Appennino Romagnolo

Itinerario da Dozza a Brisighella

L’itinerario inizia dalla cittadina di Dozza, poco prima di Imola, partendo da Bologna si può percorrere la Statale Statele 9, che attraversa una serie di paesini giungendo a destinazione in 30 minuti, oppure in autostrada si esce all’uscita di “Imola” e in pochi minuti si arriva al comune di Dozza. Giunti in prossimità della rocca parcheggiammo l’auto lungo la salita che conduceva verso le mura del borgo, le quali si varcavano attraversando una porta seicentesca, alla quale ne seguì subito una successiva, la quale immetteva all’interno del borgo. La nostra attenzione fu subito rapita dal dipinto posto sul muro di una abitazione alla nostra sinistra, il quale raffigurava un gigantesco francobollo, fu in quell'istante che ci ricordammo che si trattava di una delle opere realizzate in concomitanza con la Biennale dei Muri Dipinti che si svolge a Dozza negli anni dispari. Di fatti sui muri di tutte le abitazioni si susseguivano vere e proprie opere d’arte a cielo aperto, intervallate dalle architetture storiche del borgo con archi, pietre, capitelli, colonne e portici. Seguendo via XX Settembre arrivammo alla piccola piazza Zotti, sulla quale si affacciava il Palazzo Comunale e la chiesa di Santa Maria Assunta, accanto la quale si stagliava il campanile e una porta sormontata da un orologio, il tutto affrescato da colori sgargianti e figure fantastiche. Oltrepassammo il portale e a poca distanza intravedemmo la Rocca, la quale si presentava in tutta la sua maestosità, protetta da due poderosi torrioni ornati da archetti e massicce mura circondate dal fossato. L’ingresso alla rocca era consentito attraverso un ponte che immette in un primo ingresso, dal quale si accede al piccolo cortile interno, dal quale si prosegue verso le sale interne che conducono al museo. Continuammo la camminata fino a discendere la seconda via principale: via De Amicis,  anch'essa allestita come una galleria d'arte. Prima di tornare all’auto, ci fermammo al piccolo forno in via XX Settembre per comperare qualcosa per il viaggio: gnocco, stria e dolcetti ripieni.
Continuammo il tour verso Riolo Terme, passando per Imola in direzione di Brisighella. La strada lentamente lasciava la pianura per iniziare la salita verso le colline Romagnole, le quali erano cariche di colori intensi dal rosso al giallo, grazie alle foglie delle viti, le quali si inerpicavano come scalatori lungo i fianchi dei rilievi. Giunti a Riolo Terme, posteggiammo lungo il viale che conduceva al centro cittadino. La zona pedonale seguiva tutta la strada lungo il lato sinistro, adornata da due file di alberi e palme, fino a giungere al centro storico, al cospetto della Rocca trecentesca protetta dai suoi possenti torrioni e circondata dal fossato per difendersi dagli attacchi esterni. Seguimmo il perimetro dell’edificio, immaginando che un tempo là dove c’erano le feritoie, fosseroposizionate le armi da fuoco pronte ad esplodere i colpi contro il nemico. Entrammo all’interno delle mura attraversando il ponte levatoio, ritrovandoci nel cortile interno, allestito per le rappresentazioni degli spettacoli all’aperto. Salimmo la scalinata che conduceva al percorso di ronda lungo le mura, dove era stato ricavato all’interno del torrione un grazioso angolo break – bar. Ci riposammo seduti sui muretti fra le merlature, guardando l’interno del cortile da dove si accedeva all’interno del museo, il quale sviluppava il suo percorso espositivo comprendendo tutta la struttura, dalle segrete, fino ad arrivare al torrione.
Il nostro percorso procedette attraverso gli Appennini, fra colori variopinti, oltrepassammo un ennesimo promontorio e sostammo il veicolo in un punto panoramico creato appositamente per poter ammirare la vallata sottostante, sulla destra si trovava il santuario del Monticino, costruito sull’estremità di una collina, mentre sulla sinistra si trovavano la Rocca Manfrediana in posizione antistante la Torre dell’Orologio. Scendemmo lungo la strada e parcheggiammo l’auto ai piedi della Rocca Manfrediana. Salimmo lungo la scalinata e giungemmo all’ingresso dove si trovava la biglietteria all’interno di un piccolo casino in legno, la quale esponeva il cartello "chuso", questo non si preannunciava come un buon presagio. Entrammo all’interno del cortile che costeggiava la rocca, arrivando davanti al portone d’ingresso, che ovviamente era chiuso; potemmo solamente scattare alcune foto all’edificio, il quale si presentava con una forma massiccia e pesante, tale sensazione era data dai due torrioni laterali che racchiudevano il portale, entrambe terminanti con una copertura circolare. Ci fermammo per qualche minuto per rifocillarci e mangiare le leccornie comprate a Brisighella, godendoci seduti sulle panchine in pietra i raggi del tiepido sole autunnale, mentre le immagini del paesaggio rilassavano la vista. Dalla balconata difronte la rocca si stagliava lo spuntone di roccia sul quale era stata edificata la torre dell’orologio, la quale si raggiungeva attraverso una stradina che dipartiva dal parcheggio antistante la rocca, percorribile sia in auto o a piedi; i sentieri che si possono scegliere sono due: uno denominato sentiero di Sant’Antonio che giunge sino al nuovo anfiteatro all’aperto, mentre il secondo giunge verso la Via degli Asini.

Decidemmo di non giungere ai piedi dell’edificio, in quanto il tempo era risicato, per tanto continuammo la discesa verso l’abitato di Brisighella.
Arrivati alla cittadina cercammo da parcheggiare, vicino alla stazione era pieno di auto e camper, per fortuna la zona successiva a ridosso dei binari era ancora in parte libera. Stazionammo la vettura e attraversammo la strada, incamminandoci verso il viale principale, adiacente Via Roma, per convergere successivamente in Piazza Carducci, dove si affacciava la collegiata dei Santi Michele e Giovanni Battista, oltre ai palazzi storici come quello della Cassa di Risparmio di Ravenna.

Dozza

Muri Dipinti Dozza
Municipio Dozza
Santa Maria Assunta - Dozza
Rocca di Dozza

RIOLO TERME

Rocca di Riolo Terme

BRISIGHELLA

Rocca Malatestiana - Brisighella
Torre dell'Orologio - Brisighella
Collegiata SS. Michele e Giovanni Battista
Palazzo Maghinardo
Via degli Asini

Conosciamo di più le Città:

Girando lo sguardo alla nostra sinistra intravedemmo l’immagine della Torre dell’Orologio, che fungeva da faro verso l'orizzonte. Proseguimmo il cammino nella strada difronte a noi, sulla quale si trovava a lato il famoso ristorante Gigiolè e un edificio bianco avorio con porticato. La strada principale svoltava verso destra, mentre alla sinistra si inerpicava un piccolo viottolo che terminava davanti alla chiesa dei Francescani, a lato si trovava il teatro all’aperto, una struttura triste e grigia di puro cemento ricavata all’interno della collina, sovrastata da un gabbiotto in legno, dove era stata ricavata la camera di regia, l’unica nota positiva della posizione era che sullo sfondo era ben visibile la torre dell’orologio. Tornammo sui nostri passi e proseguimmo alla volta di Piazza Marconi, uno slargo ricavato all’interno del borgo storico, sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale, il quale risplendeva della luce riflessa, grazia alla sua colorazione bianco avorio, mentre tutt’attorno si trovavano le abitazioni variopinte del borgo. Lungo la linea del Palazzo Comunale si trovava la Via degli Asini, un’antica strada sopraelevata, passante all’interno dell’abitato, la quale era percorsa un tempo dai cavatori di gesso assieme ai loro asini, i quali si dirigevano ogni giorno verso le cave. Questa via è unica al mondo, in quanto è ricavata all’interno delle abitazioni poste al primo piano, questa non era una semplice galleria di passaggio, in quanto su di essa si aprono anche gli ingressi delle abitazioni, che un tempo ospitavano i cavatori e i loro animali. La via degli Asini, che attraversa tutto il cuore di Brisighella, ha una pavimentazione irregolare realizzata con tavelle di cotto, mentre il soffitto con le travi a vista risultava essere non molto alto, la luce che illumina la galleria filtrava attraverso le arcate ricavate verso la piazza.
Percorremmo tutta la via degli Asini e sbucammo fuori dal centro abitato, riprendemmo la strada principale voltando su via Fossa e giungemmo alla volta di Piazza Carducci. Prima di tornare verso l’auto, ci fermammo nell’area del parchetto adiacente la ferrovia, dove c’era una fontana ricavata all’interno di una grande sfera, mentre tutt’attorno la gente riposava sulle panchine, all’ombra degli alberi. Da qui si poteva avere un'ulteriore prospettiva sul Santuario del Monticino e sulla Rocca.

Da Brisighella l'itinerario continua verso Ravenna  >>