COMUNE DI SASSUOLO

PALAZZO DUCALE DI MODENA

Il primo borgo di Sassuolo nacque nel 980 al ridosso del castello costruito sulle pendici di un promontorio bagnato dalle acque del fiume Secchia. Successivamente furono rafforzate le mura e ingrandita la struttura per merito dei signori Della Rosa. Durante i secoli il muro di protezione fu più volte abbattuto, ma sempre ricostruito. Con l'aumentare della demografica si andò creando un borgo fuori le mura, il quale si sviluppò attorno alla chiesa di S. Giorgio. Con il passare del tempo si svilupparono due borghi, i quali erano collocati sulle due vie principali: Via Claudia che era indirizzata verso Fiorano e Via Montanara che da Modena portava a Lucca. A Sassuolo in oltre c'era il mercato più importante della zona che richiamava l'attenzione di tutti i paesi limitrofi. Nel '500 sotto la guida dei Pio avviene la ristrutturazione urbana della città, attraverso calcoli matematici, questo nuovo look portò alla costruzione di Piazza Garibaldi, il Palazzo della Regione e l'Osteria della Posta. Successivamente furono anche creare 7 nuove strade principali, in oltre sorsero nuovi centri religiosi come S. Giuseppe, S. Stefano, S. Spirito S. Francesco e Cappuccini. Nel 1587 a seguito delle nozze tra Marco Pio e Clelia Farnese l'intero assetto urbano fu ristrutturato. Risale alla prima metà del '600 la costruzione del primo ospedale sulla strada che porta verso la montagna. Successivamente sul finire del '600 la classe imprenditoriale sassolese svolse un importante potenziamento per la città, che con le fabbriche cartiere, concerie, majoliche ecc... fecero ampliare l'assetto urbano e stradale della città. Con l'arrivo dei francesi nei primi dell'800 furono trafugati e poi venduti tutti i tesori ducali, il fossato venne interrato e il palazzo ducale rischiò di essere demolito per far spazio a nuovi edifici. Purtroppo le opere di manutenzione si arrestarono e questo provocò il degrado di gran parte degli edifici, soltanto nel 1877 con la creazione di una Commissione si procedette alla rivisitazione di tutta la città al fine di poter migliorare sia l'assetto urbano, che quello decorativo della città stessa. Sul finire dell'800 nacquero due ferrovie, una in direzione di Modena e una verso Reggio Emilia, da qui partirono anche le edificazioni dei villaggi operai. Nei primi del '900 ci si adoperò al fine di poter migliorare la situazione abitativa delle famiglie operaie, che vivevano ammassati in luoghi insalubri, che spesso provocavano focolai di malattie infettive come il tifo. Negli anni '20 iniziarono in oltre la costruzione di nuovi quartieri residenziali, portando quindi alla bonifica gran parte del territorio. I bombardamenti del '45 distrussero il ponte sul Secchia, ma nel dopo guerra fu ricostruito, in una situazione post bellica dove la gran parte delle persone si trovava senza un tetto sopra la testa, o ammassata in palazzi fatiscenti. La ripresa fu lenta e difficile solo negli anni '60 esplose il boom economico, dal quale si scaturì un aumento della demografia.
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La Galleria Parmeggiani è un insieme di stili e opere, le quali racchiudono l'essenza del suo collezionista, così come lo stesso edificio rappresenta la personalità del personaggio che conoscerete lungo il percorso delle sale espositive.

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Il Palazzo Ducale è risorto dopo 10 anni di restauri finanziati dal Ministero dei Beni culturali, dal comune di Sassuolo e dell'Accademia Militare che lo ha in custodia. La dimora mostra al suo pubblico lo sfarzo dell'epoca barocca, incastonato nelle mura che solcano il perimetro pentagonale della costruzione. Fu grazie a Borso d'Este che questa città fu scelta come luogo di villeggiatura per la corte. Successivamente i d'Este decisero di cedere i territori sassolesi alla famiglia dei Pio per ottenere in cambio quelli di Carpi. Questa nuova famiglia che subentrò a pieno titolo nella città seppe apportare le giuste modifiche al palazzo ingrandendolo. Le tensioni che si erano create fra le due famiglie, sfociò con l'assassinio di Pio, e il ducato di Sassuolo tornò nelle mani dei d'Este. Solo nel 1634 si riprendono le opere di completamento del palazzo ad opera dell'Avanzini, che realizzò la piazza antistante l'ingresso al Palazzo (piazza della Rosa). Gli ambienti interni furono affrescati da Jean Boulanger, quest'ultimo fu affiancato in oltre dai pittori Colonna e Mitelli. In totale le stanze visitabili sono 28, tra le quali spicca l'ultima di recente apertura "La sala dei Giganti"che ancora conserva il soffitto a cassettoni lignei.

Chiesa di San Giorgio
Chiesa Consolata
Chiesa di San Francesco