COMUNE DI VIGNOLA

Castello di Vignola

La città di Vignola fu costruita nel 728 e nel IX sec. e sottoposta al dominio dell’abbazia di Nonantola. Nel X sec. la città fu assediata dagli Ungari e successivamente passò sotto il controllo della città di Modena, a seguito di un compenso monetario. L’accesso alla rozza era concesso attraverso un ponte levatoio, mentre il borgo era protetto da una cinta muraria che si aggiungeva alla fortezza. In oltre la cinta fu rafforzata con la costruzione di una torre e rafforzata nel centro da un’altra denominata torre dell’orologio. Nel XIII sec. Vignola fu coinvolta nella guerra tra i modenesi e i bolognesi e nel 1247 la rocca fu data alle fiamme. Successivamente fu ricostruita con tre torri merlate. La fortificazione continuò sino al 1400, quando si decise di costruire un fossato per proteggere maggiormente la struttura dagli attacchi esterni. Le numerose sale sono illuminate da finestre decorate in stile rinascimentale, fra le quali si ricordano: la sala dei Leoni o Leopardi, denominata così a causa delle raffigurazioni degli animali stessi sulle pareti, il soffitto è a volta sul quale sono stati dipinti gli stemmi degli estense e dei Contrari. Da questa sala si accede a quella della Colomba a simboleggiare la riconoscenza dell’amico Uguccioni Contrari verso l’amico Nicolò Estense. L’ultima sala è quella degli Anelli dove ovunque sono disegnati tre anelli concentrici di diversi colori a simboleggiare l’unione delle varie famiglie, e nel centro incastonato fra gli anelli è collocata una pietra preziosa: il diamante. A pian terreno è collocata la sala dei cardinali, al cucina e la sala della Cassa di Risparmio di Vignola. Salendo si accede alle stanze nobili, qui fra il 1888 e il 1915 fu insidiata la sede del comune della biblioteca, queste due strutture per essere inserite all’interno dell'edificio, fecero sì che si dovettero compiere dei lavori che causarono la perdita di molti affreschi. In questa sezione si collocano la stanza: delle dame, del Padiglione, dei cani, degli Stemmi e dei tronchi d’albero. Al secondo piano, attraverso il loggiato si arriva al cassero, una terrazza scoperta posta sulla torre d’ingresso, qui si trovavano gli alloggi dei soldati che dovevano vegliare sulla rocca, dagli spalti e dai camminatoi coperti( un tempo scoperti e protetti solo da merlature a coda di rondine). La rocca fu anche affrescata all’esterno per volere dei Contrari per ingentilire la struttura militare. Sulla sommità si trova il campanone, un rifacimento di un’antica campana del 1685, realizzata nel 1977, fatta risuonare tutte le sere in onore dei caduti italiani e di quelli di tutte le guerre. Nel 1575 alla morte di Ercole Contrari, tutti i possedimenti passarono agli Estense e nel 1527 la rocca fu venduta ai Boncompagni. La signoria cessò nel 1796 con l’arrivo di Napoleone, tornando sotto il dominio estense sono nel 1815, che mantennero il potere sino al 1859. Fortunatamente la rocca non fu mai abbandonata a se stessa e non soffrì di mancanza di opere di ristrutturazione e di rifacimenti. Nella torre di Nonantola fu rinchiuso un autorevole personaggio: il poeta Ugo Foscolo, poi liberato dalle truppe francesi. Durante la II guerra mondiale i sotterranei della rocca furono usati come riparo durante i bombardamenti e anche in questo caso non si verificarono danni alla struttura, grazie alla scarsa mira degli alleati che per tre anni cercarono di abbattere con le bombe il ponte che collegava le due rive del Panaro, senza mai riuscirci, tuttavia risparmiando il castello. Nel 1970 iniziarono i lavori di ristrutturazione di tutto il complesso grazie ai fondi della cassa di Risparmio di Vignola, i lavori durarono 15 anni e ancora oggi la fondazione si prende cura della rocca, che è possibile visitare.
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