello delle piccole celle per i prigionieri politici.
Fu solo con l’unità d’Italia che Ferrara recuperò il suo smalto, divenendo importante soprattutto nell’ambito dell’agricoltura, per puntare sul settore turistico con il secolo successivo. Agli inizi del XX sec. il comune di Ferrara avviò importanti lavori di recupero di molti stabili e palazzi in decadenza o in stato di abbandono, accanto a questa rivalutazione del territorio, furono approvati una serie di progetti volti a migliorare il tessuto urbanistico e sociale della città, furono edificati: l'Acquedotto, Museo di Storia Naturale, Palazzo dell'Aeronautica e il Conservatorio Girolamo Frescobaldi. Queste opere valsero l'appellativo di: Addizione Novecentesca, che ebbe come maggiore protagonista l'ingegnere Carlo Savonuzzi.
La storia di Ferrara rivive ancora oggi, grazie alle manifestazioni che sono rappresentate ogni Maggio dell'anno. L'inizio delle manifestazioni avviene con la benedizione dei quattro Palii ( San Romano per la Corsa dei Putti; San Paolo per la Corsa delle Putte, San Maurelio per la Corsa delle Asine e San Giorgio per la Corse dei Cavalli) all'interno della cattedrale la prima domenica del mese. Nei giochi si sfidano i ragazzi delle otto contrade, suddivisi per fasce di età. Il penultimo sabato del mese si inscena la camminata con circa 1000 figuranti con costumi in riproduzione originale, ad aprire il corteo è la corte ducale seguita dalle otto contrade, questa sfilata si svolge in notturna. In fine l'ultima domenica del mese si svolgono i Palii in piazza Ariostea. Il palio di Ferrara lo si celebra a partire dal 1279, quando è il Comune della città a renderlo parte integrante della vita cittadina. All'inizio il Palio era corso per due volte l'anno: 23 Aprile in onore di San Giorgio e il 15 Agosto per l'Assunta. Tra i tanti Palii avvenuti nella storia di Ferrara si ricorda quello avvenuto in onore a Borso d'Este di ritorno da Roma, dopo aver ricevuto dal papa il privilegio della denominazione ducale. Nel corso della dominazione papale il palio fu messo in secondo piano, sino alla sua sospensione nel corso dell'800 fu ripreso agli inizi del '900, ma fu nuovamente soppresso, in fine fu nuovamente riportato alla luce nel 1967.
CLIMA

Il clima della cittadina ferrarese è influenzato sopratutto dalla conformazione geologica del suo territorio, il quale si trova in un avvallamento che non consente il continuo ricircolo dell'aria. Accade di conseguenza che le estati si presentano calde ed afose con un elevato tasso di umidità, con temperature che possono toccare anche ben oltre i 38 °C. gli inverni di contrapposizione si presentano come rigidi e piovosi, con precipitazioni anche di carattere nevoso; mentre le temperature possono scendere di ben oltre sotto lo zero.

ECONOMIA

L'economia della città ruota attorno al comparto agricolo e quello industriale produttivo. Anche la pesca ha una certa rilevanza nella provincia ferrarese, in quanto gli addetti in questo settore sono in numero maggiore rispetto alle altre province della regione.
I principali sistemi industriali sono quelli legati al settore petrolchimico, ma di rilevante importanza sono anche le piccole e medie imprese che lavorano nel comporto della metalmeccanica, elettronica, alimentare. Un altro settore nel quale sono impegnati molti addetti della popolazione attiva della forza lavoro è nel settore edilizio. Per quanto riguarda il settore terziario, al primo posto nel settore creditizio si trova la prima banca di Ferrara: la Cassa di Risparmio fondata nel 1838.
Il settore turistico è una fetta importante di tutta l’economia di Ferrara, in quanto unisce la richiesta del turista di conoscere e visitare il passato della città (complesso museale), ma al contempo riesce a rispondere all’esigenza di parchi naturali e aree verdeggianti dove trascorrere il tempo libero, come i Lidi ferraresi e il Parco Regionale del Delta del Po.
Un altro settore da non dimenticare è quello dell'artigianato, che vanta uno dei mestieri risalenti al Rinascimento: Ceramica Graffita, ovvero oggetti in ceramica lavorati con incisi ricoperti da smalti che il forno con il suo calore scioglie ed amalgama in dimerse sfumature.
La città di Ferrara è in oltre ben servita per quanto riguarda i trasporti, in quanto l’autostrada A13, collegamento fra Bologna a Padova, passa vicino alla città. In oltre sono presenti altre arterie come la strada statale Adriatica, per giungere ai Lidi, mentre per raggiungere gli Appennini c’è la statale 64 Porrettana, e in direzione opposta Mantova con la statale 49.
La viabilità ferroviaria è capillare, in quanto oltre ad avere una stazione centrale nella quale si convogliano i treni destinati alle lunghe percorrenze verso le città di Venezia, Padova e Bologna; sono presenti nel tessuto urbano altre tre stazioni, che svolgono un servizio prettamente locale.
Anche l’Idrovia ha una sua rilevanza, soprattutto per il trasporto delle merci, questa via di comunicazione fra le acque dei canali navigabili, tra Ferrara e il Po, è in fase di sviluppo, oltre che di potenziamento dei canali e della darsena già presenti, in quanto a progetto ultimato ci sarà un porto cittadino per l’attracco delle navi e battelli.

FOTO DI FERRARA

La basilica fu progettata da Biagio Rossetti sul finire del XV sec. , il tempio ha una base a croce latina, con una facciata in stile rinascimentale, la quale presenta un interno suddiviso in tre navate sormontate da calotte, e adornato da otto cappelle per lato.

La cattedrale fu edificata nel XII sec., durante l'epoca comunale, per volere di Guglielmo II degli Adelardi. La facciata si presenta ripartita in tre sezioni, suddivisa da piloni, lo stile che si percepisce è un insieme fra romanico nella prima sezione che termina con la prima sezione di logge, e gotico per la sezione superiore. La facciata termina con tre cuspidi le quali si elevano sopra i tre rosoni sottostanti una gallerie adornata con archetti. Tutta la facciata è composta da un insieme complesso di figure e bassorilievi.
Nel portale centrale si trova la lunetta raffigurante San Giorgio nel momento dell'uccisione del drago. Il protiro è sorretto da statue di leoni e talomini, la struttura culmina con una loggia a baldacchino nella quale è incastonata una statua raffigurante la Madonna con il Bambino, mentre come ornamento della cuspide triangolare del baldacchino, fu realizzato la scena del giudicio universale. Accanto alla cattedrale svetta il campanile in marmo bianco e rosa, opera incompiuta di Leon Battista Alberti nel XV sec. Prima di varcare la porta per accedere alle navate della cattedrale, si accede ad un atrio, da qui ci si prepara per attraversare il portale d'accesso alla cattedrale. L'interno è composto da tre navate, adornate da opere di grandi maestri: nella settima cappella della navata destra il Guercino creò il Martirio di San Lorenzo, in sezione opposta nella navata di sinistra alla terza cappella si trova la Madonna in trono e santi opera del Garofalo, mentre nella settima è collocato un fonte battesimale di epoca bizantina. Nell'abside troneggia il capolavoro del Giudizio Universale del Bastianino, mentre ai suoi piedi si trova il coro ligneo intagliato del '500, opera della bottega di Bernardino Canozzi.
Nel portale a sud, adiacente a piazza del mercato, qui era collocata la porta dei Mesi, decorata con formelle raffiguranti i dodici mesi dell'anno. Nel corso del '700 questa porta fu abbattuta, e alcune formelle furono mantenute all'esterno della cattedrale, altre vennero usate come materiale per la pavimentazione. Furono scoperte nel corso di un restauro agli inizi del '900, oggi custodite nel Museo di San Romano.

Il museo della cattedrale è allocato nella chiesa sconsacrata di San Romano, qui sono posti vari frammenti e opere, come l'organo adornato sulle ante da un dipinto di San Giorgio che libera la Principessa e dalla parte opposta l'Annunciazione, oppure le dodici formelle dei mesi, o ancora i corali atlantici miniati. Il complesso della chiesa ha ancora il chiostro, dal quale si accede alle diverse stanze utilizzate come luoghi espositivi. Il primo impianto della chiesa risale al IX sec. mentre l'attuale edificio presenta caratteri gotici impressi durante il rifacimento del tempio nel XIV sec.

La chiesa fu progettata dalla mano di Biagio Rossetti nel XV sec. , i lavori si protrassero sino alla prima metà del '500, mentre il campanile fu ultimato nel '600.
Qui fu sepolto il corpo di Ludovico Ariosto nel 1612, per poi essere spostato presso la Biblioteca Ariostea nel 1801.
A seguito dell'occupazione francese, la chiesa fu adibita da prima a caserma e successivamente a stalla, per essere affidato ai Salesiani nel 1930.
Durante i bombardamenti della seconda guerra Mondiale, le bombe colpirono il complesso distruggendolo quasi per interno. Furono intrapresi i lavori di recupero dell'edificio nel dopo guerra, ma purtroppo i dipinti erano quasi tutti irrimediabilmente perduti, si salvarono solo alcune parti, come la Trinità in Gloria di Francesco Surchi.
Nel giugno 2007 l'abside fu avvolta da un incendio, che si propagò a tutto l'impianto, causando la perdita degli arredi e dei suppellettili, nonché delle opere d'arte al suo interno. Dopo questo catastrofico evento furono da subito raccolte offerte per la ricostruzione del tempio.

La chiesa di San Carlo è in stile barocco, costruita su progetto di Giovan Battista Aleotti nel XVII sec. La facciata del tempio è troneggiata da due colonne reggenti il timpano di forma triangolare. Nella facciata sono in oltre presenti quattro nicchie che accolgono altrettante statue raffiguranti santi. Un elemento che racatterizza la costruzione è la sua pianta ovale.

L'edificio originario risale al XIII sec. , ma fu riedificato nel '700 su disegno di Vincenzo Santini. L'interno si compone di un'unica navata, adornata da cinque cappelle per lato, nella seconda cappella a sinistra di trova una copia dell'opera cinquecentesca del Garofalo “invenzione della Croce”, l'originale si trova nella Pinacoteca Nazionale. Di pregevole fattura è il coro ligneo trecentesco, un particolare interessante, sono le lastre tombali disseminate lungo tutta la pavimentazione del tempio.

La chiesa fu ricostruita dall'architetto Schiatti a seguito del terremoto del 1570, all'interno sono presenti dipinti del XV e XVI fra questi spiccano “La Circoncisione” e la “Resurrezione” del Bastianino, mentre la “Discesa dello Spirito Santo” è attribuita a Scarsellino, come anche il ratto di Elia nell'abside. Accanto alla chiesa di San paolo sorge un convento, nel quale sono ancora presenti due chiostri.

L'edificio fu voluto dai monaci di Sant'Agostino su di un'isola all'interno delle acque del fiume Po', ma con il cambiamento del corso del letto, la chiesa venne a trovarsi sulla riva del fiume, per poi essere inglobato all'interno della città di Ferrara durante la sua espansione voluta da Borso d'Este. Successivamente nel XIII sec. Beatrice d'Este fece trasferire in questo complesso le monache Clarisse.

Il monastero fu fondato nel Xv sec. e grazie ai molti lasciti e alla benevolenza degli Estensi, il monastero crebbe di importanza. La chiesa che faceva parte del complesso monastico, presenta una facciata culminante a cuspide, ornata da un rosone. L'aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione dell'edificio nel corso del '700, a causa di un incendio che ne dilaniò la struttura. Sull'altare maggiore si trova una pala realizzata dal Cignaroli.
All'interno del monastero sono stati tumulati, nel coro delle Clarisse, alcuni personaggi della casata Estense: Lucrezia Borgia, Eleonora d'Aragona, Alfonso I e II d'Este. A seguito della demolizione di Santa Maria degli Angeli, qui furono trasportati i resti di altri esponenti della casata Estense.

Il complesso di San Cristoforo alla Certosa è composto da diversi corpi di fabbrica: monastero, chiesa e zona cimiteriale. Il complesso fu inglobato nelle cinta di mura con la Addizione Erculea. Accanto alla struttura del tempio quattrocentesco, fu edificato un nuovo tempio nel corso del XVI sec. su disegno di Biagio Rossetti, ma il portale fu ultimato nel '700. Nel 1813 i monaci certosini furono espropriati del complesso, il quale fu gestito dal Comune di Ferrara. Nel corso dell'800 gli spazi della certosa furono adibiti a cimitero monumentale, oltre all'abbattimento della chiesa quattrocentesca, risparmiando il chiostro. La chiesa cinquecentesca presenta un interno ad univa navata, adornata da sei cappelle per lato, il soffitto è sorretto da pilastri con basamento adornato da bassorilievi, mentre sull'altare maggiore si trova l'imponente tabernacolo.

Il tempio risale al XI sec., fu revisionato nel XV da Biagio Rossetti, utilizzando un'impronta rinascimentale. Lavori successivi alterarono le proporzioni della costruzione, come l'innalzamento della navata di destra. Nel transetto si colloca il Santuario del Preziosissimo Sangue, risalente la XVI sec. composto da due ordini, mentre nell'abside si trova un affresco di Carlo Bonomi riferito all'Esaltazione del nome di Dio. Molte opere che un tempo ornavano questa chiesa oggi di trovano all'interno della Pinacoteca Nazionale.

L'abitazione risale al XV sec. in stile tardo gotico, per volere del banchiere Giovanni Romei. L'interno è composto da un giardino d'onore circondato da loggiati, un tempo ornati da affreschi, dei quali restano solo alcune tracce sbiadite. A piano terra si trova il lapidario, salendo al piano nobile si possono notare gli affreschi del '500, qui sono raccolti gli affreschi e le opere raccolte dalle chiese soppresse.

Il castello di San Michele fu realizzato seguendo il progetto di Bartolino da Novara nel XIV sec., il quale sviluppò la sua idea attorno alla preesistere torre dei Leoni che sorvegliava una porta della città, insieme ad altre tre torri formarono il perimetro quadrato del castello. Con Ercole I d’Este il castello divenne il palazzo Ducale, collegato al Palazzo del Municipio mediante la via coperta, per poi subire modifiche nel secolo successivo in modo da rendere eleganti alcuni particolari dell’edificio, queste modifiche furono apportate da Girolamo da Carpi, il quale tolse le merlature, sostituì la cortina muraria con delle balaustre in pietra d'Istria e realizzò la il parapetto nel giardino degli Aranci. Attraverso una serie di ponti levatoio si accede al cortile interno, dove si trova la loggia dalla quale si accede al piano nobile. Da qui si giunge al giardino pensile degli aranci opera di Girolamo da Carpi. Le sale che susseguono sono ricoperte da affreschi, fra le quali le più importante della vita della corte estense erano: sala dell’Aurora, la sala dei giochi, la saletta dei giochi e la cappella di Renata di Francia.
Il palazzo subì anche due gravi incendi, uno nel 1634 e l'altro nel 1718, che distrussero importanti affreschi, soprattutto quelli realizzati nella Via Coperta, dove Alfonso I d'Este aveva fatto realizzare i camerini di alabastro. Oggi questa sezione del palazzo è dedicata a mostre espositive indette da Ermitage Italia.
Nel 1773 il cardinale Scipione Borghese fece realizzare un balconcino in legno, dal quale si poteva avere ala vista sulle tre porte della città: porta degli Angeli a nord, la porta est e quella ovest. Purtroppo a seguito di diverse opere dedite alla manipolazione della via coperta, per far spazio ad alloggi privati e alla prefettura che qui si instaurò sino al 2001, questi locali furono estirpati della loro originaria bellezza. Nel 1874 il castello fu messo all'asta e aggiudicato dalla Deputazione Provinciale, che ne fece sede di enti provinciali ed istituzionali. Solo nel 1980 la Provincia di Ferrara, l'attuale proprietaria, inizia un percorso restaurativo e di conservazione del castello, svuotandolo dagli uffici che conteneva, per farlo divenire centro cultura e museo dell'arte. Il possente maniero è tutt’oggi circondato da un fossato

Corso Ercole I d'Este diparte dal castello Estense e si dirama per 1,5 km sino ad arrivare alla porta degli Angeli. Qui si affaccia il Palazzo del Monte di Pietà, Palazzo Naselli Crispi, Palazzo Giglioli Varano, Palazzo Giulio d'Este, Palazzo Camerini, Palazzo dei Diamanti, Palazzo Turchi di bagno, Palazzo Prosperi Sacrati.

Le delizie estensi sono diciannove ville, costruite sul territorio della provincia ferrarese, dove gli Estensi trascorrevano momenti di svago, o vi trascorrevano i periodi estivi. Le ville avevano un punto in comune, il fatto che erano raggiungibili attraverso canali navigabili, per cui in qualsiasi momento si poteva giungere a Ferrara, senza troppi sforzi. Purtroppo alcune di queste ville sono cadute in rovina, mentre altre sono andate distrutte dall'incuria dell'uomo e dal tempo. Le meglio conservate e giunte sino ai giorni nostri sono quella di Schifanoia a Ferrara, Belriguardo a Voghenza e Copparo.

I comuni dove si trovano le ville:

Argenta- Delizia di Benvignante
Copparo- Villa della Mensa
Copparo- Delizia
Ferrara- Delizia di Fossadalbero
Mesola- Castello Estense
Portomaggiore- Delizia del Verginese
Vigarano Pieve- Delizia della Diamantina
Voghiera- Delizia di Belriguardo

Era presente all'interno della città di Ferrara una colonia ebraica già a partire dal XIII sec. , la quale fu protetta da norme imposte dai signori Borso ed Ercole I, questo favorì l'aumento della colonia, la quale divenne una fra le più importanti d'Italia. Il ghetto venne a svilupparsi lungo via Mazzini dove si trova anche la sinagoga, accanto alla quale oggi sorge il Museo ebraico. Nei primi anni del '900, a seguito dell'emanazione delle leggi razziali, Ferrara, centro importante della religione ebraica, fu spettatrice immobile di una tragica vicenda, raccontata anche nel romanzo di Giorgio Bassani “I giardini dei Finzi Contini”.

Il palazzo Bevilacqua Costabili fu della omonima famiglia, il quale presenta una facciata adornata dai volti di imperatori romani, opera di Giavan Battista Aleotti. Oggi il palazzo restaurato accoglie al suo interno la facoltà di Economia dell'Università di Ferrara.

Il palazzo, detto anche di Ludovico il Moro, fu costruito da Biagio Rossetti a cavallo fra il '400 e il '500, per volere di Antonio Costabili, ambasciatore Estense presso la corte di Milano. Il palazzo è rimasto incompiuto, anche se molto interessante è il cortile d'onore sul quale si affaccia un porticato con due ordini di arcate. Oggi all'interno del palazzo, nel piano nobile, ha sede il Museo Archeologico Nazionale, qui sono custoditi i reperti della città etrusca di Spina, rinvenuta sul delta del fiume Po, fra i vari oggetti molti sono i vasi sia a figura rossa che nera, a questi fanno seguito le ceramiche, gli oggetti bronzei o pezzi di oreficeria. Il secondo appellativo che si al Palazzo è quello di Palazzo di Ludovico il Moro, in quanto si pensava che l'edificio fosse stato costruito per volere del signore di Milano.

Il nome del palazzo deriva dal suo rivestimento esterno a bugnato con pietre a forma di cuspide diamantata, le pietre tagliate a forma piramidale seguono un andamento ben preciso, la prima sezione è rivolta verso il basso, la parte centrale guarda diritta, mentre la seconda sezione è rivolta verso l'alto, questa collocazione di ogni singolo pezzo permette alla luce di essere maggiormente catturata e riflessa dal rivestimento a bugnato. Il palazzo fu costruito per volere di Sigismondo d'Este, il quale affidò la realizzazione a Biagio Rossetti, il quale iniziò i lavori nel XVI sec. L'ubicazione del palazzo è all'incrocio fra Corso Ercole I d'Este e corso Biagio Rossetti, tale punto sulla mappatura della città corrisponderebbe a un punto propiziatorio ben delineato, calcolanto dall'allora astrologo di corte Pellegrino Prisciani.
Oggi all'interno del palazzo ha sede la pinacoteca nazionale. La pinacoteca si compone di un primo nucleo derivante dalle opere provenienti dalle chiese della città di Ferrara, successivamente altre opere vennero annesse alla pinacoteca, sia da parte di lasciti, che da altre acquisizione di proprietà statale. Al suo interno la pinacoteca conserva una serie di dipinti di diversi artisti emiliani, toscani, lombardi e veneti, catalogati a partire dal '200 sino al '700. Fra gli artisti presenti con le proprie opere si ricorda Andrea Mantegna, Garofalo e Giovanni da Modena. È stato anche grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, che la pinacoteca Nazionale ha potuto realizzare mostre con le opere ferraresi disperse nel mondo. Attualmente la Pinacoteca è alle dipendenze della Sovraintendenza per il Patrimonio Storico e Artistico per le province di Bologna, Ferrara, Forlì – Cesena, Rimini e Ravenna.

Contatti con per la Pinacoteca Nazionale:

Corso Ercole d'Este, 21
telefono: 0532 205844
fax: 0532 204857

Oggi il palazzo Giulio d'Este ospita la prefettura di Ferrara. L'edificio fu edificato su progetto di Biagio Rossetti per volere di Ercole I d'Este, il quale lo foce costruire per il figlio Giulio. Il palazzo presenta una facciata non lineare, ma tuttavia anche se il portole marmoreo e le finestre non risultano in asse, la struttura resta comunque in un insieme armonico. Tutavia Giulio d'Este non riuscì a viverci in questa dimora, in quanto alla morte del padre partecipò alla sommossa contro il fratello Alfonso II, venne quindi imprigionato e rimase in carcere sino al 1559. Il palazzo divenne di proprietà del cardinale Ippolito d'Este. Nei secoli il palazzo passò di proprietà a diverse famiglie, nel '700 fu dei Savoia che qui crearono una galleria di opere, mentre nel XX sec. appartenne alla famiglia Mantovani, la quale apportò modifiche alla struttura dell'edificio, oltre alla ristrutturazione del giardino, con la realizzazione della fontana, della limonaia e una serie di porticati. Nel 1932 il palazzo divenne di proprietà della Provincia di Ferrara, che deliberò una serie di restauri volti al recupero e conservazione dello stabile.

Palazzo Paradiso fu da prima dimora degli Estense, per divenire sede dell'università nel XVI sec. , a pian terreno è collocato il teatro anatomico del XVII sec., mentre al piano nobile è custodita la biblioteca, all'interno della quale sono raccolti circa 300 mila volumi, fra cui anche codici miniati e manoscritti. In oltre qui è presente la raccolta dell'Orlando Furioso scritta da Ludovico Ariosto e la bibbia di Girolamo Savonarola.

L'edificio è uno delle delizie estensi, il nome è fatto pervenire dallo stesso suo utilizzo, ovvero quello di schivare la noia, qui si raccoglieva la famiglia Estense per giochi e svaghi. Il palazzo fu fatto erigere da Alberto V d'Este sul finire del XIV sec. , nel secolo successivo fu deciso di fare un secondo piano ad opera di Pietro Benvenuti, mentre il cornicione in cotto lo si deve a Biagio Rossetti. Il portale marmoreo spicca sulla facciata in laterizio, al piano nobile è presente il salone dei mesi adornato da un ciclo di affreschi cinquecenteschi, commissionato da Borso d'Este agli artisti Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti, l'opera è formata da una ripartizione in tre sezioni: il trionfo degli dei, la rappresentazione dei segni zodiacali e nell'ultimo riquadro compaiono i mesi i quali raccontano scene di vita di corte durante la signoria di Borso. Oggi il palazzo ospita i Musei Civici di Arte antica.

Oggi il palazzo Turchi ospita al suo interno il Museo di Paleontologia e Preistoria, oltre al dipartimento di Risorse Naturali e Culturali, mentre nel giardino interno è presente un orto botanico, anche questo dell'università di Ferrara.

Il parco Massari era di pertinenza dell'omonimo palazzo, l'area verde fu costruita nel '700 per volere del marchese Camillo Bevilacqua, il quale ingaggiò l'architetto Luigi Bertelli. Il parco era adornato da statue e da piante, ed era accessibile da sette valichi. Nell'800 i marchesi Massari acquistarono la proprietà, e trasformarono il parco, in una semplice area verde.

Il parco Pareschi fu di pertinenza del Palazzo di Renata di Francia, oggi sede dell'Università di Ferrara, mentre d'estate è utilizzato per le rappresentazioni cinematografiche. Il parco fu realizzato in una prima parte nel XV sec. , per essere successivamente ampliato dal Rossetti. Nel corso dell'800 la proprietà passo alla famiglia Pareschi, che lo salvò dalla decadenza in cui era caduto.

Il parco Urbano Bassani è il più grande parco cittadino di Ferrara, un tempo gli Estensi lo usavano come riserva di caccia. I suoi confini si estendevano oltre le mura a nord, sino ad arrivare al margine dell'argine del fiume Po.

La Piazza fu ideata dal Rossetti, la quale ha una forma rettangolare di 100 m x 200. al centro della piazza si innalza una colonna, sulla quale troneggia la statua di Ludovico Ariosto. Su questa piazza si affacciano i palazzi Bevilacqua e Rondinelli prospicienti la strada con i loro portici.

In piazza Girolamo Savonarola, adiacente al castello, la quale si affaccia su Corso Martiri della Libertà, è presente la statua raffigurante Savonarola (Ferrara fu la sua città natia) e anche un padimetro (simile ad un idrometro), sul quale sono segnate le inondazioni che nei secoli hanno colpito la città di Ferrara, a seguito dello straripamento del fiume Po dai suoi argini.

Il teatro fu inaugurato nel 1798, la sua costruzione si deve al fatto che i nobili si volessero identificare in un unico teatro, in quanto la città a quel tempo aveva teatri sparsi per la città.