PROVINCIA DI FROSINONE

COMUNE DI FROSINONE

La città di Frosinone sorge sopra la valle del Sacco, nel cuore della Ciociaria, sotto il dominio dei Volsci ebbe il nome di Frusino.
Gli insediamenti urbani si sono espansi a partire dall’altura, seguendo i promontori sino alla pianura. La vista è dominata dalla cattedrale di origine romanica, con il campanile a tre ordini di bifore.

Alla nascita della città, Frosinone fu un comune romano, mentre nel Medioevo le sue terre furono continuamente cedute, sino ad arrivare nelle mani del pontefice nel 400.
Luoghi Religiosi

COSA VISITARE

La natura in provincia di Frosinone ha donato diversi scorci di bellezza impareggiabile, a partire dalle Gole del Melfa, dove si trovano grotte carsiche e la vegetazione rigogliosa è l'habitat per molte specie fra mammiferi e volatili. Il tragitto che costeggia il fiume è possibile attraverso una stradina chiamata "Tracciolino", la quale conduce ad un ponte romano, attraversato il quale si giunge all'eremo dello Spirito Santo a picco sulla gola del Melfa. Continuando il percorso si giunge a Roccasecca dove si trova l'omonimo castello appartenuto alla famiglia di San Tommaso d'Aquino. Da qui si sale verso Caprile dove si trova una grotta naturale dove è stata ricavata la chiesa intitolata a Sant'Angelo.

Un'altra meta da non perdere è sicuramente quella di Fiuggi, un centro termale conosciuto già al tempo degli antichi Romani, non lontano si trova l'abbazia di San Domenico da Foligno, dove al suo interno è custodita l'antica farmacia composta da vasi in ceramica decorati a mano.

Sul territorio si trovano anche altri comuni che vale la pena visitare come:

1) Alatri, dove si trova l'acropoli pelasgica, il duomo della città ove si trovano l'Ostia Incarnata, Palazzo Gottifredo ove si trova il Museo Civico.

2) Anagni, dove si trova la cattedrale in stile romanico lombardo, Palazzo di Bonifacio VIII dove è sito anche il Museo omonimo.
3) Fumone, comune medioevale dove si trova la Rocca,  dove morì papa Celestino V nel XIII sec.

Cosa Visitare a Frosinone

Eventi e Manifestazioni

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In Val Comino, a partire dal XIX sec., iniziò la cotivazione dei vitigni importati dalla Francia per ottenere da queste pregiate uve vini come: Cabernet e Merlot; queste hanno dato origine successivamente al Cabernet di Atina. Tra i vini del Frosinate si distinguono la Passerina IGP e il Piglio Doc dal 1973. Per gli amanti dei sapori antichi c'è il Cesanese del Piglio, un vino prodotto già al tempo degli Etruschi
Un altro prodotto dipico della zona è il Fagiolo Cannellino IGP, il peperone di Pontecorvo, mentre tra i formaggi si è riscoperto un prodotto da intenditori come il pecorino di Picinisco e la Marzolina, i quali sono realizzati con il latte di capra. Tipico della zona è la lavorazione del maiale, dal quale si ricavano salsicce aromatizzate al finocchio, arancio o meravigliosi prosciutti.

Anche i prodotti casarecci sono da ricordare, come il pane di Veroli, il quale è preparato in grandi forme e ha la caratteristica di conservarsi per sette giorni; a questo si affianca la ciambella Sorana, che la si trova specialmente durante i giorni di mercato, la casata pontecorvese (una torta multistrato del peso di 3kg), frappe (pasta fritta arricciata a forma di fiocco, preparata a Carnevale). Un dolce che vive ancora nelle nostre ricette tradizionali, ma che nacque nel medioevo, è il Panpepato.

Ma easistono anche altre prelibatezze, come il celebre  Tartufo Nero e Bianco di Camoli Appennino, un altro prodotto tipico non meno gustoso ma più economico, è la castagna di Terelle (le peloselle e pizzutelle).
A tutti questi prodotti non sono da meno gli oli, come quello di Cervaro prodotto dalla spremitura delle olive raccolte sui finachi del Monte Aquilone, o come il poco conosciuto extravergine Rosciola.

L’economia si basava prettamente sul settore primario (agricoltura, allevamento), a questa si affianca il settore industriale secondario (metalmeccaniche, tessili, calzaturiero, abbigliamento e materiale plastico).

L'Abbazia di Casamari è situata in provincia di Frosinone, nel comune di Veroli, essa si erige sulle fondamenta di un santuario romano, di cui ancora restano le basi delle colonne. L’abbazia è formata da una chiesa gotica a tre navate, decorata con mosaici e da un meraviglioso chiostro quadrangolare. Fu costruita nel 1203, il nome di Calamari deriva dal latino il cui significato è :“casa di Mario”. La porta che conduce all’interno dell’abbazia è formata da un doppio arco, dietro l’altare troviamo il coro costruito nel 1940. L’aula capitolare è formata da nove campate sorrette da quattro pilastri.

La storia di questa abbazia racconta di un passato piuttosto turbolento, all’inizio si scelse questo luogo, in quanto alcuni ecclesiastici sentirono il bisogno di un posto dove riunirsi in un cenobio, successivamente l’abbazia fu colpita da una crisi economia e religiosa. Fra il 1140 e il 1152 l'edificiò passò alla congregazione dei cistercensi, in quanto i benedettini erano divenuti indisciplinati e corrotti, e non si prendevano cura nemmeno delle normali manutenzioni del luogo sacro. Tra il XII e il XIII iniziò la costruzione del nuovo monastero. Il 1799 i soldati francesi, di ritorno da Napoli, si fermarono nell’abbazia di Casamari depredandola. Successivamente Pio IX cercò di riportare in luce l’abbazia e nel 1874 fu dichiarata monumento nazionale.
Nel 1898 su fondato il monastero per assicurare una cultura teologica ai giovani monaci.

L’abbazia di Casamari era, come gli altri monasteri, ispirata alla cura del malato e del bisognoso, i quali erano accolti nella foresteria adiacente agli alloggi dell’abate, e se il malato non poteva recarsi da loro, erano i monaci che uscivano, ma non potevano allontanarsi molto dal monastero e non potevano pernottare fuori dalle loro mura. Indispensabile per combattere le malattie erano le erbe, le quali erano conservate in un erbario. Le erbe una volta seccate venivano racchiuse in un armadio massiccio (armarium pigmentariorum) in mondo che non facesse traspirare all’interno troppa aria e soprattutto che non facesse passare i raggi del sole, questo per mantenere inalterate le proprietà delle erbe. Successivamente oltre alla preparazione di infusi e preparazioni mediche, i monaci si specializzarono anche nella preparazione dei liquori, un impulso maggiore avvenne fra il 700 e l’800,

L’abbazia di Casamari custodisce al suo interno un museo disposto in due sale duecentesche e una pinacoteca dislocata all'interno di quattro sale.