COMUNE DI VITERBO

Nella provincia di Viterbo si possono effettuare diverse escursioni, a carattere storico, religioso, immersi nella natura ed enogastronomico. Questa differente opportunità turistica sul territorio è consentita attraverso le varie strutture e aree dedicate come: Castelli, Palazzi, senza naturalmente tralasciare le origini Etrusche di Viterbo, le quali sono rese concrete grazie al ritrovamento della Necropoli (Tarquinia), a questa si aggiungono le rovine Romane tornate alla luce a Ferento e l’antico borgo di Bagnaia; mentre restando sempre all’interno della città di Viterbo si può passeggiare all’interno del Quartiere Medioevale di incomparabile bellezza.
Fra le diverse attrazioni durante l’anno, da non perdere è la manifestazione Sacra che si tiene ogni 3 di Settembre, durante la quale per le vie della città viene trasportata a spalle la "Macchina di Santa Rosa" alta circa 30 metri, la quale è illuminata a giorno con fiamme di ogni tipo.
Durante la stagione invernale e nel periodo Natalizio alcuni comuni limitrofi diventano lo scenario per diversi presepi: Bassano in Teverina, Civita di Bagnoregio, Corchiamo e Vetralla.



Palazzi e Monumenti

 

Per le Vacanze estive sono molto gettonate anche le spiagge che si trovano nei comuni di: Montalto Marina, Riva dei Tarquini, Marina Velca e Sant'Agostino Marina. Il turismo balneare è incentivato anche grazie alla costa bassa e sabbiosa del litorale Viterbese.

Bulicame e terme

Nel territorio della provincia di Viterbo sono presenti delle complessità geologiche che danno origine a fenomeni come i vulcani idrotermali, chiamati anche Bulicame, citati anche nella Divina Commedia dal sommo poeta Dante Alighieri. Già in epoca romana questi furono utilizzati come fonte termale, successivamente saranno i pontefici a reintrodurre le terme per la purificazione del corpo e il suo benessere. Nel '400 fu progettato un edificio che potesse essere degno delle terme del pontefice, tale edificio fu ampliato nel corso del tempo. Dopo una decadenza, la struttura fu nuovamente riportata al suo antico splendore con gli inizi del '900, grazie all'Opera Nazionale Dopolavoro dell'allora governo fascista.

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La città di Viterbo nacque come insediamento Etrusco alle pendici dei monti Cimini, dove oggi sorge il Duomo, durante degli scavi, furono riportati alla luce dei reperti. Successivamente alla distruzione compiuta dai romani con la conquista della Tuscia, abbiamo la ricostruzione della città e l’edificazione di splendidi palazzi di età augustea, nonché la via Cassia, via di comunicazione estremamente importante. Successivamente alle invasioni Barbariche, la città fu sotto il controllo dei Longobardi al tempo governati dal re Desiderio. Con l'ascesa dei Franchi Viterbo fu donata al papato.

Nel medioevo la città fu più volte presa d’assedio, per tale ragione fu decisa la costruione di una cinta muraria a sua difesa. Nel XII sec. la città di Viterbo fu proclamata libero Comune e la sua importanza crebbe anche in campo economico. Nel XIII sec. Viterbo si assoggettò senza combattere al potere di Federico Barbarossa e questo diede alla città ricchezze e maggiori terre. Successivamente Viterbo fu presa da Federico II di Svevia, ma il cardinale Raniero Capocci, con l’aiuto di Rosa da Viterbo (la quale divenne santa, nonché patrono della città), riuscì ad organizzare una rivolta contro l’imperatore. Nella seconda metà del '200 iniziarono a sorgere nella città i primi palazzi, chiese e fontane, grazie anche ad un periodo di pace. Questa città fu anche sede dei papi, per le loro fughe dalla capitale, come il caso di Alessandro IV che fuggì da Roma nel 1254. Fu quindi indispensabile costruire nella città un palazzo papale, il quale sorse accanto alla Cattedrale di San Lorenzo. Fu in questo palazzo che avvenne la prima funzione del Conclave, siccome i cardinali dopo 33 mesi non si decidevano ad eleggere il nuovo papa, il Capitano del Popolo Raniero Gatto, li segregò chiusi a chiave all'interno del palazzo, razionando anche il cibo, questo portò in pochi giorni alla elezione del nuovo pontefice. La presenza della corte papale contribuì all’accrescimento della stessa città sia in ambito economico che demografico. Nel XV sec. Viterbo fu teatro di una terribile pestilenza, con il termine del morbo della malattia, fu deciso di apportare migliorie igieniche alla città, soprattutto con la creazione di una rete fognaria. La famiglia che si distinse nel periodo rinascimentale fu quella dei Farnese, i quali portarono maggiore benessere alla città, dopo il decadimento avvenuto con la cessione della città ai Di Vico, a partire dalle strade fino alle chiese.

Nel 1870 la città di Viterbo fu annessa al Regno d'Italia, mentre solo il 1° gennaio 1927 la città fu proclamata Capoluogo di Provincia.

Da visitare sono senz’altro il palazzo gotico dei papi, la chiesa romanica di santa Maria Nuova, Santa Maria della Verità, il palazzo comunale del 1460 nella piazza del plebiscito, Palazzo Chigi e Palazzo Farnese.

L’economia di Rieti si basa sull’industria agricola (cereali e barbabietole da zucchero) e della trasformazione dei prodotti agricoli, ma anche sul turismo religioso dovuto alla presenza di 4 conventi di origine francescana (Fonte Colombo, la Foresta, Greccio e Poggio Bustone), il pellegrinaggio verso queste quattro mete avviene percorrendo la Via Salaria, questo cammino fa entrare nello spirito con cui San Francesco, "uomo fra gli uomini", ha affrontato il suo cammino, alla scoperta della natura, scorgendo l’impronta divina in ogni angolo del creato. Un'altra tipologia di turismo è quello sportivo, dato che sul Terminillo troviamo gli impianti sciistici, che richiamano durante la stagione invernale molti appassionati dello scii e dei luoghi innevati, ovviamente in estate queste aree lasciano lo spazio a chi ama le passeggiate e il trekking.

Il Palazzo Comunale di Viterbo si compone di due corpi di fabbrica, un tempo questa era la residenza degli appartamenti dei Priori e del Podestà. L'edificio fu edificato nel XIII sec. e fu rimaneggiato nei secoli successivi. La facciata come si presenta oggi fu modificata da papa Sisto IV. Varcato l'ingresso del palazzo si giunge ai giardini ove è collocata la fontana con lo stemma cittadino. Il palazzo Comunale di Viterbo è in oltre celebre per la famosa stanza Herculea o Stanza Regia, la quale fu affrescata nel '400 con un ciclo di affreschi inneggianti le gesta del prode semi-dio. Purtroppo questi affreschi furono distrutti e al loro posto ne furono collocati altri, come il ciclo di affreschi innegianti la storia della città di Viterbo.

A pochi passi da Viterbo si erge il maestoso palazzo Farnese, il quale domina il centro di Caprarola.
L’edificio è a pianta pentagonale, realizzato fra il 1559 e 1575 dal San Gallo su commissione del cardinale Alessandro Farnese, inizialmente doveva essere una fortezza, ma successivamente l’opera fu sospesa e solo nel 1559 ripresero i lavori, su progetto del Vignola , il quale realizzò un insieme di bastioni, fossati, recinti e ponti levatoi (che ricordavano il primo progetto), uniti poi ai giardini, capolavori artistici e architettonici.
Gli interni sono arricchiti da stucchi e affreschi con riferimento a temi storici, epici e sacri. Il palazzo è preceduto da due piazze, la prima ellittica, dalla quale si accede alle cantine e da cui due rampe portano al piano superiore. L’edificio ha in oltre delle torri angolari, trasformate in un secondo momento in terrazze. Il palazzo è formato da cinque piani: i Sotterranei, il piano dei Prelati, quello nobile, dei Cavalieri e in fine quello degli Staffieri.
La scala regia sale in modo elicoidale, la quale è sorretta da 30 colonne doriche e decorata con grottesche e paesaggi, la quale conduce all’appartamento estivo del cardinale composto: dalla sala dell’Aurora, la sala dei Lanifici, si passa poi alla sala della torre con il soffitto a cassettoni. Da qui si accede all’appartamento invernale, il quale si apre con la sala della penitenza, si passa poi attraverso la sala dei Sogni, per poi arrivare alla sala degli Angeli, ed in fine si giunge alla sala del mappamondo. I giardini si dividono fra i giardini d’estate e quelli d’inverno. Dai giardini si accede al parco,  all'interno del quale si nascosta la palazzina del piacere, residenza estiva del cardinale Alessandro. L’abitazione è su due piani, ognuno ospita un loggione con affreschi in stile grottesco e con raffigurazioni mitologiche. Essa è circondata dai giardini segreti adornati da sculture (cariatidi) realizzate dal Bernini.

Villa Lante è un esempio di edificio Rinascimentale, opera iniziata nel '400 per volere dell'allora cardinale Riario. Nel secolo successivo il cardinale Ridolfi fece edificare il palazzo vescovile, realizzato con due logge, mentre nel 1568 il cardinale Francesco Gambara inizierà la realizzazione dei giardini, affidando i lavori al Ghinucci, che eseguì i lavori seguendo i disegni del Vignola. In oltre il cardinale Gambara fece costruire una palazzina affrescata con scene di caccia e pesca, opera di Raffaellino da Reggio e Antonio Tempesta. Sul finire del '500 la villa divenne del cardinal Peretti Montalto che fece costruire una struttura gemella all'edificio, la quale fu affrescata da Agostino Tassi e Cavalier d'Arpino. Apportò anche modifiche ai giardini, in modo sostanziale alla fontana a piramide, sostituendola con quella attuale dei quattro mori, simbolo della casata dei Montalto. Nel '600 la villa entrò a far parte dei possedimenti dei Della Rovere e solo nel 1973 divenne di proprietà dello Stato Italiano, che la riporterà ai suoi antichi fasti.